La quarta tappa segna un nuovo inizio della Dakar

Nel percorso da San Juan a Chilecito alcuni dei favoriti della vigilia si riprendono il palcoscenico
di Tim Sturtridge

Stare sempre all’erta è una necessità imprescindibile quando si affronta la più dura prova di resistenza che il motorsport possa offrire. Una verità confermata dalla quarta tappa della Dakar, che ha portato i concorrenti a superare i 3000 km di corsa.
La scorsa notte i motociclisti hanno dovuto cavarsela da soli, dal momento che le tappe 3 e 4 formano insieme la prima delle due marathon stage previste alla Dakar 2014, in cui i piloti non possono contare sull’aiuto dei loro meccanici: l’occasione per capire chi sarebbe riuscito a conservare il ritmo di gara mantenendo il proprio mezzo nelle condizioni migliori per 48 ore.
Con i concorrenti costretti a sudare su pneumatici ormai consumati, la gara delle moto è partita dal bivacco distaccato di San Juan per affrontare la prova cronometrata di 352 km fino a Chilecito.
I veloci sentieri ghiaiosi del percorso hanno visto emergere la coppia del Red Bull KTM Factory Team: il secondo posto di Chaleco Lopez e il terzo di Marc Coma hanno restituito il sorriso a una squadra che ieri aveva dovuto subire il ritiro di Ruben Faria. La vittoria di tappa è andata a Juan Pedrero su Sherco, ma con i loro piazzamenti i due rider KTM hanno risalito la classifca: Chaleco è ora terzo, a 5 minuti dal leader Joan Barreda, mentre il 3 volte vincitore della Dakar Marc Coma ha portato a soli 3 minuti il distacco in classica dal connazionale della Honda.
Un guasto elettrico a 12 km dal traguardo ha rovinato la giornata di Cyril Despres e del Yamaha Factory Racing Team. Il cinque volte vincitore della Dakar, che stava guidando coi primi, ha chiuso a oltre 40 minuti da Barreda, compromettendo la sua gara. Peggio è andata a Sam Sunderland, vincitore della tappa 2, costretto al ritiro.

dakar 2014 carlos sainz tappa 4
Carlos Sainz vola verso la vittoria nella tappa 4

Nella tappa più lunga alla Dakar da quasi dieci anni a questa parte, sono state l’esperienza e l’abilità di Carlos Sainz a fare la differenza tra le macchine. Al volante del suo feroce Buggy lo spagnolo ha divorato la strada tra San Juan e Chilecito. Carlos e il suo co-pilota Timo Gottschalk sono stati il 17esimo equipaggio a partire, il che li ha costretti a rincorrere e superare un bel numero di rivali per risalire la corrente. Una foratura nei primi chilometri ha complicato il loro lavoro, ma una volta riparata la gomma sono stati capaci di trovare un ritmo pazzesco per il resto della tappa. Il Red Bull SMG Buggy, scrupolosamente preparato, si è dimostrato prepotente nel caldo torrido che inghiottiva il terreno di gara, permettendo a Sainz non solo di vincere la tappa, la più lunga mai disputata in Sud America, ma anche di portarsi in testa alla classifica, con oltre due minuti di vantaggio su Nani Roma. Un risultato notevole, considerato che devono ancora arrivare le tappe nel deserto, che dovrebbero favorire il suo buggy rispetto alle vetture a trazione integrale degli avversari.

Cyril Despres tappa 4 Dakar 2014
Brutta avventura per Cyril Despres © Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool

Tra i camion, infine, nuova vittoria del team Kamaz con Andrei Karginov, ma Gerard de Rooy, alla guida dell'Iveco Powerstar, con il secondo posto e un distacco di soli 2 minuti e 42 secondi mantiene la testa della classifica generale.
 

Leggi di più
Prossima Storia