Fontana: L'anno che verrà (con team e bici nuovi)

L'intervista esclusiva al Prorider: il cambio di team, le gare e gli obiettivi della stagione 2017
Marco Fontana
Marco Fontana © Michele Mondini
di Marco Trabucchi

Dopo otto anni di onorata carriera con il team Cannondale Factory Racing il Prorider cambia casacca e bici. Una novità importante che scandisce l'inizio di un anno cruciale per Marco, dopo la batosta olimpica e la non brillantissima stagione di Coppa del Mondo. Marco Fontana ci spiega in questa intervista esclusiva la perfetta intesa avuta con il nuovo team e gli obiettivi di stagione.

Dopo i rumors ormai è ufficiale...
Sì, ho firmato un contratto biennale con il team Bianchi Countervail e gareggerò insieme a Stéphane Tempier. Insieme al team abbiamo definito i piani per la stagione e con mia grande soddisfazione mi hanno garantito grande libertà di scelta. L'attività agonistica coincide grossomodo con quella passata: Coppa del Mondo e Campionati del Mondo UCI in primis, e poi a fine stagione la Gimondi Bike e l'Eroica a ottobre. Per quest'ultima nessuna velleità agonistica, ma solo sano divertimento.

Quanto è importante il cambio casacca per trovare nuovi stimoli nell'attività agonistica?
È importante per un atleta che gli stimoli partano sempre da se stessi. È naturale però che gli stimoli siano anche esterni. Dopo otto anni con Cannondale passare al team Bianchi sarà stimolante e rigenerante, per diversi motivi: uno perché la squadra si è aperta moltissimo al personaggio Marco Fontana, che è una cosa molto importante. Due, il team Bianchi ha una storia lunghissima ricca di tanti campioni. Un team vincente che fa attività fuoristradistica ai massimi livelli, oltre a essere un brand stiloso ed elegante. Sono molto gasato da questo punto di vista.

Marco Fontana new Team
Marco Fontana a Rio 2016

Anche, magari, per il fatto che è un team 100% italiano?
Certo. Anche logisticamente sono fortunato visto che l'headquarter di Bianchi è vicino a casa mia. Ma più che altro è la storicità del brand che mi ha attirato e la volontà di Massimo Girotto, il team manager, e di Gimondi, il presidente, di avermi in squadra e di darmi la possibilità di scegliere diverse cose all'interno del team, tra cui quella di portarmi dietro alcuni partner, tra cui Red Bull. Cose belle, cose che in Bianchi non si vedevano da un po' di tempo: la voglia di rinnovamento di un brand storico che, mi piace pensare, con il mio ingresso diventerà un po' più moderno.

Ci puoi parlare della bici che userai?
Il team ha a disposizione per le gare di cross country due bici: la Methanol GV con tecnologia Countervail (lo speciale carbonio viscoelastico utilizzato per realizzare il telaio, lo stesso che veniva già utilizzato sulle bici da strada, ndr). È una bici molto innovativa, elegante e aggressiva al contempo. Da amante della hardtail sarà il mio mezzo e non vedo l'ora di provarla. In alternativa c'è la full suspended, la FS, che a detta dei piloti è un gran mezzo. Proverò anche questa, chissà che non mi convinca a passare alle bi-ammortizzate.

Marco Aurelio Fontana © Alessandro Dealberto

Qualcuno ipotizza che la propria bici, per i professionisti, sia come un vestito su misura. Cambiarla comporterebbe qualche svantaggio in termini di confidenza di guida?
Non credo. I cambiamenti hanno sempre una doppia faccia ma spesso sono positivi. Lo stesso vale per le bici: ritrovare la stessa confidenza che avevi sulla bici precedente può richiedere un tempo più o meno lungo ma sicuramente le sensazioni positive di salire su un mezzo nuovo sono fortissime.

Gli appuntamenti 2017 che hai più a cuore?
Voglio puntare forte sul Mondiale in Australia a Cairns: pista veloce e tecnica dove si deciderà chi è il  numero 1: I wish I’m gonna be the one. Poi un paio di Coppe del Mondo, Lenerheinde in Svizzera mi gasa tantissimo e naturalmente ci terrei a fare bene di fronte al pubblico italiano in Val di Sole.

La concentrazione di Fontana prima della partenza a Heffjell
La concentrazione di Fontana © Marius Maasewerd / EGO-PROMOTION

Intanto ti stai dando da fare con il tuo vecchio amore: il ciclocross.
Dopo lo stop dell'anno scorso il cross mi mancava, anche se dopo il primo allenamento serio ho pensato “ma quanto è difficile e impegnativo!”. In realtà mi basta sempre poco per avere il feeling giusto e “galleggiare” sulla bici, quindi mi passerò un bell’inverno con freddo, fango ma tanto divertimento.

Le Olimpiadi sono state una bella batosta nonostante la forma ottimale. Con il senno di poi cosa cambieresti in termini di preparazione o di gara?
La batosta Olimpica ha rimbombato per un pò nella mia testa, ma vuoi sapere una cosa? Non cambierei proprio nulla, eravamo perfetti e ci ha fermato solo la sfortuna.

Bike Diaries: al tepore del fuoco da campo
Bike Diaries: al tepore del fuoco da campo © Marco Campelli

Tokyo 2020 potrebbe essere un obiettivo fattibile?
Certo, voglio proprio fare la mia quarta Olimpiade e con Tokyo finirei il giro del Mondo iniziato nel 2008 a Pechino (poi Londra e Rio). Chiaramente succederanno tante cose da qui a 4 anni ma mi sento bene e in forma, quindi per adesso i freni non si tirano.

Aru e Nibali in questo periodo si divertono in mtb. Tu invece ti diverti in BDC?
Io faccio tanta BDC perché è fondamentale nella mia preparazione e mi piace molto. I miei allenamenti sono molto più brevi di quelli dei professionisti su strada e difficilmente sto in bici più di 3/4 ore (forse è per quello che mi piace!). Detto questo mi piace la velocità, ti fa percorrere tanta strada e in discesa e se ci sai fare te la godi.

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