Enduro: intervista a Johnny Aubert, la sua ISDE

Il due volte vincitore della ISDE protagonista anche nel 2013 ci parla della sua Six Days.
Johnny Aubert nel 2012
di Red Bull Team

Redbull.com: Presentandosi come vincitrice lo scorso anno la Francia si presenta come favorita, come si sente la squadra?
Johnny Aubert: Siamo i favoriti perchè abbiamo un team molto forte, anche se Chrtistophe Nambotin è infortunato. Tuttavia Spagna e Italia saranno agguerrite e competitive e vorranno vincere tanto quanto noi.

RB: Com'è il clima all'interno della squadra, tutti potreste vincere, prevarrà lo spirito di squadra o l'agonismo individuale?
JA: E' fantastico, l'anno scorso è stato speciale, era una lotta tra quattro di noi per la vittoria finale, ci siamo divertiti molto anche se il nostro team manager Fred Weill non apprezzava le nostre battaglie. Era preoccupato per la vittoria di squadra ma avevamo una buona leadership e sapevamo di poterci permettere di lottare per l'assoluta.

RB: Come vincitore della ISDE 2007 in Cile e 2010 in Messico sai bene cosa è importante fare per vincere una Sei Giorni,  quali sono i fattori più importanti per la vittoria?

JA: Quando ho vinto in Cile e in Messico il fattore più importante è stato la costanza. Devi provare ad andare forte tutti i giorni e provare sempre a vincere. Vincere una giornata e fare decimo quella seguente è poco profiquo.

Johnny Aubert in azione in Germania

RB: Al termine di ogni giornata ti riposi e recuperi le energie per il giorno seguente?
JA: Ogni aspetto della Sei Giorni rimanda alla condizione fisica. La settimana precendente alla gara dobbiamo percorrere le prove speciali almeno due volte, essendo circa 10 speciali camminiamo per molto chilometri. I giorni prima della partenza tento di riposarmi il più possibile per sentirmi fresco. Siamo fortunati perchè il team francese ha un fisioterapista che ti aiuta molto a recuperare le forze ogni sera. Nell'arco della settimana questo fà davvero la differenza.

RB: Ai meccanici non è consentito lavorare sulle moto durante la Sei Giorni, questo cambia qualcosa per i 'top riders'?
JA: Per me sì! Non sono un gran meccanico, per fortuna conosco quel poco che mi basta per cavarmela. E' dura per me ma anche per il mio meccanico Seb che mi deve guidare passo a passo per risolvere ogni problema sulla moto.

RB: Per concludere, la ISDE celebra i suoi 100 anni in Sardegna, può essere un ulteriore spinta a vincere?
JA: In realtà no, però sicuramente sarebbe bello vincerla. Il nostro obiettivo è battere gli italiani in casa loro. C'è sempre stata molta rivalità amichevole tra i nostri team avendo io e Antoine Meo molte connessioni con l'Italia. Sarebbe davvero bello riuscire a batterli quest'anno!

Johnny Aubert: due volte vincitore alla ISDE
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Six Days Enduro 2013
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