Se sei un windsurfer, sai come va

Red Bull Storm Chase: un inverno caldo e asciutto ha impedito la formazione di onde gigantesche
di Red Bull Team

Se sei un windsurfer, sai come va: a volte il vento si presenta, altre volte no. L’inverno non è riuscito a fornire la tempesta necessaria a far disputare il Red Bull Storm Chase nelle condizioni sperate dai concorrenti, dagli organizzatori e dal pubblico. Mentre il team ha lanciato per quattro volte gli avvisi durante il periodo dal 9 gennaio al 13 marzo, nessuna delle potenziali tempeste ha soddisfatto tutti i requisiti necessari per lo svolgimento della manifestazione.

Le condizioni classiche sono così

Il windsurfer professionista Klaas Voget – uno degli organizzatori – ha commentato: «Il Red Bull Storm Chase è noto per essere l'evento di windsurf più radicale al mondo. Per il nostro contest non siamo alla ricerca di tempeste medie o di pochi giorni ventosi, siamo alla ricerca di un grande sistema di tempeste che creano condizioni veramente estreme, con venti di burrasca e onde enormi». 

Il divertimento che avremmo potuto avere

Serve una grande tempesta

Klaas prosegue: “Le previsioni stabili e la direzione del vento, le dimensioni e la durata del sistema, le temperature, la luce del giorno, le infrastrutture: tutti questi sono fattori che cerchiamo per il Red Bull Storm Chase. Ci sono state diverse tempeste questo inverno e le abbiamo monitorate tutte. Nessuna aveva le caratteristiche che stavamo cercando».

Infrastrutture, logistica, sicurezza

Quello che succede in acqua non è l'unica preoccupazione: l’organizzazione deve assicurarsi che la tempesta sia in una posizione che tutti possono effettivamente raggiungere, il veleggiare ragionevolmente sicuro e consentire il supporto medico o di emergenza.

Le onde erano troppo piccole

Mentre numerose tempeste di vento hanno colpito la costa dell'Irlanda, dell’Inghilterra e della Francia, nessuna di loro ha portato un moto ondoso significativo, perlomeno non le onde alte 10 metri che il Red Bull Storm Chase stava cercando. Le raffiche delle tempeste non hanno lasciato onde abbastanza a lungo nel tempo e nella distanza per poter disputare la gara.

Un sacco di vento, non abbastanza onde

Le tempeste sono andate nella direzione sbagliata

Il meteorologo ufficiale, il dottor Meeno Schrader, spiega: «Il periodo di attesa è stato caratterizzato da due tratti meteorologici predominanti. In primo luogo il riapparire di nuvole temporalesche sopra l'Atlantico del Nord che spesso avevano il giusto potenziale non sono mai state in grado di mantenere quel potenziale fino alle coste. Più di una volta è successo che questa bassa pressione abbia scatenato la sua potenza sopra l'oceano aperto».

L’alta pressione ha bloccato le tempeste

Il riscaldamento nella stratosfera ha spostato l'alta pressione, che in inverno dovrebbe spingersi sopra la regione del Polo Nord alimentando le tempeste intorno. Invece si è trasferita più a sud, disturbando i potenziali sistemi di tempesta. Risultato finale? Nessuna azione.

Se trascorri troppo tempo a fissare potresti avere le vertigini

Questo fa parte del gioco

«Non possiamo costringere la natura a scatenarsi proprio quando lo vogliamo, questo fa parte del nostro sport», dice Klaas. «Dobbiamo essere pazienti e pronti quando accade. Può risultare frustrante a volte, ma è ciò che rende il nostro sport e questi giorni così speciali».

Non preoccuparti, torneremo

Non ti preoccupare, non ci sono solo cattive notizie. Il periodo di attesa ripartirà di nuovo il prossimo inverno. Rimani sintonizzato non appena la stagione si avvicina per gli aggiornamenti sulla finestra temporale del Red Bull Storm Chase 2018.

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