Cinque storie dal rally di Polonia

Vince ancora Ogier, crescono Mikkelsen e la Hyundai, Kubica non ce la fa
Sébastien Ogier vince il Rally di Polonia 2014 © Volkswagen Motorsport
di Red Bull Team

L’ipoteca di Ogier
Quinta vittoria in stagione, con tre punti aggiuntivi del Power Stage finale. Per un totale di 28 punti che portano il suo vantaggio in classifica sul più diretto inseguitore, Jari-Matti Latvala, a 50 punti. Al giro di boa del Mondiale 2014, il rally di Polonia conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’uomo da battere è sempre il campione in carica Sébastien Ogier, forte di una Volkswagen che continua a filare più veloce di tutte le concorrenti. A 6 rally dal termine, l’ipoteca del francese sul secondo titolo è sempre più reale.

La crescita di Mikkelsen e della Hyundai
A questo giro Ogier ha dovuto faticare parecchio nella prima metà di gara, battagliando duramente fino alla SS14 con il compagno di squadra meno atteso. Mentre infatti Latvala ha sofferto fin dalle prime battute, prima per problemi ai freni poi per un danno alle sospensioni, Andreas Mikkelsen ha confermato in Polonia la sua costante crescita, evitando (quasi) tutte le insidie di un rally molto duro e riuscendo a tenere per buona parte delle 24 Speciali il ritmo del più blasonato compagno. Almeno finché, nell’ultima giornata, un guaio ai freni non l’ha rallentato, costringendolo alla resa e ad accontentarsi del secondo posto, a 1’07 dal leader.

Buona conferma anche per Thierry Neuville, che dopo la delusione in Sardegna regala all’esordiente Hyundai il secondo podio stagionale, con una prova senza grandi acuti né grandi errori. La crescita del team coreano è confermata dal sesto posto di Hanninen, ora l’obiettivo è trovare continuità e consistenza rally dopo rally, dimenticandosi gli alti e bassi di questa prima parte di stagione per poter puntar, magari già dall’anno prossimo, al ruolo di sfidante dell’imprendibile Volkswagen.

© Sebastian Marko/Red Bull Content Pool

Robert bum bum
Tutto il contrario, Neuville, di Robert Kubica. Che continua a barcamenarsi tra lampi di classe ed errori grossolani. Il problema è che, in un rally, gli errori sono più decisivi dei lampi, e finiscono spesso per compromettere l’intera gara. E’ andata così anche sulle strade di casa: un buon inizio con alcuni passaggi che hanno letteralmente esaltato i tifosi di casa, ma subito, nella SS2, anche un cappottamento (vedi video qui sotto) che gli ha fatto perdere il contatto con il gruppo di testa. Poi una buona rimonta che lo porta al 7’ posto al termine del secondo giorno (SS14), e una rovinosa uscita di strada nello Stage 17, con danni pesanti alla ruota posteriore destra che l’hanno costretto al ritiro.

La roccia maledetta
Non è stato l’unico, Robert, a pagare dazio in un rally rivelatosi molto più insidioso di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia. Colpa soprattutto di una singola e beffarda roccia nascosta che, durante la SS14, ha tolto dai giochi Mads Ostberg, fin lì brillante terzo con la Citroen, ed Elfyn Evans, oltre a rallentare la corsa di Latvala. Meeke se la cava con una foratura e chiuderà settimo, migliore delle Citroen.

© McKlein for Citroen

Breve gita in Lituania
Situazione ulteriormente complicata dal meteo. Le forti pioggie che settimana scorsa avevano colpito quelle regioni hanno provocato seri danni alle strade sterrate soprattutto in Lituania, dove il WRC è andato in gita per la prima volta nella sua storia nella giornata di sabato. Delle 4 speciali previste se ne sono svolte solamente due, con gli organizzatori che hanno cancellato la SS7 e la SS8, anche per il timore di non poter garantire l’incolumità dei numerosi spetttatori.

Il Mondiale WRC torna a fine luglio con il Rally di Finlandia.

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