5 auto diventate improbabili star dei rally

Sembravano nate per tutt'altro, invece queste auto sono riuscite a mettersi in mostra nei rally
di Greg Stuart

Ci sono macchine che nascono come auto da rally. L’Audi Quattro, ad esempio, venne progettata proprio con questa idea, o ancora il sistema di trazione integrale della Subaru Impreza non era certo studiato per dare il meglio di sè nelle strade trafficate delle nostre città.
Poi ci sono invece macchine che apparentemente avevano poco a che fare col mondo Offroad, ma che a furia di ritocchi e di iniezioni di potenza  sono riuscite a diventare anche loro vere belve da rally.

Ecco allora la nostra lista delle macchine più improbabili viste in azione nelle Speciali di un rally.

© McKlein Image Database

Quella che sembra scappata dalla 24 Ore del Nürburgring - Porsche 911 GT3

La Porsche 911 ha corso nei rally fin dai tempi in cui i dinosauri ancora vagavano sulla terra, ma la versione d’assalto di Richard Tuthill, la 997 GT3, è di certo una delle più estreme. Accessoriata con un’alettone rispondente alle specifiche GT3 e alimentata da un motore da 320 cavalli (derivato da quello da 450CV usato appunto in GT3), quest’auto ha già esaltato la folla al Rally di Germania e al Rally di Francia-Alsazia corsi in questo 2014, dove ha corso nella classe RGT, riservata appunto alle vetture Gran Turismo che vogliono cimentarsi nel rally. Con la nascita, dall’anno prossimo, della nuova RGT Cup, che si svilupperà su 5 round del WRC, c’è da aspettarsi di vedere molta altra azione offroad da parte di questa Porsche

Tuthill Porsche's 911 GT3  WRC 2014
La Tuthill Porsche's 911 GT3, una belva © McKlein Image Database

Quella che sembra più a suo agio in Costa Azzurra - Ferrari 308 GTB

E’ stato un uomo coraggioso quello che ha deciso di prendere una sinuosa 308 - un’auto famosa per essere la fedele compagna di Magum P.I. alle Hawaii - per sbatterla in mezzo a boschi ricoperti di fango. Con un V8 da 2,9 litri che scalciava rumorosamente come da miglior tradizione Ferrari, quest’auto del Gruppo 4 del Mondiale Rally - come la sua cugina Lancia Stratos - era un’alternativa esotica e selvaggia alle Ford Escort e alle Vauxhall Chevette che caratterizzavano il panorama WRC alla fine degli anni ‘70. La spaventosa Ferrari 288 GTO Gruppo B avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di questa 308, ma non entrò mai in azione a causa della soprressione del Gruppo B nel 1986.

Ferrari 308 GTB auto da rally improbabili
Ferrari 308, a sorpresa una buona auto da rally © DPPI

Quella che era nata come cabriolet - Peugeot 307 WRC

E’ vero che il mondo della auto da turismo e quello dei rally raramente si incontrano. Ma nel 2004 la Peugeot scioccò l’ambiente del WRC decidendo di sostituire la 206 WRC - macchina che aveva regalato al marchio francese ben 6 titoli - con la 307 WRC, basata sul modello cabrio 307 CC. Ancora più scioccante fu il fatto che la 307 WRC si rivelò un’ottima auto, con Marcus Grönholm capace di ottenere 3 successi, compreso quello molto emozionante al Rally del Giappone 2005
 

Marcus Grönholm Peugeot 307 WRC
Marcus Grönholm al Rally Giappone 2005 con la 307 © DPPI

Quella che tua mamma usava per fare la spesa - Metro 6R4

Col Rally che, negli anni ‘80, raggiungse il culmine della sua popolarità, Austin Rover - che aveva abbandonato questo sport offesa dopo essere stata cacciata dal Rally di Montecarlo 1966 - decise di tornare in azione. E lo fece puntando sulla Metro 6R4, progettata in collaborazione con il team Williams di F1. Una trazione integrale con motore da 410 CV e un passo molto ridotto non promette nulla di buono, tanto più che il V6 della Metro 6R4 si mostrò decisamente inaffidabile - pur finendo poi sulla Jaguar XJ220 dopo essere stato rinforzato con qualche turbocompressore. Il fatto che l’auto fece la sua comparsa nel Gruppo B solo un anno prima che quella classe venisse cancellata significa che la Metro non potè mai raggiungere il livello della Audi Quattro S1 o della Lancia Delta S4. Ma rimane un modello molto simpatico…

Metro 6R4 Austin Rover
La Metro WRC da 410 CV © Rover

Quella con un portamento parigino molto chic - Citroën DS

Mentre la maggior parte delle Citroën DS trascorsero una vita tranquilla sui grandi boulevard delle città francesi, poche elette rappresentanti di questo modello misero alla prova le loro sospensioni idropneumatiche nelle Speciali di tanti rally in giro per il mondo. Il segreto della DS era la possibilità di correre su tre ruote, il che, a dispetto delle sue dimensioni, la rendeva quasi inarrestabile, a meno che non perdesse due ruote. Paul Toivonen, padre della star degli anni ‘80 Henri, fu il pilota più famoso al volante di questa Citroën, e riuscì a conquistare due successi con la DS.

Citroën DS WRC
La Citroën DS poteva correre su 3 ruote © Citroën

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