Paolone dai box: i verdetti degli ultimi test

Viñales sempre velocissimo e Rossi fa ancora fatica, Honda non brilla e Ducati sogna
MotoGP test Qatar 2017, Maverick Viñales si conferma re dei test invernali
Maverick Viñales si conferma re dei test invernali © Yamaha
di Paolo Beltramo

Top Gun - Top Gas

Ce l’ha nel nome, nel destino, ma soprattutto nel modo di guidare: Maverick Viñales è davvero il Top dell’interregno tra la fine della stagione 2016 e l’inizio di questa (tra due domeniche, il 26 marzo, si parte in Qatar). È il re dei test invernali, il divoratore di pronostici: se per dieci giorni su undici di prove tra Valencia, Sepang, Phillip Island e Losail il più veloce sulla prestazione pura e sul ritmo gara sei tu, bisogna che ti cucchi il ruolo di favorito.

Il fatto che stupisce è che in questo caso si tratta di un pilota giovane, proveniente dalla Suzuki e affiancato a un mito come Valentino Rossi. Invece nessuna difficoltà, anzi. Squadra, moto, gomme: tutto perfetto, manco stessero insieme da anni. Il talento, la classe e la fame del ragazzino hanno avuto - per ora - la meglio. Adesso arriva il difficile o il bello: fare lo stesso da favorito con i punti in palio, lo stress, i corpo a corpo, la pressione mediatica e fare tutto ciò per mesi e mesi senza sosta. Il favorito è lui.

MotoGP test Qatar 2017, sarà finalmente l'anno di Dani Pedrosa?
Sarà finalmente l'anno di Dani Pedrosa? © HRC

Qatar al rovescio

Honda: terzo Dani Pedrosa, undicesimo Marc Marquez. Strano eppure vero. La Honda è sembrata avere più problemi che non in Australia, il campione del mondo MM93 è caduto un sacco di volte, ma un Pedrosa lassù vuol dire che Honda c’è. E difatti sul ritmo, Marquez e il suo compagno (che sia la sua stagione?) sono abbastanza vicini. E poi un conto sono le simulazioni, un altro la gara vera e propria. E lo sappiamo: in gara quelli come Marquez si esaltano.

MotoGP test Qatar 2017, Marc Marquez un po' in difficoltà nei test di Losail
Marquez un po' in difficoltà nei test di Losail © HRC

Pista Ducati?

Alla fine forse sì, ma con quel Viñales lì chi lo sa. Dovizioso 2°, Lorenzo 4° e pure Bautista 5° confermano che Losail è una pista che si addice alla moto italiana, ma alla fine il tempo e il passo Ducati sono un po’ dietro al ragazzino della Yamaha. Che non significa ancora nulla di definitivo: in gara si è vicini, ci sono le scie, le staccate, i sorpassi, i contatti, tutta un’altra storia insomma. E il motore della Rossa può fare la differenza. In più il Dovi sfoggia una sicurezza nuova, Lorenzo è sempre più vicino, più a suo agio. E Bautista ha messo lì una simulazione di gara pazzesca: Ducati stavolta dovrebbe essere lì a giocarsela.

MotoGP test Qatar 2017, Valentino Rossi deve ancora capire la nuova Yamaha M1
Rossi deve ancora capire la nuova Yamaha M1 © Yamaha

46 problemi

Forse sono meno, forse più, ma resta il fatto che Valentino Rossi dopo la stagione invernale di test ancora non è riuscito a capire a fondo la sua M1. Lo testimonia il fatto che il suo 6° tempo finale è dovuto alla prestazione del penultimo giorno, ottenuto con una mossa azzardata, non frutto di una logica che abbia preso la strada della soluzione dei problemi e del miglioramento costante. Non guida con naturalezza, con fluidità, non riceve sensazioni chiare, sincere, rischia, non c’è feeling. Ora tocca sfoderare il meglio del suo repertorio che prevede un’analisi scientifica, una razionalità assoluta, mescolate all’intuito, all’istinto, alla fantasia. Per la gara del 26 marzo deve riuscire a capire la moto. Ci sono ancora le 4 sessioni di prove del GP, le qualifiche, il warm-up. Ma ora c’è pressione: quello che non è stato trovato e capito in undici giornate di test va risolto in poche ore. Di buono c’è che là davanti a tutti c’è una Yamaha come la sua, guidata da uno che non la conosceva. Chissà, forse la Yamaha 2017 va affrontata come se non ne avessi mai conosciuta un’altra prima.

MotoGP test Qatar 2017, Jorge Lorenzo da tenere d'occhio sulla nuova Ducati
Lorenzo da tenere d'occhio sulla nuova Ducati © Ducati

Facce da squalo

Quelle di Aprilia e Ducati. Le case cercano di recuperare almeno in parte il carico aerodinamico perduto con il divieto delle ali, sfruttando condotti nel cupolino e altre trovate strane. Alla fine il risultato estetico (per ora di quello tecnico ancora non si può parlare) è quantomeno imbarazzante. O forse inusuale. O forse bello. Chissà. Fatto sta che sembrano degli squali martello un po’ strani, col nasone. O delle strane facce con grandi orecchie, fate voi.

In extremis

Undici giorni di test e Iannone ha detto di aver cominciato a capire la sua nuova Suzuki soltanto negli ultimi giri in Qatar. Tutto è possibile quando devi cambiare il tuo stile, devi adattarti a caratteristiche opposte a quelle della moto che guidavi prima e ci sono pure delle novità da scegliere, uno sviluppo da fare. Vedremo se sarà vero. Speriamo di sì, un Iannone in più ci sta bene nella ricetta del Mondiale.

MTK

Scusate, ma a vederle tutte e tre là dietro vien voglia di girare la classifica. Per KTM la stagione in MotoGP si annuncia difficile, molto difficile. Forse la casa austriaca pensava fosse un po’ meno difficile, ma la massima categoria delle moto è una sfida al limite. La moto è bellissima, elegante, ma becca almeno 2 secondi e occupa stabilmente le ultime 3 posizioni (c’è anche il collaudatore Kallio), dietro anche a Rabat, Lowes e compagnia. La moto è piena di soluzioni originali ma forse in MotoGP, come ha dimostrato Ducati, il telaio a traliccio non è la soluzione ideale. Il motore può essere affidabile e potente, ma bisogna riuscire a trasferire questi cavalli in terra, trasformarli in avanzamento. Ci vogliono esperienza e tempo. Quindi aspettiamo che Bradley Smith e Pol Espargaro lavorino e sviluppino, che capiscano. KTM ha vinto ovunque si cimentasse: cross, enduro, rally africani e sudamericani, 125, 250, Moto3. Ora ci prova in Moto2 e in MotoGP. La sfida delle sfide, quella assoluta.

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