L’appuntamento con la vertical run più attesa dell'anno – e anche la più temuta – è arrivato. Il 29 luglio a Susa si corre il Red Bull K3, giunto alla quarta edizione, con la durissima ascesa sul Rocciamelone: “il triplo chilometro verticale più duro al mondo”.
Numeri da brividi
La partenza avverrà nella storica cittadina di Susa a quota 502 metri di altitudine, per arrivare in vetta al Rocciamelone a 3538 metri su un percorso di 9,7 chilometri e un dislivello di 3036 metri.
Solo per gli ultrarunner più tenaci
Questi numeri fanno del Red Bull K3 una gara unica al mondo perché in nessun altro luogo si corre un triplo chilometro verticale su una distanza tanto breve. I runner (mountain runner, ultrarunner, trail runner, skyrunner e vertical runner) dovranno affrontare pendenze mostruose che metteranno a dura prova i muscoli e i tendini delle gambe, ma anche delle braccia, perché in alcuni punti gli atleti non potranno far altro che arrampicarsi come gli alpinisti o come i climber. Questo non fa altro che aumentare il fascino di una gara entrata fin dalla prima edizione nel cuore di tutti gli appassionati di vertical running.
Il nuovo format
L’evento che ha rivoluzionato lo scenario della corsa in montagna avrà una novità nel format: i due cancelli previsti non terranno più conto del numero di partecipanti transitati perché ai cancelli bisognerà transitare entro un tempo massimo.
I più forti ultrarunner del mondo sono qui
I più forti ultrarunner del mondo parteciperanno al Red Bull K3: tra gli uomini ci saranno lo svizzero Remi Bonnet (vincitore dell’edizione del 2015) e detentore del record della gara (2h 01m 57s), il norvegese Stian Angermud-Vik (campione del mondo Vertical Kilometer 2016), il rumeno Szabolcs Gyrogy Istvan (secondo al Giir di Mont 2016) e l’andorrano Ferran Teixido Marti-Ventosa (secondo nel 2015). Tra gli italiani occhio a Hannes Perkmann, terzo lo scorso anno ai Campionati del Mondo Vertical Kilometer e vincitore dell'ultimo Valtellina Vertical Tube Race, e Gabriele Abate, vice campione del mondo di Corsa in Montagna nel 2005 e secondo ai Campionati Europei nel 2011.
Tra le donne ci sarà Vanesa Ortega, vincitrice dell’ultima edizione del Red Bull K3. La spagnola dovrà vedersela con la transalpina Christel Dewalle (vincitrice delle Skyrunner World Series e degli Skyrunning World Championships 2016, con quattro vittorie nel classico Vertical di Fully) e la rumena Ingrid Mutter, che lo scorso anno ha trionfato al Giir di Mont a Premana. Attenzione anche alla brasiliana Fernanda Maciel, capace di stabilire il record sull’Aconcagua e di piazzarsi al terzo posto alla Marathon des Sables a fine aprile. Tra le italiane saranno in gara Raffaella Miravalle, due volte seconda al Red Bull K3, Francesca Bellezza, Chiara Giovando, Dimitra Theocaris e Francesca Rossi.
Una gara da Vertical Kilometer World Circuit
Quest’anno la gara è stata inserita nel Vertical Kilometer World Circuit: il circuito mondiale di 17 gare in 8 diverse nazioni che consentirà agli atleti finisher di accumulare il 20% di extra point nella classifica generale.
Una montagna ricca di fascino e leggende
Il Rocciamelone è da sempre circondato da un alone magico. Nel corso dei secoli si sono intrecciati racconti, leggende e vicende storiche fin da quando in Valle di Susa abitavano i Liguri e questo monte era considerato sacro agli dei ed era chiamato “Roc Mulun” o “Roc Mulè”, ossia "monte dei sacrifici" o "montagna divinità". I Celti, che abitarono a lungo la Valle di Susa, lo chiamarono invece “Roc Maol”: si pensava fosse il monte più alto del Piemonte, dimora degli dei che con fulmini e tempeste punivano le popolazioni sottostanti. I Romani lo denominarono “Mons Romuleus” e dedicarono la vetta a Giove tonante, trasformandola in un nuovo Olimpo. Insomma, un monte che nei secoli ha mantenuto intatto il suo fascino e che ora è teatro di una nuova sfida tra gli dei del vertical running.
