Adorava Villopoto e ha corso per Raikkonen: Febvre

Scopriamo il nuovo campione della MxGP: dal perone rotto senza cadere all'Europeo vinto nel 2011
di Giovanni Cortinovis

Dopo tredici anni di astinenza, la Francia è tornata ad aggiudicarsi un mondiale di motocross. Ci è riuscita con Romain Febvre che ad Assen, domenica, ha conquistato matematicamente il titolo della MxGP. Con 100 punti da assegnare, infatti, il transalpino ha 102 lunghezze di vantaggio sul connazionale Gautier Paulin. Malgrado gli infortuni che hanno fermato prima Ryan Villopoto, poi Maximilian Nagl e Antonio Cairoli, è un titolo meritato: lo dimostrano i 6 GP vinti e 12 successi di manche ottenuti. I festeggiamenti però non si fermano oltr’Alpe perché Febvre corre per il team di Michele Rinaldi, vincitore da pilota del Mondiale 1984 della 125.

Sei i GP vinti quest'anno da Febvre in MxGP
Sei i GP vinti quest'anno da Febvre in MxGP © Yamaha Racing

E pensare che soli tre anni fa Febvre dichiarava di avere come modello Ryan Villopoto. In moto Romain, nato il 31 dicembre 1991 a Vosges, è salito per la prima volta a tre anni: guidava una 50 PW. Tre anni dopo la prima gara con una Kawasaki 60, ma solo qualche anno dopo ha iniziato a difendere i colori dell’Union motocicliste bitchoise per cui corre ancora oggi. Non a caso, la sua pista preferita è proprio il circuito di Martins-Thal Bitche, molto tecnico con 3 grandi salti: almeno, questo è quanto ha dichiarato in più di un’occasione. Da adolescente si cimenta anche con le Supermotard: nel 2006 è secondo nel campionato nazionale classe 85 e l’anno dopo è campione francese della 125.

A soli 23 anni Romain Febvre è il campione MxGP
A soli 23 anni Romain Febvre è il campione MxGP © Yamaha Racing

L’anno della rivelazione è il 2011, stagione in cui disputa il Campionato d’Europa Mx2 con una Ktm già marchiata con il numero 461. Dopo un sesto posto all’esordio in Olanda, le sue prestazioni esplodono a Saint-Jean d’Angely: nella gara casalinga vince la prima manche nonostante fosse solo nono al primo giro. Nella seconda manche, dopo aver condotto a lungo, lascia strada a Dylan Ferrandis. I due piazzamenti gli valgono la prima e unica vittoria stagionale. In Portogallo è secondo ma approfittando del doppio zero di Alexandr Tonkov passa a condurre la classifica. Vincerà il titolo a Gaildorf (Germania) con soli 3 punti di vantaggio su Ferrandis.

Ad Assen Febvre ha vinto matematicamente il titolo
Ad Assen Febvre ha vinto matematicamente il titolo © Yamaha Racing

Il trionfo gli vale l’anno dopo l’esordio nel Mondiale, sempre con la Ktm: nella gara inaugurale, a Valkenswaard (Olanda) va subito a punti, giungendo 15° in gara 2. Si mette in luce a Loket (Repubblica Ceca) dove è quinto nel GP grazie a un ottavo e un sesto posto di manche. Appena peggio fa a Faenza, sesto assoluto, con un nono e un quinto posto parziali. Pur avendo saltato 4 manche, in Messico e Brasile, chiude il Mondiale al tredicesimo posto con un bottino di 221 punti e ben 9 manche concluse nella Top 10, incluse le ultime 4 della stagione.

Michele Rinaldi con 4 membri del team Yamaha
Michele Rinaldi con 4 membri del team Yamaha © Yamaha Racing

Febvre continua a migliorare e l’inizio del 2013 mostra tutti i suoi progressi: in Qatar ottiene il suo primo podio iridato, un terzo posto frutto di un quarto e un terzo posto di manche. Persino meglio fa in Thailandia, staccando due magnifici secondi posti dietro al marziano Jeffrey Herlings. Ma sul più bello si rompe il perone in allenamento a Genk: Romain scivola in curva e il suo piede finisce sotto la pedana. Pur senza cadere il danno è grave e gli costa la partecipazione a 4 Gran Premi. Le sue prestazioni riprendono a crescere lentamente e nel penultimo appuntamento, in Gran Bretagna, è secondo in Gara2. La classifica finale lo vede dodicesimo con 296 punti.

L'Olanda ha sempre portato bene a Romain Febvre
L'Olanda ha sempre portato bene a Romain Febvre © Yamaha Racing

Passato alla Husqvarna del team di Kimi Raikkonen nell’inverno a cavallo tra il 2013 e il 2014, riesce finalmente a portare a termine un’intera annata senza soste ai box. In Qatar è subito terzo ma le successive 4 gare lo vedono giù dal podio. Ci ritorna nell’amata Olanda dove è secondo con due secondi posti. Manca solo l’acuto finale che arriva a inizio settembre in Brasile: a Trindade vince Gara1 con una gara al comando dal primo all’ultimo giro. Nella seconda manche invece si accontenta del terzo posto, sufficiente per salire per la prima volta sul gradino più alto del podio di una gara iridata. Il brutto anatroccolo è diventato un cigno, come dimostra il terzo posto nel Mondiale con un bottino di 570 punti.

Manca 1 giro: Romain non perdere la concentrazione
Manca 1 giro: Romain non perdere la concentrazione © Yamaha Racing

Il resto è storia dei giorni nostri con l’ingaggio nel team Rinaldi, per crescere a fianco del vicecampione del mondo Jeremy Van Horebeek. Gli resterà dietro solo nel primo GP: in Qatar il belga è quinto, il francese sesto. Un risultato incredibile per un 23enne che non aveva mai guidato prima le potenti 450. Già perchè nella gara seguente, in Thailandia, Febvre è quarto assoluto e terzo nella prima manche. È l’inizio di una cavalcata trionfale che lo vede conquistare la prima manche in Gran Bretagna e non sbagliare quasi più nulla nelle 9 gare successive: dal 31 maggio su 450 punti a disposizione ne ha infatti raggranellati ben 403. Complimenti Romain e complimenti anche alla Francia che ha ottenuto il suo ventesimo titolo iridato.

IN QUESTA STORIA
Antonio Cairoli
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