Giacomo Redondi: la mia America

Il talento italiano dell'enduro ci parla della sua avventura a stelle e strisce
La visuale dal casco di Red © Red Bull
di Matteo Papini

Giacomo Redondi da non molto è sbarcato negli Stati Uniti, lo abbiamo intervistato per capire cosa combina e come se la passa. Il nostro pilota bergamasco ci ha fatto subito capire che non solo si trova bene nelle terre dei cowboy, ma anzi, gli piacerebbe posticipare il suo ritorno.

Giacomo, una settimana fa hai preso il volo per gli Stati Uniti, il sogno di tanti ragazzi, diciamo però che la tua non è proprio una vacanza relax, perchè sei lì?

Sono già 10 giorni che sono qua? Il tempo vola! Sono venuto negli States ad allenarmi insieme al mio compagno di squadra Cody Webb nell'Endurocross. Da noi non ci sono piste per allenarsi per questa disciplina. Ovviamente io adoro l'America quindi non ho nessun problema a lasciare acqua e freddo a casa per un mese e venire qua.

Per che eventi ti stai allenando, quali sono i tuoi obiettivi?

L'obiettivo principale del mio viaggio è prepararmi al meglio in vista dell'inizio del mondiale di Superenduro il 6 dicembre in Polonia e acquisire più esperienza in questa disciplina.
Mi metterò dietro il cancelletto di partenza alle ultime due gare di novembre di Endurocross in Idaho il 15 e in California il 22.

Come trascorri le giornate? Ti sei fatto nuovi amici in America?

Gli orari sono completamente diversi da quelli italiani.
Il secondo giorno alle 8.30 eravamo già in pista a far cantare le nostre due Beta 300 2t.
In genere ci si sveglia alle 7, un po' di allenamento cardio lavorando con una frequenza cardiaca elevata per 40 min, colazione abbondante all'americana, un'occhiata ai mezzi e via in moto fino alle 15.
Non ci spostiamo tanto perché Cody ha una pista privata accanto a casa e il suo amico Chris Kane ne possiede un'altra a 5 minuti.
Per 15/15.30 si mangia qualcosa di veloce a casa e si aspetta la cena che non va mai oltre le 19. Poi, un po' di tv e tutti a letto!
Non giriamo mai da soli, ci sono anche Chris, Jeffrey, Kevin, Michael (altri rider) e la medaglia d'oro agli X Games 2014 Kacy Martinez!
Ovviamente sono sempre presenti anche le super appassionate sorelle di Cody, Regina e Sabrina, e il papà Kip.

Quali sono le maggiori differenze rispetto al vecchio continente?

A febbraio sono stato sei giorni a casa del mio futuro compagno Kyle Redmond in sud California nel paese della grande leggenda Kurt Caselli.
Insieme a Kyle sono andato in diversi posti nel deserto ed è stato fantastico! Pu essendo un deserto c'era di tutto, sassi, terra, sabbia, dune e sassi enormi!
Qui è tutto più libero e senza orizzonti ma, soprattutto, non ci sono leggi che vogliono far svanire questo fantastico sport.

Ti chiedo l'ultima cosa prima di lasciarti caricare la moto sul pick up da vero yankee e lasciarti andare a saltare i tronchi. L'America è famosa per i suoi fast food, è possibile comunque seguire una dieta "da atleta"?

Fran, la mamma di Cody, è molto pignola sul cibo e ci pensa lei a non farci sgarrare. Ti confesso però che un paio di burrito li mangiati lo stesso!

Grazie per il tuo tempo Red, in bocca al lupo per l'Enduro Cross, ti seguiremo dalla cara vecchia Europa, full gas!

Crepi il lupo e speriamo di fare due ottime gare qui negli States così potrò proporre a Beta di trasferirmi qui per sempre (scherza ndr).
Ora mi godo il viaggio sul mega motorhome di Chris Kane Racing in mezzo al deserto in direzione Idaho!

L'America vista dal motorhome di Red © Giacomo Redondi/Red Bull
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