Herlings cade a Loket, Febvre fa doppietta

L'olandese si lussa l'anca, il francese ipoteca il titolo e la Fontanesi vince il Mondiale donne
di Giovanni Cortinovis

Il Mondiale motocross è sbarcato a Loket (Repubblica Ceca) per il 13° appuntamento maschile (MxGP e Mx2) e quello conclusivo del Mondiale donne. Una pista cara ad Antonio Cairoli (Ktm) che proprio a Loket il 31 agosto 2004 vinse la sua prima manche iridata: ci riuscì restando in testa dal primo all’ultimo giro, malgrado di attacchi di Alessio Chiodi e Marc De Reuver. Quel giorno nacque una stella che ha fatto la storia del cross, conquistando 8 titoli iridati. La caccia al nono iride dovrà essere rinviata al 2016 perché il siciliano è fermo ai box per riprendersi dalla ferita al gomito rimediata a Maggiora.

A Loket è invece tornato a correre Clement Desalle (Suzuki) che aveva marcato visita negli ultimi 4 appuntamenti dopo l’infortunio patito in Francia. E a proposito di infortuni, va segnalato l’ennesimo incidente capitato ad uno degli uomini copertina del Mondiale: dopo Kevin Strijbos (assente al 3°, 4° e 5° GP), Ryan Villopoto (ritiratosi dopo la quarta gara, in Trentino), Desalle (fermo dal 9° GP), Maximilian Nagl (out dal decimo) e Cairoli, questa volta il "dramma" coinvolge la Mx2. Jeffrey Herlings che già l’anno scorso perse un Mondiale praticamente vinto (aveva conquistato 22 delle prime 26 manche) per la rottura del femore, nella manche di qualifica di sabato è stato investito da Jordi Tixier e ha rimediato una lussazione all’anca. L’olandese ha così deciso di concludere anzitempo l’annata, malgrado guidi il Mondiale con 23 punti di vantaggio.

Chi invece prosegue la sua cavalcata trionfale è Romain Febvre (Yamaha) che a Loket ha bissato la doppietta ottenuta in Svezia: delle ultime 13 manche della MxGP, il transalpino del team Rinaldi ne ha vinte addirittura 9. Una serie incredibile che gli ha permesso di aggiudicarsi 5 degli ultimi 6 GP (fa eccezione il GP Lettonia chiuso in terza posizione dietro a Glenn Coldenhoff e Gautier Paulin) e di salire sul podio negli ultimi 8 GP disputati. Eppure nei primi 5 GP stagionali, Febvre non era mai salito sul podio. Ma dal GP Spagna,, il rookie francese ha cambiato ritmo, senza peraltro commettere errori che sarebbero potuti costargli cari. Anche se, per una riprova delle sue qualità, andrebbe rivisto in gara contro Cairoli, Nagl e Desalle al 100 per cento delle loro potenzialità.

Al momento, infatti, Febvre appare troppo superiore ai piloti risparmiati dagli infortuni: Gautier Paulin (Honda) è l’ombra del pilota che negli anni passati aveva dato filo da torcere a Cairoli. Non a caso, per la quarta volta quest’anno ha preso paga dal compagno di squadra, il russo Evgeny Bobryshev: nella prima manche di Loket, il russo ha fatto fruttare l’holeshot restando al comando per 6 giri, prima di doversi inchinare a Febvre. Nella seconda, superata la prima curva in seconda posizione, dietro a Desalle, Bobryshev si è dovuto inchinare nuovamente al francese ma poco dopo è riuscito a sottrarre il secondo posto a Desalle. Paulin invece è caduto in Gara1 e nella successiva non è riuscito a contrastare la rimonta di Van Horebeek e Simpson: risultato, due settimi posti insipidi che gli hanno permesso di scavalcare Cairoli in classifica (419 a 416 punti) ma che lo proiettano a 88 punti dalla vetta.

Il momento di grazia dei francesi (primo e secondo nel Mondiale MxGP) è stato pagato dalla connazionale Livia Lancelot (Kawasaki) che all’appuntamento conclusivo si era presentata con 2 punti di vantaggio su Kiara Fontanesi (Yamaha). Come se non bastasse, la parmense sembrava compromettere tutto con la disastrosa partenza in Gara 1 e la caduta al sesto giro: pur essendo la più veloce in pista si è dovuta accontentare del terzo posto dietro a Nancy Van De Ven (Yamaha) e alla Lancelot che ha così raddoppiato il suo bottino. Ma nel giro di allineamento dell’ultima manche dell’anno la moto della francese è ammutolita e non ha più voluto saperne di partire. Pur senza forzare, la Fontanesi ha ottenuto il secondo posto con cui si è aggiudicata il quarto Mondiale consecutivo. Un risultato incredibile, considerando che la parmense ha poco più di 21 anni: è lei la Everts in gonnella.

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