I segreti di Danny MacAskill

Ci ha parlato di creatività, ossessioni e del ritiro (se mai avverrà)
Danny MacAskill portrait BW
Danny MacAskill © Olaf Pignataro/Red Bull Content Pool
di Con Danny MacAskill e Michael MacLennan

La storia di Danny MacAskill è un racconto appasionato. Da Inspired Bicycles del 2009 a Wee Day Out del 2016 MacAskill ha cercato di seguire il suo cuore ed essere sempre creativo. In circa sette mesi MacAskill è passato dall'essere un impiegato in un negozio di bici a superstar e influencer internazionale. Vi siete mai chiesti qual è il suo processo creativo, qual è il più importante momento della sua vita e quello da cui è ossessionato? Ci siamo seduti con Danny e gli abbiamo fatto 5 domande.

Danny MacAskill, nose bonk front flip
Danny MacAskill, nose bonk front flip © Fred Murray/Red Bull Content Pool

Danny, qual è stato il momento più importante della tua vita?

Quando ho visto il film Chainspotting a casa di un mio amico sull'isola di Skye nel 1998. Quella è stata la prima volta che avevo visto Martyn Ashton, Martin Hawyes e Hans Rey. È stata una folgorazione. Ero già un rider e usavo la bici per andare a scuola e tutti i fine settimana, ma per la prima volta ho capito che quella era la mia direzione. Stavo facendo le prove. E da quel momento ho iniziato a leggere riviste di mountain bike e ho costruito una bici decente che mi ha portato dove sono oggi. Poi Inspired Bicycles andato online il 19 aprile 2009, altro momento molto importante. Non ero troppo sicuro di come le cose sarebbero andate dopo quel giorno, ma sapevo di aver lavorato duro fino a quel momento e questo mi dava sicurezza.

Danny MacAskill e Hans Rey in Livigno
Danny MacAskill e Hans Rey in Livigno

Qual è il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?

Alcuni dei migliori consigli li ho ricevuti da Hans Rey e Steve Peat. È stato poco dopo che ho firmato con la Red Bull e altri partner. Dal fare piccoli spettacoli e lavorando in un negozio di bici al momento in cui la gente mi riconosceva per strada è stato un attimo. Steve Peat mi ha detto: «Dai alla gente il tuo tempo». Anche quando era nel paddock di Coppa del Mondo, Steve non si risparmiava mai: autografi, foto, sempre una parola gentile con i fan. È stato un consiglio importante perché non voglio che la gente rimanga insoddisfatta con me, voglio essere gentile e dare alla gente un po' di ispirazione.

Danny MacAskill poses for a portrait on the Harry Potter train in Scotland, United Kingdom on August 16, 2016.
Danny on the 'Harry Potter train' © Fred Murray/Red Bull Content Pool

Come descriveresti il tuo processo creativo nella creazione dei tuoi film?

Mi piace pensare a un concept completo, dargli una trama. Ragionare fuori dagli schemi, pensare a quando ero un ragazzino e immaginare cose assurde. Per esempio nell'ultimo film, "Wee Day Out", ho voluto dargli un'impronta giocosa, una sorta di giro nella campagna scozzese ma molto divertente. E questo tipo di concept mi ha dato la possibilità di raidare in luoghi inusuali, superare ostacoli che non si potrebbe trovare altrove. Una volta pensato al concept, immagino anche i diversi trick che posso fare, come salire su una balla di fieno e rotolare giù da una collina o attraversare una pozza profonda. Scrivo una lunga lista e poi scelgo le cose più folli. Anche la musica gioca un ruolo importante: mi aiuta a trovare la strada giusta e chiarire l'idea che ho in testa.

Danny Macaskill on the set of CascadiaDanny MacasDanny Macaskill on the set of Cascadiakill on the set of Cascadia
Danny Macaskill on the set of Cascadia

C'è stato un momento che hai pensato "questo non vale la pena"?

Direi le riprese: sono probabilmente la cosa più stressante che abbia mai dovuto sopportare in vita mia, portano un sacco di emozioni che sono difficili da gestire. Poi alcuni giorni non hai voglia, puoi provare centinaia di volte un trick per giorni e mesi e non venirne a capo. E la frustrazione si accumula. Ma poi vai a fare un giro normale con le cuffie e va di nuovo tutto bene. Però non c'è mai stato un momento in cui ho pensato "non ho più intenzione di tornare sulla mia bici a fare quello che amo fare".

Cosa faresti se non fossi un atleta di mountain bike?

Credo che avrei trovato qualcos'altro da fare: tipo l'idraulico o il falegname a Skye.

Danny MacAskill, tailwhip drop, Way Back Home
Danny MacAskill, tailwhip drop, Way Back Home © Andy McCandlish

Da cosa sei ossessionato?

Sono assolutamente ossessionato da Spotify. La musica gioca un ruolo enorme nell'ispirarmi. Fin da quando ho iniziato, prendendo in prestito il walkman di mia madre, la musica mi ha spinto a uscire sotto la pioggia battente sulla mia bici anche quando non avevo voglia di farlo.

Quando è stata l'ultima volta che ti sei preoccupato per qualcosa?

Quando ho sentito che il mio amico Martyn Ashton, che è stato una grande ispirazione nella mia vita, dopo un brutto incidente ha finito con l'essere paralizzato dalla vita in giù. Questa è stata sicuramente una delle notizie più brutte che ho ricevuto. E quest'anno ho avuto in realtà altri tre amici che sono stati colpiti da paralisi a causa di diversi incidenti in bicicletta.

Da museo... a parco giochi © Fred Murray

Hai mai pensato a quello che farai quando ti ritirerai?

Mi ritiro quando arrivo a 40, scherzo! Non so quando avverrà il mio ritiro, proprio non riesco nemmeno a immaginarlo. Credo che il ritiro ideale sarebbe probabilmente in un paio di posti che siano perfetti per uscire in mountain bike o ciclismo su strada. E poi da qualche parte nel sud del mondo così da evitare l'inverno. In ogni caso mi basta continuare a fare quello che amo.

 

Guarda Danny MacAskill in "Kings of Content", un documentario sulla creatività che trovi su Red Bull TV.

Ascolta la playlist di Danny MacAskill:

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