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Il Gran Premio della Cina è stato uno spettacolo d’intrattenimento sportivo, durato un paio d’ore, che ha semplicemente preceduto la vera corsa che inizia oggi. Ovvero : il rientro in Europa.

Jaime, che ha disputato una gara molto convincente finché la sua ala anteriore non è stata ‘pizzicata’ in un urto con una monoposto della Hispania, volerà verso gli USA e da li in Spagna. Mentre Sébastien sembra esser scomparso dalla copertura radar. Ovviamente in senso figurato e non letteralmente... Il resto della squadra è, per il momento, bloccato nel nostro hotel-resort di golf, in attesa di poter imbarcare su un volo charter che condivideremo con la Ferrari e con la Sauber, per tornare nel sud dell’Italia, da dove ci aspetta un lungo rientro in autobus. Per i membri della squadra residenti in Gran Bretagna, comincerà allora un rientro stradale ancor più lungo, verso l’Inghilterra. A condizione che restino posti sui ferry per attraversare la Manica.

Se, però, dover attendere qualche giorno supplementare d’attesa per rientrare a casa può essere fastidioso per il personale, il vero grosso problema che minaccia la F1 è : cosa succederà con le monoposto e con tutto il materiale da gara della F1 ? Dopo aver appena disputato le prime quattro gare del mondiale, fuori Europa, le tre settimane di pausa prima del GP della Spagna avrebbero dovuto costituire un lasso di tempo sufficiente per poter dar vita ad un profondo lavoro di sviluppo delle vetture. La maggior parte delle scuderie avevano, infatti, pianificato d’effettuare in questa fase la prima seria evoluzione delle loro vetture in questa stagione. Vedremo cos’accadrà, ma per lo meno, tutte le squadre sono sulla stessa barca... o, preferibilmente, aereo.

I giornalisti di F1 bloccati a Shanghai devono far fronte ad un motivo d’irritazione supplementare, visto che a loro le autorità cinesi hanno concesso –come sempre- un visto dalla validità molto più corta (di fatto, il minimo di giorni possibile) rispetto a quelli rilasciati al personale delle squadre. Ora, dovranno tutti recarsi in un ufficio ministeriale nel centro di Shanghai per richiedere l’estensione di tale visto. Una situazione ‘paranormale’, considerato che quello che tutti vorrebbero sarebbe, in realtà, proprio potersene andare il più alla svelta possibile.
 

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