Cosa succede alle coppie più squilibrate della F1?

Hamilton e Bottas sono l'esempio attuale, ma la storia è ricca di sbilanciamenti da record
di Giovanni Cortinovis

L’improvviso addio di Nico Rosberg ha costretto la Mercedes a presentarsi sul mercato alla ricerca di un secondo pilota (non nell’accezione negativa del termine) a mercati abbondantemente chiusi. Essendo tutti i fenomeni già blindati, la casa di Stoccarda ha puntato su Valtteri Bottas. Il risultato è una delle coppie più squilibrate nella storia della Formula 1, almeno in termini di palmares: da un lato c’è un 3 volte campione del mondo, dall’altra un pilota di 27 anni che non ha ancora vinto un Gran Premio. 

Ciò naturalmente non significa che il finlandese non potrebbe dare filo da torcere a Lewis Hamilton e addirittura finirgli davanti a fine stagione. Un simile ribaltamento dei valori si è verificato in Red Bull e ancora prima in Mercedes, come vedremo. Spazio quindi alle coppie più squilibrate della Formula 1, almeno statisticamente.

1) Mercedes anno 2010: Schumacher vs Rosberg

Schumacher e Rosberg sulla mitica Nordschleife del Nürburgring, Germania
Schumacher e Rosberg sulla mitica Nordschleife © DPPI

Dopo 3 annate lontano dalla corse nel 2010 Michael Schumacher si fece ammaliare dal rientro come costruttore dopo 55 anni della Mercedes. Schumi aveva in bacheca 7 titoli iridati (5 con la Ferrari e 2 con la Benetton), si era aggiudicato 91 GP, aveva ottenuto 68 pole ed era salito sul podio 154 volte. Pur arrugginito si credeva che avrebbe facilmente avuto la meglio sul figlio di Keke che in 70 GP disputati con la Williams non era ancora riuscito a vincere, limitandosi a 2 podi: 3° al GP Australia 2008 e 2° al GP Singapore 2009. Nico Rosberg vantava anche 2 giri veloci, il primo addirittura all’esordio in Formula 1 nel GP Bahrain 2006. Per lui pure 27 giri al comando, di cui 15 al GP Malesia 2009. Le attese furono però ribaltate perché Rosberg conquistò quasi il doppio dei punti del compagno: 142 a 72. Nico surclassò il vecchio campione in qualifica, precedendolo ben 15 volte, 10 consecutive. Inoltre, si tolse lo sfizio di conquistare 3 podi (a zero).

2) Ferrari anno 2006: Schumacher vs Massa

 

Ferrari F1 2006, Felipe Massa e Michael Schumacher
Massa "scudiero" di Schumacher nel 2006 © Fatos em Fotos

Nell’ultima stagione con la casa di Maranello, Schumi venne affiancato dal brasiliano che si era messo in luce con la Sauber. Prima dell’ingaggio della Ferrari, Felipe Massa aveva disputato 48 GP senza mai salire sul podio: in due occasioni era arrivato 4° (GP Belgio 2004 e GP Canada 2005) e altre 2 volte si era qualificato con il 4° tempo (GP Cina 2004 e GP Brasile 2004). In quest’ultima occasione era riuscito anche a condurre la gara per 2 giri, salvo chiudere in ottava posizione. Nelle 3 stagioni con la Sauber aveva raccolto un bottino di soli 27 punti. Michael Schumacher invece aveva già in bacheca i Mondiali, si era già aggiudicato 84 GP ed era salito sul podio 142 volte. Diventato suo compagno di squadra Massa non sfigurò: 2 vittorie, 3 pole, 7 podi e 154 giri in testa che gli valsero il 3° posto nel Mondiale 2006. Schumacher invece vinse 7 gare, conquistò 4 pole e 12 podi e concluse al 2° posto la stagione.

3) Mercedes anno 2017: Hamilton vs Bottas

F1 Mercedes 2017, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas
Hamilton e Bottas pronti al duello da compagni © Mark Thompson/ Getty Images

Lewis Hamilton non è solo il tre volte campione del mondo ma anche il più diretto inseguitore del record di vittorie di Schumacher: 91 per il tedesco, 53 per il britannico che si è messo dietro Alain Prost (51) e ha distanziato Sebastian Vettel (42). Ancora più vicino è il record di pole position: 61 per Lewis, 65 per Ayrton Senna e 68 per Schumacher. Hamilton è anche il terzo di sempre ad aver ottenuto almeno 100 podi, dopo Prost e Schumacher. In 4 stagioni con la Williams, Valtteri Bottas ha ottenuto come miglior risultato 2 secondi posti, al GP Germania 2014 e al GP Gran Bretagna 2014. Altre 7 volte si è piazzato terzo ma solo una nel 2016, in Canada. In una occasione (GP Russia 2014) ha fatto segnare il giro veloce e in 3 GP si è trovato al comando: per 3 giri al GP Austria 2014, per uno al GP Belgio 2014 e al GP Gran Bretagna 2015. L’obiettivo stagionale è una manciata di vittorie in concomitanza con le defaillance del compagno. Sempre che la Mercedes resti l’auto da battere.

4) Williams anno 1993: Prost vs Hill

F1 Williams 1993, Alain Prost vs Damon Hill
Alain Prost e Damon Hill, le Williams a duello © Camel F1

Dopo il divorzio consumato nel 1991 per aver definito la Ferrari affidatagli al GP Giappone “un camion”, Alain Prost si godette un anno sabbatico. Nel 1993, balenatasi l’occasione di salire sull’insuperabile Williams, non se la fece sfuggire: ai tempi il palmares del Professore constava in 3 titoli iridati, 44 GP vinti (record assoluto, all’epoca), 35 giri veloci e 94 podi. Per fargli da valletto fu scelto Damon Hill che in Formula 1 vantava poco meno di mezza stagione con la derelitta Brabham, che guarda caso chiuse i battenti a fine 1992: il figlio di Graham mancò la qualificazione 6 volte e disputò solo 2 gare, esordio al GP Gran Bretagna 1992 (16° all’arrivo) e bis al GP Ungheria 1992 (11°). Passato alla Williams, Hill non sfigurò, piazzandosi terzo dietro a Senna e a Prost che si aggiudicò il titolo con 2 gare di anticipo. Il francese vinse 7 gare (3 Hill) e realizzò 13 pole, ma nel computo dei podi fu avvicinato dal compagno: 12 a 10 il parziale per il transalpino.

5) Ferrari anno 1991: Prost vs Alesi

Ferrari anno 1991, Alain Prost e Jean Alesi compagni di squadra
Prost e Alesi insieme in Ferrari nel 1991 © F1 Drivers

A fine 1990, quando Nigel Mansell optò per la Williams, la Ferrari ingaggiò Jean Alesi per affiancare il confermato Alain Prost. Il francese di origini italiane si era messo in luce con la Tyrrell, con cui aveva disputato un’annata e mezza, dopo aver preso il posto di Michele Alboreto. All’esordio in Francia, nel 1989, Jean fu quarto pur scattando dalla sedicesima casella. Un altro quarto posto arrivò in Spagna. Memorabile invece il GP inaugurale del 1990: Alesi restò al comando per 34 giri prima di inchinarsi a Senna. Jean replicò il secondo posto a Montecarlo. Ai tempi Prost aveva conquistato 3 Mondiali, vinto 44 gare e ottenuto 89 podi. La convivenza dei due connazionali in Ferrari fu particolarmente triste, complice una monoposto (la 642, presentata al Mugello) non all’altezza della concorrenza: Prost si dovette accontentare di 3 secondi e 2 terzi posti mentre Alesi fu 3 volte terzo. In classifica Prost chiuso quinto con 34 punti, Alesi settimo con 21.

6) Red Bull anno 2014: Vettel vs Ricciardo

F1 Red Bull 2014, Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo a Montreal, Canada
Ricciardo, una paga storica a Vettel nel 2014 © Getty Images/Red Bull Content Pool

Reduce dalla conquista di 4 titoli iridati consecutivi nel 2014 Sebastian Vettel accolse Daniel Ricciardo con una certa sufficienza. D’altra parte il palmares del tedesco era mostruoso: 39 GP vinti (il primo con la Toro Rosso, i successivi con la Red Bull), 45 pole e 2.437 giri al comando. I numeri dell’australiano erano invece una sfilza di zeri: 0 vittorie, 0 pole, 0 podi, 0 giri veloci e 0 giri al comando. Nei due campionati con la Toro Rosso non era riuscito a far meglio di un paio di settimi posti (in Cina e a Monza, sempre nel 2013) mentre con la improponibile HRT non andò oltre 2 diciottesimi posti. Pronti via e Ricciardo salì subito sul podio ma la sua Red Bull fu poi squalificata per il consumo eccessivo di carburante. Daniel non si diede per vinto e strappò i gradi di capitano a suon di risultati: 3 vittorie, 8 podi e un giro veloce, oltre al corollario di 238 punti. Vettel invece andò nel pallone: zero vittorie, 4 podi ma soprattutto appena 167 punti.

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