Cairoli compie 30 anni: 30 ragioni per amarlo

Le imprese al Nazioni e la bella fidanzata, i successi con la 350 e la modestia e molto altro ancora
di Giovanni Cortinovis

Antonio Cairoli taglia il traguardo dei 30 anni: li festeggia in America, dove ha corso domenica, tornando a gareggiare nel Mondiale a distanza di due mesi. In apparenza avrebbe poco da festeggiare perchè la stagione non ha rispettato le aspettative della vigilia, complice gli infortuni in serie e l’inadeguatezza della 350  con cui ha iniziato l'annata rispetto alle nuove 450. Oltre tutto Tony ha avuto pochi termini di confronto in allenamento perché i suoi compagni di squadra, Ken De Dycker e Tommy Searle, sono rimasti a lungo fermi per problemi fisici. Eppure, conoscendolo un po’, Cairoli ha preso il tutto con la solita serenità. Anche per questo il siciliano è amatissimo in tutto il mondo. Per dimostrarlo, vi presentiamo 30 ragioni per cui ha milioni di estimatori.

A Glen Helen Cairoli e Villopoto si sono salutati
A Glen Helen Cairoli e Villopoto si sono salutati

1) Perché ha vinto 8 Mondiali, impresa riuscita in precedenza solo ad un altro grandissimo, Stefan Everts, che ha tirato dritto fino a quota 10. Da solo Tony ha vinto lo stesso numero di Mondiali di tutti i piloti italiani che l’hanno preceduto.

2) Perché ha una fidanzata, Jill Cox, bellissima. Oltre tutto la bionda olandese, figlia di un ex pilota, è sempre sorridente e non se la tira per niente.

3) Perché all’esordio nella classe regina (all’epoca Mx1), al GP Gran Bretagna 2007, riuscì a classificarsi secondo nella prima manche e a vincere la seconda e il GP.

4) Perché non ha avuto paura di trasferirsi all’estero, a Lommel (Belgio) per migliorare la sua guida sulla sabbia, vero tallone d’achille dei piloti italiani.

5) Perché ha vinto 5 Mondiali consecutivi, dal 2010 al 2014, usando la Ktm 350, concedendo quindi 100 centimetri cubici di motore ai rivali che guidavano le più potenti 450.

Tony in compagnia della fidanzata Jill Cox
Tony in compagnia della fidanzata Jill Cox

6) Perché è stato uno dei primi a credere nelle potenzialità di twitter, iscrivendosi nel lontano settembre 2010: Lewis Hamilton, per dire, ha iniziato a cinguettare solo nel novembre 2010 mentre Valentino Rossi ha atteso l’ottobre 2011.

7) Perché al Motocross delle Nazioni del 2013 a Teutschenthal (Germania) ha inflitto una sonora lezioni agli statunitensi di nascita (Dungey, Barcia e Tomac) e di adozione (Roczen), dominando entrambe le manche.

8) Perché è sempre rimasto fedele a un team italiano, quello romano di Claudio De Carli che per lui è un secondo padre.

9) Perché ha vinto 74 GP e solo Everts ne ha conquistati di più: per raggiungerlo a Tony restano ancora 27 vittorie. Non sarà facile ma ci proverà di certo.

10) Perché i suoi sorpassi sono sempre puliti, senza il ricorso alla cattiveria di cui a volte si servono alcuni colleghi per farsi strada.

Ovunque corra Cairoli ama dare spettacolo
Ovunque corra Cairoli ama dare spettacolo © Ktm

11) Perché parla correntemente tre lingue: italiano, inglese e olandese. Il che non è scontato, ascoltando l’inglese maccheronico di molti piloti italiani della pista.

12) Perché solo i piloti belgi erano riusciti a vincere 5 (o più) Mondiali: Everts, Robert, De Coster, Smets, Geboers e Jobé. Cairoli merita di stare in loro compagnia.

13) Perché le sue imprese hanno determinato l’approdo del motocross sulle reti Mediaset, aiutando così la disciplina a farsi conoscere da un pubblico più ampio.

14) Perché non ama fare polemiche inutili ma preferisce far parlare le prestazioni in circuito.

15) Perché quando Gianluca Facchetti si è fatto male, un mese fa, gli ha subito mandato un tweet di auguri, impreziosendolo con una foto che li vede abbracciati.

Il team De Carli al completo in festa nel 2014
Il team De Carli al completo in festa nel 2014

16) Perché nel 2012, dopo il duplice zero della Svezia, si è ripreso la tabella rossa vincendo gli ultimi 7 GP con 13 successi di manche e un secondo posto.

17) Perché a Glen Helen, pochi giorni fa, si è presentato con un magnifico casco Airoh serigrafato con il cibo: da un lato pizza e pasta, dall’altro hamburger e patatine fritte.

18) Perché lui e suo padre Benedetto si sono sobbarcati viaggi interminabili quando era un bambino per raggiungere i campi di gara partendo dalla Sicilia.

19) Perché al Rally di Monza del 2013 ha chiuso ottavo su 80 partenti, guidando una Citroën DS3 WRC.

20) Perché ama la velocità in tutte le sue espressioni, come dimostrano le recenti visite ai box a Monza per la Formula 1 dove si è scambiato la maglia con Daniel Ricciardo.

All'ultimo GP Monza di Formula 1 con Ricciardo
All'ultimo GP Monza di Formula 1 con Ricciardo

21) Perché al Motocross delle Nazioni del 2012, a Lommel, ha corso con il 46 di Valentino Rossi e ha bastonato tutti gli avversari in entrambe le manche.

22) Perché la sua forma fisica discende da tantissimo allenamento, anche con la bici da corsa riscoperta dopo un infortunio.

23) Perché ha coniato uno slogan che è diventato un marchio di fabbrica universale: Velocità Fango e Gloria. Se l’è pure tatuato sulle spalle.

24) Perché non rinuncia a mangiare l’amata pasta, che lui stesso cucina in svariati modi, dimostrando che la cucina mediterranea non ha controindicazioni.

25) Perché nei sondaggi di Sport Mediaset e del quotidiano La Stampa è stato eletto Atleta dell’Anno 2014. In entrambe le votazioni si è messo dietro campioni del calibro di Nibali, Rossi…

Cairoli al Nazioni 2012 con un insolito numero 46
Cairoli al Nazioni 2012 con un insolito numero 46

26) Perché ha dimostrato che non serve essere figli di papà o avere chissà quali conoscenze per emergere nel motocross.

27) Perché dal 2004 ad oggi non c’è stato anno in cui Cairoli non abbia vinto almeno un Gran Premio: in tutto fanno 12 campionati di fila con uno o più successi. Everts, invece, ci è riuscito solo per 9 stagioni consecutive.

28) Perché nonostante le vittorie in serie è rimasto un ragazzo alla mano, disponibile e per nulla altezzoso.

29) Perché riesce ad essere contemporaneamente amico di Valentino Rossi, Max Biaggi, Marco Melandri e Andrea Dovizioso.

30) Perché sul podio sale sempre sorridente, felice di essersi piazzato nei primi tre, anche se non ha vinto.

IN QUESTA STORIA
Antonio Cairoli
Leggi di più
Prossima Storia