Sentieri selvaggi in Corsica da fare in bici

Un'isola ricca di percorsi difficili e complicati e al tempo stesso incontaminati
Ripido, tecnico, in un ambiente incontaminato... serve altro?
Ripido, tecnico, in un ambiente incontaminato © Damien Rosso
di Cristiano Guarco

La Corsica è un'isola particolare, una terra unica che per ragioni storiche e culturali ha molto di italiano. Il passato non si cancella e le tradizioni del passato, oltre ai nomi locali che ricordano per certi versi il dialetto sardo, non mentono. La Corsica è un'isola difficile anche per il territorio aspro e montuoso dell'immediato entroterra: qui è realmente difficile trovare escursioni che siano una facile passeggiata tra gli arbusti della macchia mediterranea o nei boschi. È più semplice trovare sentieri molto difficili, sia a livello fisico sia per quello tecnico, adatti a escursionisti a ruote artigliate che amano sfidare se stessi e spingere più in là i propri limiti.

Stretta traccia tra le rocce e gli arbusti
Stretta traccia tra le rocce e gli arbusti © Damien Rosso

La Corsica è fatta di territori selvaggi che spaziano dalle radure ai picchi rocciosi che riecheggiano le nostre Dolomiti, passando per aree aspre costellate di fitti e pungenti arbusti. Che si pedali a nord intorno al "dito" (la zona tra Bastia e Saint-Florent) al centro nei pressi di Corte, a ovest nell'ara di Ajaccio o a sud tra Porto Vecchio e Bonifacio non conta. Chiunque desideri mettersi alla prova ammirando splendide vedute non può fare a meno di visitare almeno una volta la Corsica, pedalando e amando i suoi infiniti sentieri selvaggi. Sotto trovate due gallerie fotografiche relative a due dei tanti itinerari accessibili sull'isola. Per maggiori informazioni contattate quella che è stata la nostra guida per le due escursioni, Isula Muntagna, che saprà fornirvi tutte le informazioni necessarieper la vostra avventura.

Anello di Ponte Leccia

Lughezza/dislivello: 24,5 km/950 m
Perchè e duro: salite corte e ripide su terreno tecnico, discese tortuose su fondo sabbioso.
Perché è bello: per la varietà dei luoghi attraversati, in prevalenza lontano dalla civiltà.

Un itinerario nervoso in cui il dislivello è spezzato in cinque diverse salite, con un ambiente che passa rapidamente dai pascoli al fitto bosco senza tralasciare la macchia mediterranea. Il terreno spazia dall'erba alla roccia fissa passando per la sabbia. Il tratto tra Ponte Leccia e Piedigriggio è in comune tra andata e ritorno, dal secondo Paese parte l'anello vero e proprio che transita per il bordo di Popolasca prima e costeggia il Castello di Seravalle poi.

Anello di Ostriconi

Lunghezza/dislivello: 15 km/230m
Perché è duro: lungo tratto su sentiero stretto e tortuoso, ricco di affioramenti rocciosi che porta a picco sulla Baie d'Acciolu.
Perché è bello: per la vista a picco sul mare e per il tratto inziale/finale mangia&bevi di collegamento.

Un anello più breve e (relativamente) più facile, che parte e arriva nei pressi del Village de l'Ostriconi e che raggiunge rapidamente un ambiente lunare fino ad arrivare nei pressi di Bocca di Fumaiolu, dove inizia l'anello vero e proprio. Prima si pedala un sentiero nervoso dal fondo aspro fino alla Bocca d'Affacadojo, poi una traccia leggermente più larga tra gli arbusti fino a giungere al punto più alto che si affaccia sulla Baie d'Acciolu. Il rientro è più fluido, su una carrareccia con sassi smossi fino a chiudere l'anello e poi rientrare rapidamente alla base, ora sfruttando i cambi di pendenza della gippabile per spiccare il volo innumerevoli volte.

Per scoprire altri percorsi in MTB visita la nostra pagina ITINERARI.

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