Ussi, la navigatrice che sbanca i rally

Anna ha sfidato gli uomini, vinto i pregiudizi e ha contribuito ai successi di Andreucci e Peugeot
Anna Andreussi e Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 durante il Rally Due Valli 2015, ultima tappa del CIR
Anna e Paolo all'Arena di Verona con la 208 T16 © Marco Passaniti
di Paolo Sperati

Paolo Andreucci si è laureato campione italiano rally per la nona volta in carriera e continua a scrivere la storia di questo sport. Ma non è un caso che l’epopea vincente del pilota toscano sia iniziata proprio quando al suo fianco è spuntata Anna Andreussi. Dal 2001, infatti, la friulana naviga Andreucci con cui ha conquistato nove titoli nazionali. Il primo è arrivato proprio 14 anni fa, nel suo anno di apprendistato con l’asso di Garfagnana, un titolo da condividere con l’ex navigatore Alessandro Giusti (tre tappe per lui, cinque per Anna).

Gli altri, invece, hanno tutti il marchio di fabbrica UcciUssi. Ed era forse scritto che una squadra così competitiva sulle quattro ruote sia diventata anche una coppia affiatata nella vita. Sì perché dopo tre anni passati fianco a fianco, il rapporto si è lentamente evoluto fino a sfociare in una solida relazione che avrebbe potuto complicare e compromettere il percorso lavorativo. Al contrario, il fatto di stare insieme ha aumentato il grado di affiatamento, fondamentale tra pilota e navigatore, e si è rivelato un asso nella manica.

Eppure non è stato facile per Anna imporsi in un mondo prettamente maschile. Paolo l’ha chiamata come navigatrice praticamente senza averla mai vista ma solo perché rispecchiava delle caratteristiche che gli interessavano. Salita sul famoso treno che passa una volta sola, la navigatrice artegnana ha conosciuto un approccio al rally più professionale mentre Paolo la proteggeva dalle critiche di chi avrebbe voluto farla scendere dal sedile di destra.

La migliore risposta è arrivata sul campo con imprese memorabili: due campionati vinti con la Fiat Punto S2000 (2003 e 2006) fino alla svolta del 2009 quando sono iniziati gli anni d’oro con Peugeot Italia, conditi da sei titoli piloti, l’ultimo ovviamente quest’anno con la Peugeot 208 T16 R5, e sette costruttori. Nel Rally Due Valli, appuntamento di chiusura del CIR, la casa del Leone ha festeggiato il suo nono titolo marche e uno storico triplete grazie al titolo junior di Michele Tassone e Daniele Michi.

Anna Andreussi e Paolo Andreucci sono la coppia di Peugeot Italia anche per la stagione 2015 del CIR
Anna e Paolo, coppia inseparabile © Anna Andreussi Official Facebook

Durante la tre giorni veronese abbiamo fatto una breve chiacchierata con Anna che ci ha raccontato la sua stagione.

Anna, settima stagione con Peugeot, settimo titolo costruttori e sesto titolo piloti. Che sensazioni provi?
Siamo davvero contentissimi quest’anno. Abbiamo vinto il titolo a Udine con due gare di anticipo e in questo finale di stagione ce la godiamo un po' di più ma rimaniamo sempre concentrati per conquistare il titolo costruttori di Peugeot. A Verona ci vengo sempre volentieri. Mi piace moltissimo l’arrivo in Piazza Bra e salire sul podio con l’Arena alle spalle. E’ uno degli scenari d’arrivo più suggestivi dell’intero campionato. Poi l’ultimo rally della stagione è sempre molto emozionante perché poi si va tutti un po' in letargo.

Doveva essere un campionato molto combattuto, invece si è chiuso in anticipo. Merito dell’equipaggio o dello sviluppo fatto sulla macchina?
Noi abbiamo lavorato tantissimo sulla Peugeot 208 T16 e il risultato del campionato lo ritengo meritato anche se nelle ultime gare i nostri avversari hanno avuto dei problemi e commesso qualche errore che ci ha permesso di vincere con questo anticipo. Questo devo dirlo perchè affrontiamo sempre degli avversari molto competitivi (su tutti Scandola su Skoda Fabia e Basso su Ford Fiesta GPL, ndr), il ritmo è molto alto. Basta un piccolo errore e sei fuori dai giochi. Devo ammettere che Paolo quest’anno ha sorpreso anche me. Ha fatto tre vittorie di fila Targa Florio, San Marino e Friuli davvero incredibili. Ha veramente la competizione nel sangue, questo è un suo grande pregio.

Anna Andreussi, la navigatrice di Peugeot Italia nel CIR, si concentra prima di salire sulla Peugeot 208 T16
Anna si concentra prima di salire in macchina © Anna Andreussi Official Facebook

Il momento più bello della stagione?
Senza dubbio è stato vincere in casa a Udine. Nessuno aveva pronosticato che potessimo vincere il titolo già al Rally del Friuli. E’ stata una grande sorpresa per tutti e per festeggiare la sera abbiamo deciso di fare un festone indimenticabile a casa mia.

Siete un equipaggio nei rally ma soprattutto una coppia affiatata nella vita. Quanto aiuta?
Essere una coppia anche nella vita sicuramente ci porta molti vantaggi e qualche svantaggio. Molti vantaggi perchè conosco Paolo troppo bene: mi basta sentire come respira e riesco a capire se andrà forte o meno, se è concentrato o meno. Durante le gare ho sempre un elevato tasso di stress che però mi carico volentieri perché so che alleggerisce lui. Conoscendolo così bene so che gli serve questo mio supporto. Ma c'è anche qualche svantaggio perchè chiaramente a volte tendiamo a distrarci: magari in macchina parliamo di altro e quindi è facile far entrare il quotidiano in quello che invece è soltanto lavoro, un dovere che per me e Paolo è sempre un autentico piacere. Questo non dovrebbe succedere e stiamo molto attenti a non commettere questo errore.

Il ruolo del navigatore è fondamentale, eppure poco considerato. Come mai?
Sicuramente il navigatore può solo sbagliare. Danno sempre tutti per scontato che i navigatori facciano sempre tutto giusto e che sia facile farlo. Non è assolutamente facile, invece, perchè devi coordinare tutto: dai tempi dato che comunque ci sono le penalità se arrivi in ritardo o in anticipo a ogni controllo. E bisogna considerare che ci sono 20-30 controlli orari ogni giorno. Bisogna saper leggere le note, bisogna saper anche lavorare un po’ sula macchina ed essere veloci nel cambiare un pneumatico. Quindi diciamo che il navigatore è un valore aggiunto che può far vincere una gara soprattutto con i ritmi che stiamo tenendo in questi anni le gare si vincono o si perdono per una manciata di secondi. Per quella manciata di secondi, a volte, un po' di merito lo prendo anch'io.

Recentemente Paolo ha dichiarato che non avrebbe vinto così tanto se non ci fossi stata tu. Una dichiarazione d’amore ma anche un attestato professionale. Invece Anna avrebbe vinto qualcosa anche senza Paolo?
No (sorride). Un navigatore deve avere la fortuna di trovare il suo pilota perchè deve comunque fare anche un po' da psicologo. Deve esserci un certo feeling a livello caratteriale. Questo aiuta tanto la coppia. Io ho trovato Paolo e se non avessi trovato lui non credo che avrei vinto così tanto. Sicuramente ho fatto vincere tanto lui. Questo sì!

La coppia più vincente della storia del rally italiano ha corso anche la tappa del Mondiale WRC in Sardegna chiudendo con un ottimo ottavo posto nonostante un numero di partenza elevato (il 48) e diversi intoppi lungo il percorso. Per battere equipaggi più attrezzati e più giovani, Paolo e Anna puntano non solo sull’affiatamento ma anche su cibo leggero, palestra e passeggiate in montagna, per aumentare la resistenza fisica e mentale.

Sono atleti di riferimento non solo in pista ma anche fuori. Basta vedere come la sera nel paddock, quando si ritirano puntuali come un orologio, salutino la squadra, tutti i meccanici e gli ospiti presenti indipendentemente da come sia andata la giornata. Lo stesso avviene al termine della conferenza stampa. Lampi di umanità sempre più rari nel motorsport moderno.

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