I 7 più grandi epic fail nel mondo dei videogames

Quando sulla carta hai un potenziale enorme, ma all'atto pratico...

Nintendo Power Glove
Nintendo Power Glove© Evan Amos/Red Bull

Il problema dell'hype è, che a volte, i prodotti finali non sono all'altezza delle aspettative. I 7 accessori di gaming, che vi presentiamo di seguito, volevano rivoluzionare il mondo videoludico, ma si sono rivelati delle solenni delusioni. Da una console basata su Android ad un add-on provvisto di motion tracking ("è la fine dei controller tradizionali!"), questi dispositivi miravano troppo in alto per non mancare il bersaglio: unitevi a noi nel ricordare gli accessori da gaming più deludenti che abbiano mai arredato le vostre stanze! 

 1. KINECT

Wii ci aveva già dato un esempio di gioco basato su controlli di movimento, ma Kinect - o Project Natal, com'era noto prima della release commerciale - prometteva di portare il concetto su tutt'altri livelli. All'epoca fu persino paragonato al computer di Tom Cruise in Minority Report: si trattava di una novità interessante nella quale il giocatore diventava in effetti un controller. A quattro anni dal lancio, lo stupore è svanito. La stragrande maggioranza degli utenti preferisce affidarsi ai pad e diciamolo, non tutti hanno lo spazio necessario per usare Kinect come si deve. Inoltre, la ricognizione vocale non riesce a decodificare certi accenti. Non c'è da stupirsi che Microsoft non venda più Kinect insieme ad Xbox One: hanno capito che a tantissimi va bene anche senza. Grazie!

2. OUYA

La prima console Android al mondo ha cavalcato una tempesta di hype, ammassando 9 milioni di dollari su Kickstarter qundo ne chiedeva appena 950mila. Si proponeva di sfidare PS4 ed Xbox One offrendo un modello di gioco più abbordabile - ove non addirittura gratuito - alle legioni di casual gamers abituati ad intrattenersi coi loro smartphone. Peccato che l'hardware fosse un calamaro in brodo. Le unità per gli sviluppatori erano male assemblate e l'interfaccia utente lenta, per quanto la release commerciale correggesse questi difetti. Ma il colpo fatale è stato la mancanza di giochi decenti - indispensabili per qualsiasi console. Ouya prometteva una nuova versione di sé ogni 12 mesi, così che i giocatori potessero aggiornarla insieme ai loro smartphone, ma a 18 mesi di distnza stiamo ancora aspettando un nuovo modello.

3. Wii MotionPlus

Con Wii, Nintendo cambiò per sempre il mondo dei videogiochi, rendendo quest'hobby accessibile a chiunque non nutrisse il minimo interesse nel premere bottoni. Ne furono venduti 101 milioni di esemplari nel mondo. Come hanno fatto allora a sbagliare così clamorosamente con Wii MotionPlus? Questo piccolo blocco si agganciava sul retro del Wiimote per aumentarne la sensibilità e consentire il rilevamento di movimenti complessi come le rotazioni. Non tutti però erano soddisfatti. Electronic Arts lamentava una sensibilità sin troppo elevata, a volte imprecisa. Non ha aiutato il fatto che di recente, WiiU si sia rivelato un flop sotto ogni punto di vista.

4. R.O.B.

Una periferica che funge da secondo giocatore? Cosa potrebbe andare storto? Proprio così, Nintendo lanciò R.O.B. (Robot Operating Buddy) nel 1985 perché facesse compagnia ai giocatori solitari. In fatto di innovazione non si può certo rimproverare la compagnia. Il peccato è che funzionasse solo con due giochi, il pedestre Gyromite ed un puzzle di nome Stack-Up. E tristementela realtà consisteva in un accrocchio rumoroso, lentissimo nello spostare dischi col suo busto rotante. Tanto era eccitante.

5. SEGA Nomad

Il Game Gear era enorme ed aveva un'autonomia pietosa, quindi al suo successore sarebbe andata meglio, giusto? Il Nomad era a tutti gli effetti un Megadrive portatile che potevate addirittura collegare al televisore di casa. Bella idea, se non fosse che all'epoca SEGA si concentrò completamente sul futuristico Saturn lasciando il portatile a sé stesso. Inoltre era incompatibile con periferiche come MegaCD e 32X, e non fu mai distribuito al di fuori degli USA. Oggi è possibile acquistarne un'imitazione dallo store britannico Argos.

6. Power Glove

Non si può dire che Nintendo non fosse ambiziosa sulla riuscita del progetto Power Glove. Questo accessorio indossabile era realizzato da Mattel ed era difficilissimo da usare. Oltre ai soliti d-pad e tasti funzione, era dotato di tasti 0-9 programmabili. Inoltre, rendeva possibile usare gesti delle mani per controllare i propri personaggi giocabili. Confusi? Non siete i soli. Come per R.O.B., solo due giochi supportavano la periferica, sempre che riusciste a farne realmente uso. Il Power Glove fu protagonista assoluto del film The Wizard, con protagonista Fred Savage e conteneva la memorabile frase "I love Power Glove, it's so bad". Ecco, più che "bad" diremmo "the worst"!

7. Gizmodo

Per quanto ci abbiano investito un mare di denaro - era pubblicizzato da Jenson Button e la compagnia aprì addirittura un negozio a Regent Street, Londra - Gizmondo era destinato al fallimento. Persino le caratteristiche extra non riuscirono a salvarlo - supportava il Bluetooth e gli SMS, che Nintendo DS e PSP non avevano. Ma queste console avevano giochi, e tanti. Gizmondo vendette appena 25mila unità, diventando il portatile meno venduto in assoluto. Fu un po' una delusione a tutto tondo.

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