MTB safari in Botswana

di Sven Martin

Per Anka e me il continente africano è un posto del cuore e combinare Africa e bici rasenta la perfezione. Non esiste niente di meglio al mondo che avere la possibilità di assaggiare la wilderness africana in sella a una mountain bike.

Anka ha ordito un piano per pochi coraggiosi dicendo loro di portare con sè molto poco, a parte la crema solare, i passaporti e un sacco di liquido sigillante per pneumatici tubless. Il gruppo era composto, oltre a me, dai neo sposi James e Tracy Richards, i pro rider della Enduro World Series Jerome Clementz, Pauline Diefenthaller, Iago Garay, Anka e gli amici Kiwi Simon e Ana. 

Dopo aver volato a Johannesburg, in Sud Africa, abbiamo trascorso cinque ore di macchina per raggiungere il confine con il Botswana e la nostra destinazione: la riserva di caccia Mashatu che fa parte del Greater Mapungubwe Trans Frontier Conservation Area che si estende, oltre al Botswana, anche in Sud Africa e Zimbabwe.

Stavamo andando in mezzo al nulla, senza distrazioni, senza internet, senza elettricità, null'altro che gli animali selvatici e il bush africano a far da contorno.

Io e Anka continuiamo a tornare qui con nuovi gruppi di amici. Ogni viaggio è una nuova esperienza, non si sa mai quello che si vedrà o cosa accadrà. Non è un'escursione normale: qui si cerca la strada attraverso escrementi di animali selvatici e bisogna sempre mantenere uno sguardo lungo per scorgere la fauna selvatica: mai distrarsi o abbandonare la traccia dettata dalle guide.

Il campeggio è libero, non ci sono recinzioni, solo una sottile tenda e un fuoco per allontanare i predatori affamati o le bestie curiose. Ci sono leoni, iene e le tracce di elefanti visibili per tutta l'area del campeggio. Durante la notte poi si sentono ruggiti, barriti e altri versi di animali che strillano: è stata una notte agitata per molti.

Per questo viaggio ci siamo messi nelle mani di due guide esperte, Joe e Mario. Entrambi hanno speso una vita nel bush come guide e addetti alla sicurezza. 

Come guide siamo stati addestrati e sappiamo cosa fare nelle diverse situazioni e circostanze.

Con loro si viaggia tranquilli. Una delle due guide sta davanti al gruppo e l'altra guida come fanalino di coda, compattando il gruppo in fila indiana. Si parte presto per combattere il caldo, a mezzogiorno una siesta seguita da un giro verso il tramonto e poi la sosta notturna in un nuovo campo.

I sentieri si dipanano su pianure di erba, il bush e la foresta di Mopani. Guidati da Joe e Mario, che monitoravano costantemente le tracce e gli escrementi degli animali, cercando anche di mantenere un controllo sulle direzioni del vento (fondamentale quando ci si avvicina agli animali selvatici). Una volta abbiamo anche seguito una giraffa. Ma il picco di adrenalina lo abbiamo raggiunto quando ci siamo imbattuti su un leopardo che stava azzannando un impala. È stato un vero promemoria del potere della natura.

L'ultimo giorno c'è stato un tramonto indimenticabile su alcune lastre di arenaria e su un magnifico baobab, l'albero gigante che cresce in questa zona. Abbiamo assaporato la libertà ben consci che il giorno successivo saremmo ritornati alla civiltà. Questa è sicuramente una destinazione da aggiungere nella lista dei posti da visitare, qualcosa che non si può fare in nessun'altra parte del mondo. Sia che tu sia un navigato avventuriero o un biker in cerca di un posto diverso da vivere in bicicletta.

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