Donne&Motori: Ilka Minor, una signora nel WRC

Alla vigilia del Rally d'Italia, abbiamo fatto 4 chiacchiere con la co-pilota di Evgeny Novikov
Ilka Minor WRC
La signora del WRC © McKlein Image Database
di Carl McKellar

Di primo acchito, Ilka Minor è di sicuro "all'altezza" del suo cognome: piccola di corporatura e di modi gentili sembra davvero una "creatura minore" in confronto alla fauna che popola il mondo del WRC. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: siamo di fronte a un vero concentrato di grinta e determinazione. 

In coppia con Evgeny Novikov sulla Ford Fiesta M-Sport, Ilka si era trovata in testa al recente Rally dell'Acropoli, prima che la loro macchina avesse un incontro troppo ravvicinato con una roccia. Il ritmo tenuto dalla coppia dopo le riparazioni del caso suggerisce che avrebbero persino potuto battere i futuri vincitori, Jari-Matti Latvala e Mikka Anttila su Volkswagen. 

Ora tocca alla Sardegna, su un terreno simile a quello della Grecia, sul quale tra l'altro Minor ha condotto il suo compagno Novikov al secondo posto nel 2012, miglior risultato nella loro carriera. L'occasione giusta quindi per una chiacchierata con una delle persone più paurosamente intelligenti e irrisestibilmente affascinanti che abbiamo incontrato nei nostri viaggi al seguito del WRC. 

Ilka Minor WRC
Non mi interessa fare il pilota © McKlein Image Database

Come sei diventata navigatore?
Non ho mai avuto una particolare passione per i motori. Mi ci sono imbattuta un po' per caso. Nel 1994 il mio fidanzato correva nei rally, e gli mancava un navigatore. Così ho provato a fare qualche gara con lui, e a quanto pare mi è piaciuto. Mi piace proprio tutto l'insieme: gli aspetti tecnici della macchina, il lavoro col pilota e la squadra, leggere il road book, la velocità in gara...

Com'è il rally dal sedile del navigatore?
E' un'esperienza difficile da spiegare a chi non l'ha mai provata. Forse è un po' come provare ad andare nello Spazio per la prima volta. La gente spesso pensa che sia solo il pilota a fare tutto il lavoro, ma è davvero un 50/50. Se il co-pilota non fa la sua parte nemmeno il pilota può fare la sua. Per me comunque ormai è come una droga. Non sono granché interessata a guidare, anche perché guido bene ma so che non potrei mai farlo ai livelli dei piloti WRC

Che terreno preferisci, asfalto o sterrato?
Sicuramente lo sterrato. La macchina si muove molto di più, c'è più tensione ed eccitazione. Sull'asfalto invece è tutta una questione di "frena, gira, accelera". Niente di speciale

Ilka Minor WRC
Piccola, gentile, e con tanta grinta © McKlein Image Database

Ti senti in qualche modo un modello per altre donne che si sono avvicinate a questo mondo?
Non mi sono mai vista come un modello, ma ovviamente lo sono perché in Austria ultimamente si vedono parecchie donne co-pilota, e io ho in qualche modo aperto la strada. Insomma io non ho fatto certe scelte per diventare un modello, ma è successo.

Quali sono stati il momento più bello e quello più brutto della tua carriera nei rally?
Il più bello, il primo podio in WRC con Manfred Stohl a Cipro (2005). Da allora sono salita altre volte sul podio, ma la prima volta non si scorda mai. 
Il peggiore invece... Mi sono rotta una vertebra nel 2010 in un rally in Austria, in un atterraggio molto duro. Il mio dottore a Vienna mi disse che non ce l'avrei mai fatta a recuperare in tempo per il rally di Montecarlo, prima tappa del Mondiale 2011. Io gli risposi "aspetta e vedrai"... Mi sono rimessa in sesto più velocemente di quanto chiunque pensava fosse possibile, perché ero tutta focalizzata su quell'obiettivo. Dopo tre mesi e mezzo ero già in macchina..

Cosa fai nei periodi lontani dalla gare?
Mi alleno moltissimo, di solito cinque giorni a settimana. Mi piace molto il puddle surf, che è molto utile a migliorare l'equlibrio e rafforzare il torace. Sono anche ingegnere meccanico, e ho un amico che lavora nello smaltimento rifiuti, settore in cui lavoravo anche io prima di dedicarmi al rally da professionista. Quanto torno a casa gli chiedo "hai qualche lavoro per me?" e torno alla mia vecchia occupazione: mi aiuta a rilassarmi. 

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