Un kolossal di nome Tony

Dentro il settimo sigillo firmato Cairoli c'è una storia preziosa e per molti versi trascurata.
Tony Cairoli MX1 2013 Campione del Mondo Red Bull KTM Factory
E fanno 7! © Ray Archer / KTM Images
di Giorgio Terruzzi

Lui vince. Lo fa con una regolarità che non ha nessuno, con una determinazione che non ha confronti, in un silenzio che ama anche se non merita. Dentro questo settimo sigillo mondiale firmato Tony Cairoli c'è una storia molto preziosa e per molti versi trascurata. Mentre ci arrabattiamo dietro le sorti per nulla felici di Valentino o di Alonso, mentre maciniamo frustrazioni italiche e motoristiche reiterate, ci dimentichiamo di avere nei pressi un ragazzo che sa dare a se stesso, a tutti noi, camionate di soddisfazioni. Sette Mondiali in nove anni costituiscono un patrimonio da libri di storia. E siccome il Tony di anni ne ha soltanto 27, c'è il caso che la faccenda vada oltre. Molto oltre. Quota nove, nel senso dei titoli conquistati da Valentino; quota dieci nel senso del record assoluto del motocross, detenuto in solitaria dal belga Stefan Everts. Sono traguardi a tiro, soprattutto considerata la stoffa di questo ragazzo siciliano che ha masticato chilometri e salite per arrivare dove sta, che continua a trattare la propria umiltà, la propria fame, la propria dedizione con entusiasmi da ragazzino.

L'immagine di Cairoli in gara è cosa da effetti speciali, la sua tecnica compone ormai un repertorio irraggiungibile dai contemporanei. “Velocità Fango e Gloria”, come recita il tatuaggio inciso sulla sua schiena, è un titolo buono per un kolossal tutt'ora in lavorazione. Nel cui back stage si muovono molte donne: la madre Paola, scomparsa e perenne ispiratrice; tre sorelle, Nuccia, Mara e Sara; una fidanzata, Jill. Sono angeli custodi, funzionano come moniti e fornitori di memoria. Lui, delicatissimo, riservato, quasi fragile lontano dalla sua Ktm, sa benissimo di avere così a che fare con i punti cardinali utili all'equilibrio. Casa, terra, la radice siciliana; una quiete da coppia normalissima, da notti in camper, per bilanciare ogni vertigine possibile. Per uno che viaggia volando, trattasi di record del mondo. La vera vittoria di Cairoli sta tuta qui. Nel considerare vincente ciò che sta dietro e prima di ogni sfida. Per questo, crediamo, vince sempre, vincerà ancora. E' un simbolo, un signore di un mondo a parte. Al quale dobbiamo un po' tutti qualcosa. Magari ricordandoci di lui anche quando non ci porta in casa una corona tutta d'oro. Il suo bottino, il frutto di una caccia perfetta.

IN QUESTA STORIA
Antonio Cairoli
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