Cinque grandi ritiri nella storia del motocross

Con l'abbandono di Villopoto, andiamo a conoscere le altre leggende che hanno lasciato questo sport
2104 AMA Motocross Ryan Villopoto Glen Helen
Ryan Villopoto in volo nel campionato AMA MX © Garth Milan
di Red Bull Team

Il mondo del motocross ha accolto con un certo stupore il ritiro di Ryan Villopoto. La voce era nell’aria da settimane ma solo qualche giorno fa il campione americano ha comunicato ufficialmente la decisione di terminare la sua avventura nel campionato del mondo di motocross con la Kawasaki. Villopoto era arrivato nel Mondiale per sfidare Tony Cairoli, in corsa verso il nono titolo iridato, ma dopo metà stagione il pilota statunitense ha detto basta. La decisione di appendere il casco al chiodo è da imputare all'incidente nella tappa del Trentino che gli ha procurato la fattura del coccige. 

Come Villopoto, sono state diverse le leggende del motocross che si sono fatte da parte dopo aver scritto la storia.

1 - Jean Michel Bayle - 1992

Il francese Jean Michel Bayle è stato uno dei pochi piloti europei a mettere il suo nome nell’albo d’oro del motocross americano alla fine degli anni '80 e nei primi anni '90, quando il potere e il prestigio del motocross era passato dal Campionato del Mondo alla serie statunitense. Bayle è stato tra i pochissimi a riuscire a vincere nello stesso anno (1991) nelle classi 250 e 500 dell’AMA Motocross dando un grande dispiacere a molti tifosi americani che non sopportavano il diverso e stereotipato stile dell’atleta europeo, sia in sella alla moto che una volta sceso.

Dopo la stagione 1992 Bayle si è ritirato dal motocross professionistico per tentare la fortuna in MotoGP, prima nella classe 250 nel 1994, poi nella classe 500 nel 1996. Nonostante sia famoso per le sue imprese nel motocross (è entrato nell’Hall of Fame nel 2000), la sua carriera agonistica su strada è durata molto più a lungo, dal 1992 al 2004, con i successi al Bol d’Or e alla 24 Ore di Le Mans.

2 - Jeremy McGrath - 2003

Jeremy McGrath ha dominato il Supercross negli anni '90. Ancora oggi è il pilota più vincente della storia e il suo record di 72 vittorie potrebbe resistere ancora a lungo (James Stewart è secondo in classifica con 51). McGrath sembrava apparentemente l'unica star del Supercross fino al 2001 prima dell'arrivo di Ricky Carmichael che, nel suo secondo anno in 250, ha conquistato 14 gare su 16. Jeremy ha vinto le altre due esibizioni, ma Carmichael si è laureato campione. L'anno seguente, McGrath non è riuscito a vincere nessuna gara, la prima volta in assoluto dopo la stagione da rookie nel 1989.

Jeremy ha poi firmato un accordo con KTM per correre nel 2003. Dopo le due gare internazionali che precedevano l’apertura della stagione ad Anaheim ha deciso di smettere con le corse annunciando il ritiro appena prima che la serie AMA iniziasse. Poi, in realtà, ha gareggiato con Honda un paio d’anni dopo, nel 2005 e nel 2006, ma solo per divertirsi. Oggi è colui che aiuta Villopoto negli Stati Uniti, come ambasciatore del marchio Kawasaki.

3 - Stefan Everts - 2006

Un altro pilota appartenente all’elitè del motocross che ha fatto un passo indietro è stato Stefan Everts, probabilmente l'unico al livello del leggendario Ricky Carmichael. Dopo il decimo campionato del mondo messo in bacheca, nel 2006, Everts ha annunciato che avrebbe lasciato il circuito mondiale, fresco di 14 vittorie su 15 GP nel 2006 e soprattutto di 101 successi complessivi. Subito dopo il suo ritiro, Everts è approdato alla Red Bull KTM come team manager. Ancora oggi, lavora a tempo pieno con la squadra.

4 - Ricky Carmichael - 2007

Il più grande di tutti i tempi, Ricky Carmichael, è stato uno dei pochi piloti a non volersi ritirare mentre era ancora il dominatore del motocross. Nel 2007, dopo quasi un decennio di titoli consecutivi tra campionati SX e MX, Ricky ha annunciato che avrebbe corso solo una parte del calendario AMA per ritirarsi completamente alla fine dell'anno. Nelle sette gare di Supercross e nelle sei di Outdoor Nationals, non ha mai fatto peggio di un secondo posto. Poi ha iniziato a divertirsi con le Stock Car.

Kevin Windham esalta la folla durante la gara di Anaheim 2 del Supercross 2014
Kevin Windham esalta la folla © Garth Milan/Red Bull Content Pool

5 - Kevin Windham - 2013

E' probabilmente uno dei piloti più leggendari a non avere mai vinto un campionato nazionale. Windham ha quasi rinunciato a diventare un rider professionista dopo la rottura del femore che lo ha messo fuori gioco nel 2002. Fortunatamente Windham è tornato sui suoi passi e dopo 18 mesi di stop ha iniziato un decennio di eccellenza condito da vittorie, titoli sfiorati e milioni di autografi ai tifosi innamorati del suo stile.

Nel 2012, nel bel mezzo di una battaglia incredibile con James Stewart durante una tappa di Supercross a Houston, K-Dub è stato sbalzato via dalla moto atterrando in malo modo dopo uno scrub. La caduta lo ha costretto ai box per tutta la stagione. Windham è tornato nel 2013 per i primi due appuntamenti, poi improvvisamente ha annunciato il suo ritiro spiegando che sperava di tornare in una condizione mentale che gli permettesse di competere:

Giro dopo giro - sulla pista di prova, sulla mia pista di casa o nello stadio di gara - diventa sempre più difficile per me guidare. Ho bisogno di essere sicuro, veloce e di vincere.

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