Straight Rhythm, la rivoluzione in 5 punti

Il Red Bull Straight Rhythm si prepara a cambiare la regole del cross. Ecco come
Red Bull Straight Rhythm © Garth Milan/Red Bull Content Pool
di Eric Wright

Il Red Bull Straight Rhythm non ha nulla di normale. E non assomiglia a nulla di quanto già esiste. E’ un’affare strano, quel tipo di strano che può persino mettere a disagio qualcuno. Una gara per professionisti del supercross, che potrebbe però anche sovvertire le gerarchie cui siamo abituati, magari a favore di chi col supercross ultimamente non ha molto a che fare.
Una rivoluzione che potrebbe cambiare la faccia del Supercross, e che qui riassumiamo in 5 punti.
 

Una pista di SX srotolata.

Primo, non ci sono curve allo Straight Rhythm. Pazzesco no? Ebbene sì, il Red Bull Straight Rhythm è una pista di Supercross senza curve, un’unica lunga sezione ritmica tutta dritta, altrimenti perché chiamarla Straight Rhythm?
Ognuno dei rider invitati a partecipare è cresciuto allenandosi per ore a fare curve sulla propria moto. Be’, noi prendiamo quelle ore di allenamento e le buttiamo dalla finestra. Il Red Bull Straight Rhythm è tutto giocato sull’abilità nell’affrontare in moto salti, doppi, wave, scrub e whoop - ed è uno sprint da gas al massimo.

© Garth Milan/Red Bull Content Pool

Tutto in 60 secondi

A proposito di sprint, un’altra incredibile particolarità del Red Bull Straight Rhythm è la lunghezza della gara. Ogni manche dura circa 60 secondi, un abisso rispetto ai 35 minuti che questi ragazzi sono abituati ad affrontare quando corrono nel Nationals americano. Lo Straight Rhythm non è una gara di logoramento - bisogna spararsi fuori dal cancelletto di partenza e tenere le pulsazioni al livello di guardia fino a quando non vedi sventolare la bandiera a scacchi. La durata ridotta della corsa apre la porta alle sorprese: non molti possono reggere il ritmo di Ryan dungey o James Stewart per 20 giri, me tipi come Josh Hill e Travis Pastrana sono sicuramente in grado di reggere la pressione di una gara in cui tutto si gioca in 1 minuto.

Cancelletti giù per Ryan Dungey e Marvin Musquin © Garth Milan/Red Bull Content Pool

Testa-a-testa

Nulla di più lontano, poi, dalla tipica griglia di 22 partenti che vediamo nel Supercross. Allo Straight Rhythm, vedremo in pista solo due piloti alla volta. Nessun mischione in partenza, nessun blocco per impedire il sorpasso, nessuna strategia difensiva - l’unico modo per vincere una corsa a Pomona sarà essere più veloci del proprio rivale in pista. Pura velocità, come piace a noi.
 

Il tabellone

E quindi, come si fa a far correre 32 rider mandandone in pista solo due alla volta? Con il vecchio formato del tabellone a eliminazione diretta. Il 3 ottobre, i rider dovranno affrontare le qualifiche cronometrate, correndo da soli sul percorso, stabilendo il loro tempo più veloce per essere posizionati nel primo round nel giorno di gara.

Corri con quel che ti porti

Per finire, l’Open Class dello Straight Rhythm non risponde alle stesse regole della classe 450 in Supercross o al National: i rider possono correre con la moto che vogliono, anche con una moto che non è ammessa nelle normali competizioni. Come farà Travis Pastrana con la sua Custom battezzata RM-Zilla, telaio della Suzuki RM-Z450 con sotto un motore due tempi da 500cc. Una moto che da sola merita la massima attenzione, anche senza contare che a guidarla ci sarà un tipo come Travis.

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