Toccare i 167km/h con una MTB

L'idea folle di Markus 'Max' Stöckl: battere il record del mondo
di Red Bull Team

Non gli bastava aver battuto il precedente record di 164.95 km/h realizzato nel 2011 sul Cerro Negro in Nicaragua. No, Markus 'Max' Stöckl voleva alzare l'asticella: infrangere di nuovo il record del mondo di velocità su una mountain bike di serie: il manager del team di Coppa del Mondo MS-Racing Mondraker MTB ha lavorato per due anni a un preciso programma per arrivare a scrivere nuovamente il suo nome nel guinness dei primati. E così è stato: in soli 11 secondi, alla velocità di 167,6 km/h, su una mountain bike di serie equipaggiata con componenti acquistabili in un qualsiasi negozio specializzato ha segnato il nuovo record sfrecciando giù da una montagna nel deserto cileno di Atacama.

Markus Stoeckl performs during V-Max 200 at the Atacama Desert, Chile on December 10, 2016
Il deserto dell'Acatama, Chile © Philip Platzer/Red Bull Content Pool

La storia di un'idea (folle)

Cresciuto sulle montagne austriache, la sua sete di velocità si è manifestata in giovane età quando nel 1999 il suo nome è apparso negli annuari della stazione sciistica francese di Les Arcs. Poi il record del 2011. Nel suo ultimo tentativo compiuto il 13 dicembre 2016, effettuato dopo otto giorni di prove, è stato lo sterile deserto cileno, con un panorama desolante oltre i 4.000m di quota, a vederlo sfrecciare vittorioso.

La corsa in Nicargua (il precedente record) non è stata abbastanza divertente, non era una vera e propria sfida. Quando sono tornato a casa dal Nicaragua ho iniziato subito a cercare una nuova montagna da sfidare e l'abbiamo scoperta qui in Cile.

Sui pendii ghiaiosi di 45°, l’angolo ritenuto perfetto per il suo nuovo record, il cuore del 43enne austriaco batteva a 170 pulsazioni il minuto, mentre il vento fischiava potente nelle sue orecchie in una discesa lunga 1.200 m, a 11 mila chilometri di distanza dalla sua casa sulle montagne del Tirolo. Ricordando con emozione il suo tentativo vittorioso ha detto:

Sono tornato sulla montagna senza nome nel bel mezzo del deserto. È un luogo estremo perché è tutto roccioso e scivoloso in partenza. È durato un’eternità con la tensione ai massimi livelli allo start. Ma è stato molto divertente.

Markus Stoeckl V-Max
Rocce a perdita d'occhio nel deserto © Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool

“L’intero progetto è stato un’avventura”, ha raccontato. “Questo è stato solo il culmine di tutto, un intenso viaggio attraverso un desolato deserto senza fine”. Il percorso per arrivare prima a 100 e poi a 120 km/h è andato liscio come l’olio, ma non è stato facile conquistare una velocità superiore.

È stato difficile raggiungere la velocità di punta. Dopo i 160 ogni km/h è uno sforzo enorme. 

L'equipaggiamento

Il casco in fibra di carbonio, una tuta specifica con air bag incorporato e la mountain bike sono stati testati nella galleria del vento per trovare l’insieme uomo-macchina migliore e la perfetta posizione in sella per il suo ultimo tentativo nella conquista del record.

Markus Stoeckl V-Max
Otto test sono serviti per determinare la linea © Philip Platzer/Red Bull Content Pool
Markus Stoeckl V-Max
Raggiungendo la velocità © Philip Platzer/Red Bull Content Pool

In un’aderentissima tuta appositamente progettata, con air bag incorporato per limitare al massimo i danni in caso di caduta, ha fissato delle appendici aerodinamiche alle sue gambe, indossando anche un casco formato da due parti: la prima era un casco normale, il secondo – quello esterno – era studiato aerodinamicamente per garantire una minore resistenza all’aria. La logica alla base è semplicissima: minore è la resistenza, maggiore è la velocità raggiungibile.

Guarda la GoPro dell'impresa.

"È stato molto faticoso, anche se la corsa è durata solo 20 secondi. Non riesco a esprimere il sentimento in parole. Anche se è solo 10 o 15 km all'ora più veloce rispetto l'ultimo record.

Vuoi saperne di più sul progetto V-Max? Il 20 aprile su Red Bull TV verrà trasmesso il documentario dell'impresa. Stay tuned!

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