Robert Kubica "Il 2014? Ancora niente di certo"

Intervista esclusiva col pilota polacco alla vigilia del rally che può dargli il titolo nel WRC2
Kubica concentrato sui prossimi passi © Citroen Racing
di Carl McKellar

Grecia, Italia, Germania e Francia. Quattro vittorie in sei presenze, che significano che Robert Kubica potrebbe assicurarsi il titolo di campione nel WRC2 nell’imminente weekend del rally di Spagna.
Risultato straordinario, se è vero che il 2013 nelle sue intenzioni doveva essere solo un anno di riabilitazione alla guida, dopo l’orribile incidente di due anni fa che aveva seriamente messo in dubbio la possibilità di rivederlo dietro a un volante.

L’abbiamo incontrato proprio al termine del Rally di Francia, pochi istanti dopo che era uscito dalla sua Citroen, adattata per aiutarlo a superare i problemi al braccio e alla mano destra, ricordi di quell’incidente. Vi proponiamo quell’intervista oggi, alla vigilia del decisivo appuntamento spagnolo, nella settimana in cui il nome di Kubica è tornato di grande attualità. Stefano Domenicali, team principal della Ferrari, ha infatti rivelato come il polacco, prima di quel febbraio 2011, fosse seguito con grande attenzione da Maranello. Ma si è anche mostrato scettico sulle possibilità di Robert di tornare, in futuro, nel circus della F1: “Con i suoi problemi fisici avrebbe difficoltà in certe situazioni limite che richiedono grande reattività”.

Robert, il campionato si è messo molto bene per te.
Sì, anche se la cosa strana è che c’è molta gente che è ansiosa di vedermi vincere questo campionato più di quanto non lo sia io. Ho sempre detto che quest’anno il mio obiettivo e la mia ambizione erano semplicemente migliorare e recuperare la funzionalità del braccio.

Rally di Francia-Alsazia 2013 © McKlein Image Database

Ci puoi dire qualcosa su cosa farai nel 2014? Si sentono tante voci al riguardo…
Non ci sono ancora piani definiti. Ho qualche opportunità nel rally, ma prima di decidere devo valutare bene quanto siano affidabili e valide. Vengo da uno sport molto professionale come la F1. Questo per me è stato un anno di adattamento, tornando dietro a un volante. Se voglio arrivare al top nel rally devo fare in modo di assicurarmi che il prossimo passo sia un’opportunità di crescita e miglioramento.
Non bisogna aspettarsi che io faccia il salto in WRC e cominci a vincere subito. So che devo fare ancora un sacco di strada. Credo di poter essere molto veloce in alcune speciali, ma ho ancora pochissima esperienza. Questo weekend ho visto nell’hospitality Citroen un bel video su Seb Loeb: quanti rally, quante vittorie e alla fine quanti anni ci vogliono per essere competitivi nel WRC e diventare campioni del mondo! Molta gente se lo dimentica, perché arrivo dalla F1 e sono un pilota conosciuto. Ma la gente deve capire che per me, nel rally, c’è ancora tanta strada da fare.
Per quanto riguarda l’immediato futuro, correrò in Spagna, ma credo che sarà la mia ultima uscita in WRC per quest’anno.  

In Francia, quarta vittoria dell'anno per Robert © Citroen Racing

Raccontaci qualcosa del Rally di Francia, devi esserti sentito a tuo agio sull’asfalto.
E’ un rally difficile e pieno di insidie. Abbiamo affrontato tutte le diverse condizioni che si possono incontrare: asciutto, bagnato, strade mezze umide e mezze asciutte, tante pozzanghere, scrosci improvvisi di pioggia in mezzo alle speciali, il fango che si alzava in alcune curve... E’ stato molto utile per imparare un sacco di cose.
Ovviamente è molto meglio tornarsene a casa con un bel po’ di punti, piuttosto che con un ritiro. Ma quel che più conta è che sento di aver imparato molto. Quando affronti delle speciali in condizioni così difficili e riesci a perdere solo qualche secondo per chilometro nei confronti dei team WRC che stanno lottando per la vittoria assoluta, non è così male, con questa macchina!

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