Petrucci è al primo anno con il team Pramac
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MotoGP

Danilo Petrucci raccontato da Irene Saderini

Parla la fidanzata: dal paraschiena obsoleto alle Vhs di Capirossi, l'adrenalina per il podio e l'R5
Di Giovanni Cortinovis
6 minuti di letturaPublished on
A Silverstone, domenica, ha stupito tutti, classificandosi secondo dietro a Valentino Rossi. Un risultato incredibile considerando che scattava dalla diciottesima casella. Danilo Petrucci è l’uomo del mese della MotoGP. Se lo merita dopo una carriera di sacrifici guidando moto palesemente inferiori alla concorrenza. Quest’anno, che invece può disporre di una Ducati del team Octo Pramac, il miglioramento è evidente: il 24enne ternano è andato a punti in tutte e 12 le gare e con 83 punti è ora ottavo in campionato davanti a nomi più strombazzati come Cal Crutchlow, Maverick Viñales e i fratelli Espargaro. Per cercare di conoscerlo meglio abbiamo intervistato la sua fidanzata, Irene Saderini, giornalista di Sky nell’ambito del Motomondiale.
Danilo Petrucci con la fidanzata Irene Saderini

Danilo Petrucci con la fidanzata Irene Saderini

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Come è iniziata la vostra relazione?
Entrambi ci facevamo moltissimi problemi perché non volevamo mischiare affetti e lavoro. Volevamo vederci ma l’abbiamo tirata avanti telefonicamente un paio di mesi prima di incontrarci da soli io e lui. I numeri di telefono li avevamo per esigenze lavorative. Poi finalmente ci siamo visti ed è iniziata la nostra storia che dura ormai da un anno e mezzo. Come hanno scritto i giornali conviviamo a Monteluro, in provincia di Pesaro.
Danilo ha qualche rimpianto per non aver vinto domenica?
No, assolutamente, perché a imporsi è stato un 9 volte campione del mondo. Andare a prenderlo non era possibile. Danilo è forte sull’acqua e ne è consapevole ma mi ha raccontato che sapeva che davanti aveva Valentino Rossi. È stato un pensiero onesto. Da 7 secondi si è ritrovato a un secondo e 4 decimi e si è posto una domanda: come è possibile recuperare a Vale così tanto? Si è reso conto che stava andando molto forte ma che stava anche rischiando molto. Si stava mettendo dietro Andrea Dovizioso, un osso durissimo, specie sull'acqua. Dovendo scegliere tra andare per terra e fare lo show della vita, ha preferito concretizzare il tutto prendendosi il podio.
Petrucci sul podio con Rossi e Dovizioso

Festa tricolore sul podio con Dovi e Valentino

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Come ha festeggiato?
In verità non ha ancora festeggiato perché questo risultato è stato un contraccolpo. Voleva ottenere un podio quest’anno ma non se lo aspettava certo domenica. Era esterrefatto e non riusciva a realizzare quanto compiuto. Entrambi abbiamo dormito pochissimo perché l’adrenalina era alta. L’unico lusso che ci siamo concessi è stato un hamburger con la Coca Cola domenica sera.
Perché lusso?
Non mangiavamo un hamburger dalla gara in Texas. A casa mangiamo molte verdure e pesce, parecchio riso, tanta frutta: seguiamo una dieta che non prevede molti eccessi. Guardiamo spesso i programmi di cucina, mi ha attaccato lui l'abitudine di guardare anche quelli americani e inglesi, per inventarci un po’ di ricette. Per fortuna d’inverno le nostre vacanze diventano anche vacanze culinarie.
Petrucci quest'anno è sempre andato a punti

Petrucci quest'anno è sempre andato a punti

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Ve l’aspettavate un risultato simile?
Domenica quando sono scese le prime gocce ci siamo guardati senza dire nulla. Pensava al podio, ne sono sicura. Lui non lo dirà mai perché è molto umile e anche timido. Tra l’altro partiva 18esimo e quindi anche un quinto posto sarebbe stato un buon risultato. Ci sono domeniche in cui non dico una parola, ma si capisce che sono più tesa del solito e per assurdo è lui che mi tranquillizza. Però il bagnato, per quest'anno, è l’unica condizione in cui può provare a competere con i più forti. Sull'asciutto bisogna stare con i piedi per terra e lottare per la Top 10.
Qual è il suo punto di forza?
Indubbiamente la staccata, come si è visto domenica. L’aver saltato tutte le categorie propedeutiche, intendo Moto3 e Moto2, arrivando direttamente in MotoGP e aver avuto per 3 stagioni una MotoGP non competitiva l’ha sempre costretto a guidare oltre i problemi tecnici e ad adattarsi. Adesso che dispone di una MotoGP "vera" questa scuola obbligata ad adattare velocemente la propria guida alla moto è un punto di forza.
Petrucci è al primo anno con il team Pramac

Petrucci è al primo anno con il team Pramac

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I punti deboli invece?
Non saprei, fatico a riconoscerli, sono di parte. E come tutti i piloti non ne parla di certo (dopo qualche secondo di riflessione, ndr). Dovendo dire qualcosa, direi che non era abituato ad usare il freno dietro, perché non lo usava quasi per niente. Adesso invece sta imparando a usarlo. Inoltre, in qualifica non sempre ha la capacità di capitalizzare l'unica chance concessa dalle gomme morbide, ovvero fare subito "il giro alla morte” per portare al limite la moto.
È scaramantico?
Scaramanticissimo: avrà millecento gesti che rifà sempre con la stessa metodica e tempistica. Per esempio prende sempre in mano per primo il guanto destro e lo stesso fa con lo stivale destro. E poi ha dei boxer blu e neri, uno da qualifica e uno da gara, che utilizza in relazione a quanto hanno portato bene, non è dato sapere in quale ordine: devono essere pronti il momento giusto. Infine, usa un paraschiena da anni: è lo stesso della sua prima gara, non nel Mondiale, la prima in pista. Non l’ha mai cambiato e, come dire, non profuma di certo (segue allegra risata, ndr).
Petrucci nel deserto del Qatar

Petrucci nel deserto del Qatar

© GAS Jeans

I suoi hobby?
Guardare la MotoGP a nastro in tv finchè non sa a memoria tutte le curve. Ma poi guarda anche le gare vecchie: sa a memoria cosa accade giro per giro perché il papà gli comprava le Vhs dal 1995 in poi. Le gare di Capirossi potrebbe raccontarle senza vederle. Io spesso mi annoio a vederle ma rimango incollata allo schermo per capire se mi prende in giro quando anticipa cosa accadrà in pista o se fa sul serio: non sbaglia mai.
Ma poi c’è anche la pratica su due ruote....
Quando vuole divertirsi fa a fare quattro salti con il cross o con la moto da enduro. Per allenarsi invece si spara dagli 80 ai 120 km con la bici da strada, anche due, tre volte a settimana. Oppure usa la bici di enduro: suo fratello Francesco corre il Mondiale di downhill con il team di Cingolani e in una gara del circuito italiano è stato bello vederli salire insieme sul podio.
Danilo Petrucci in bici

Danilo con la sua altra passione a due ruote

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Auto nulla?
Altro che, è un listino vivente, per i numeri ha una passione incredibile e tanta memoria. Con i primi soldi guadagnati con le gare in moto, appena maggiorenne, si era comprato la licenza per correre in auto e successivamente una R5 che nascose dietro casa per farci una corsa la domenica successiva. Ma il padre lo scoprì obbligandolo a riportarla indietro. La sua carriera automobilistica è finita lì ma ancora oggi gli brillano gli occhi quando gli dai in mano una quattro ruote.
Petrucci è ottavo nel Mondiale con 83 punti

Petrucci è ottavo nel Mondiale con 83 punti

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