Le donne alla Dakar: 5 storie di combattenti

Laia Sanz sta stupendo tutti: è l'erede di Kleinschmidt e De Cortanze. Camelia e Rosa non mollano
di Giovanni Cortinovis

Gareggiare alla Dakar vuol dire prendersi due settimane lontano da mogli, fidanzate e compagne. Un principio a cui deroga da anni Nani Roma, vincitore dell’edizione 2014 con una Mini All4 Racing. Ma se credete che la sua dolce metà sia trascinata controvoglia in SudAmerica siete fuori rotta. La 44enne consorte non si limita infatti ad attenderlo al bivacco ma è regolarmente in gara. Come se non bastasse, affronta la Dakar con il veicolo che comporta il maggior dispendio energetico, la moto. Rosa Romero Font gareggia per il team Himoinsa di cui fanno parte anche Miguel Puertas e Antonio Gimeno, suoi scudieri.

La 44enne Rosa Romero Font moglie di Nani Roma in gara alla Datar in moto con una Ktm
Rosa Romero Font moglie di Nani Roma

In sella a una Ktm 450 ha superato indenne le prime 10 speciali: un’impresa non da poco, considerando che metà dei motociclisti iscritti sono stati costretti al ritiro. All’abbandono è stato costretto anche il marito, dopo un cappottone memorabile ma senza conseguenze fisiche. Ora Nani fa il tifo per Rosa con cui è sposato da 21 anni: galeotta una gara di moto a cui entrambi presero parte. A casa sono invece rimasti i tre figli: la 17enne Abril, l’11enne Julia e il 6enne Marc. Una donna moderna non c’è che dire, ma chi pensa che il gentil sesso abbia iniziato a gareggiare alla Dakar solo ultimamente si sbaglia di grosso.

La 44enne Rosa Romero Font moglie di Nani Roma in gara alla Datar in moto con una Ktm
Rosa Romero Font con i due compagni di squadra

Alla prima edizione, la Parigi-Algeri-Dakar del 1979 presero il via ben 7 motocicliste. La migliore di tutte fu Martine De Cortanze che con una Honda 250 XLS tagliò il traguardo al 19° posto, mettendosi alle spalle 55 rivali: all’epoca peraltro c’era un’unica classifica per auto, moto e camion. Escludendo le quattro ruote, la De Cortanze è stata preceduta in classifica solo da 10 motociclisti. La transalpina ci riprovò l’anno dopo ma un guasto alla sua Yamaha 500 la costrinse all’abbandono. Si rifece con gli interessi alla Dakar del 1981 conclusa al 19° posto con una Yamaha XT 250, mentre non fu altrettanto fortunata nelle due successive al volante di una Lada.

Martine De Cortanze alla Dakar 1979 chiusa al 19° posto assoluto con una Honda 250
Martine De Cortanze alla Dakar 1979

Meglio ancora sta facendo alla Dakar 2015 la spagnola Laia Sanz, ottava nella classifica generale con una Honda del team HRC. D’altra parte parliamo di un fenomeno che prima ancora di compiere 30 anni ha già vinto 13 Mondiali di trial e 3 di Enduro. Una passione iniziata a 4 anni quando prese in prestito la Cota 25 del fratello e iniziò a girare. Alle ultime 4 Dakar ha sempre raggiunto il traguardo. Fare meglio del 16° posto assoluto dell’anno scorso sembrava difficile, ma non avevamo tenuto conto della sua tempra. Ottava nela quarta tappa, si è scatenata nell’ottava speciale: a un rilevamento parziale si è trovata a soli 44 secondi dal capoclassifica, per poi chiudere quinta a 2’36’’ dal vincitore. Se c’è una donna che può un giorno vincere una tappa alla Dakar quella è Laia.

Laia Sanz 13 titoli iridati nelle moto alla Dakar 2015 con una Honda 450
Laia Sanz con le medaglie di campionessa del mondo

La storia l’ha invece già fatta Jutta Kleinschimdt, prima e finora unica donna a trionfare alla Dakar. Ci è riuscita con un Mitsubishi Pajero nel 2001, anno del successo nelle moto di Fabrizio Meoni. Eppure il suo esordio alla Dakar non era stato dei migliori: ritiro nel 1988 con una moto Bmw. Ma la biondina tedesca ci sapeva fare e l’anno dopo raggiunse Città del Capo, traguardo di quell’edizione, al 23° posto. Passata alle auto nel 1995, al terzo tentativo divenne la prima donna a vincere una tappa: con un buggy Schlesser si impose nella Agadez-Oclan del 1997. Salì sul podio una prima volta nel 1999 in coppia con la svedese Tina Thorner (terze) finché nel 2001, navigata dal tedesco Schulz, si mise tutti alle spalle.

La tedesca Kleinschmidt unica donna a vincere la Dakar Ci riesce nel 2001 con una Mitsubishi Pajero
Jutta Kleinschmidt unica donna a vincere la Dakar

Non è al suo livello ma si difende bene coi quad la italofrancese Camelia Liparoti: dopo il ritiro nell’edizione 2009, la 46enne di Livorno ha portato a termine le ultime 5 edizioni, chiudendo in due di queste nella Top 10 dei quad (nona nel 2012, decima nel 2011). Dei 48 quad al via quest’anno ne sono rimasti soli 19 ma fra questi c’è il Raptor Yamaha dell’inossidabile Camelia. Con il suo fedele compagno di battaglia, vezzosamente arricchito da componenti color rosa, ha conquistato ben 5 campionati del mondo quad. Altro che star a casa a fare la calzetta.

 Yamaha alla Dakar La 46enne Camelia Liparoti con un quadha concluso le ultime 5
L'italofrancese Camelia Liparoti in quad
IN QUESTA STORIA
Dakar 2015
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