R.I.P. Kurt Caselli

Il pilota del Red Bull KTM Factory Team vittima di un incidente mortale durante la Baja 1000
R.I.P. Kurt Caselli
RIP Kurt Caselli © Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool
di Tim Sturtridge

Kurt Caselli, rider americano considerato uno dei più grandi talenti dell’offroad a due ruote, è morto all’età di 30 anni a seguito di un incidente durante la Baja 1000. Kurt era ancora in lotta per il successo quando è caduto dalla sua moto in prossimità del segnale delle 796 miglia del rally raid messicano.
Kurt si era costruito una solida reputazione di pilota di primo livello con una serie di successi in tutto il mondo. Le vittorie nel National Hare&Hound, le medaglie d’oro alla Sei Giorni di Enduro e il premio di Atleta AMA dell’anno sono lì a testimoniare il talento del californiano. Kurt ci lascia a meno di due mesi dall’appuntamento che attendeva con ansia: la seconda partecipazione alla Dakar. In occasione del suo esordio nell’ultima edizione, Caselli aveva sorpreso tutti riuscendo a ottenere due successi di tappa. Eppure l’americano era stato reclutato solo all’ultimo dal Red Bull KTM Factory Team, per sostituire l’infortunato Marc Coma. La simpatia e l’umanità di Caselli avevano subito conquistato tutti i membri del team, che apprezzavano il suo approccio solare alla competizione. Da debuttante alla Dakar, Kurt mostrò un entusiasmo contagioso nell’imparare tutto quel che poteva sul rally raid più famoso al mondo, entusiasmo che traspariva nel blog che scriveva per redbull.com. In cui tra l’altro spiegava il suo desiderio di vivere comunque da protagonista ogni tappa, invece di starsene tranquillo nelle retrovie: “Sono qui per imparare e il modo migliore per farlo è prendere l’iniziativa e cercare di stare sempre davanti”.
Altro aspetto che tutti ricordano di Kurt è la sua competenza meccanica, la perfetta conoscenza delle moto che guidava, una passione ereditata dal padre. Celebre l’episodio accaduto sempre alla Dakar 2013, quando mise da parte egoismi e interessi personali per aiutare Cyril Despres, che avrebbe poi vinto il rally, a riparare il motore durante un marathon stage, quando i piloti non possono ricevere l’aiuto dei loro meccanici.
La recente vittoria nella difficile prova della Desafio Ruta 40, in Argentina, dimostra che Kurt stava iniziando a conoscere sempre meglio gli insidiosi terreni sudamericani, e aveva tutte le intenzioni di presentarsi al via della Dakar 2014 come serio pretendente al successo finale.
Kurt lascia un grande vuoto in tuttti i suoi famigliari, negli amici e in tutti quelli che condividevano la sua immensa passione per l’enduro e l’offroad.

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