Tony is back "Prima il Mondiale poi il rallycross"

Cairoli in esclusiva: "Ho rischiato un trapianto osseo. Ora sono guarito e pronto per il 2016"
Il pilota della KTM Tony Cairoli svela a EICMA 2015 la Citroën DS3 del team Magneti Marelli Checkstar con cui parteciperà al Monza Rally Show 2015
Tony Cairoli svela la Citroën DS3 a EICMA © Enzo Tempestini
di Paolo Sperati

Il 2015 non è stato certo da incorniciare per Tony Cairoli. Ma chi pensa che l’otto volte campione del mondo di motocross stia ancora smaltendo i postumi di quella maledetta caduta di Maggiora è fuori strada. L’infortunio al braccio gli ha fatto alzare bandiera bianca nella corsa iridata e ora il fuoriclasse di Patti vuole riprendersi il tempo perso con gli interessi. TC222 è carico a mille ed è già tornato in sella alla sua KTM.

Anzi, è tornato anche al volante nei rally. Una disciplina in cui il 30enne siciliano non è certo un debuttante. Al Monza Rally Show sarà una delle star che andrà sfidare gli specialisti della disciplina come Thierry Neuville, Paolo Andreucci e Valentino Rossi. Durante la giornata di apertura a EICMA, Cairoli ha tolto i veli alla Citroën DS3 del Magneti Marelli Checkstar che lo accompagnerà in pista nell’ultimo weekend di novembre. Abbiamo approfittato dell’occasione per fare due chiacchiere con lui.

Tony, al Monza Rally Show sei tra i piloti più attesi. Che sensazioni provi?
Questa è un’occasione per divertirsi ma allo stesso tempo per confrontarsi con altri piloti. Sarà un grande evento per il pubblico e per me, dal momento che affronterò i protagonisti della specialità. Non vedo l’ora di scendere in pista per migliorare la posizione dello scorso anno (sesto posto finale, ndr).  

Da dove nasce questa passione per i rally?
E’ nata quando ero piccolino. Andavo a vedere il Targa Florio con i miei amici, vedevo le macchine sfrecciare e tirare il freno a mano. Era qualcosa di veramente spettacolare. Mi sono sempre piaciuto i rally e da qualche tempo ho avuto l’opportunità di cimentarmi grazie a Magneti Marelli Checkstar. Ogni anno cerchiamo sempre di fare di più e di partecipare a più gare.

Antonio Cairoli durante il GP di Francia
Antonio Cairoli durante il GP di Francia © KTM Images/Red Bull Content Pool

L’ultima gara che hai corso, il Rallylegend, hai stupito tutti vincendo nella categoria Myth. Merito della tua guida o della Lancia Delta HF Integrale Evo2 del 1992?
(ride…) Diciamo che il Rallylegend è stato il mio primo rally in assoluto anche perché il Monza Rally Show è più considerato uno spettacolo. E’ stato difficile soprattutto il primo giorno cominciare tutte le prove in notturna. Poi, grazie anche al mio navigatore Matteo Romano, ho preso subito confidenza con le note, con le strade e il tracciato. Personalmente preferisco il rally tradizionale rispetto a quelli in pista perché permettono di confrontarti tra asfalto e sterrato, e l’insidia è sempre dietro l’angolo. E’ stata una grande gioia e un’esperienza fantastica, mi sono divertito correndo contro leggende del rally come Biasion e Kankkunen.

A proposito di campioni. Ti ispiri a qualcuno di loro o ti sei fatto dare qualche consiglio?
Non c’è un pilota particolare a cui mi ispiro mentre di consigli ne ho ricevuti tanti soprattutto da Petter Solberg che mi ha aiutato molto in passato e anche al Motorshow di Bologna dove avevo fatto un'apparizione. Poi ovviamente mi hanno dato una mano anche altri piloti italiani, tra cui Luca Perdersoli, altro pilota del team Magneti Marelli Checkstar. Lui è un temerario e un grande pilota di rally: i suoi consigli sono sempre ben accetti.

Pareva che fossi anche pronto a esordire nel Mondiale Rallycross...
Era in programma la mia partecipazione alla tappa italiana di Franciacorta poi ho avuto un contrattempo, una gara per KTM a cui non potevo rinunciare. L’appuntamento è solo rimandato perchè il rallycross mi attrae molto.

Video: Tony Cairoli POV US MXGP 2015

© Ray Archer/KTM

Torniamo alla tua stagione nel motocross. L’infortunio a Maggiora è stata una brutta botta ma hai bruciato le tappe e sei già tornato in pista. Come hai vissuto questo periodo di difficoltà?
Mi ha rafforzato molto, sono molto contento di aver portato a termine un recupero che è stato più rapido del dovuto. Si pensava che dovessi stare fermo per quasi tre mesi di stop e non si sapeva nemmeno se avrei dovuto fare un trapianto osseo perché la frattura era veramente importante. Fortunatamente, dopo un mese e mezzo di gesso e con qualche terapia particolare, sono riuscito anche a prendere parte all’ultima gara in America, il 20 settembre.

E per dare continuità al recupero un mese dopo hai corso anche a Sao Josè per la ‘Copa Brasil de Motocross′…
A Glen Helen ho visto che il braccio mi dava un bel po’ di problemi, ma in Brasile la gara è stata buona anche se nella seconda manche ero un po’ stanco. E’ stato comunque un bell’evento con molto pubblico su una pista molto tecnica. E posso dire che il braccio è guarito completamente: ho recuperato e potremo fare molti più test con la 450, questo sarà un punto di forza. Siamo pronti per il 2016.

Un 2016 che doveva avere un nuovo regolamento con punti assegnati anche nelle qualifiche dei 19 GP stagionali (uno in più del 2015) aumentando il rischio di infortuni.
Fortunatamente hanno rimosso questa regola che sicuramente era sbagliata sia per il discorso sicurezza e poi anche per gli appassionati che rischiavano di non capire bene le gare che seguivano la domenica essendoci dei punti assegnati anche al sabato. Diventava tutto molto più complicato.

Tony Cairoli regala spettacolo con la sua KTM
Tony Cairoli regala spettacolo con la sua KTM © S. Taglioni

La statistica del Mondiale dice che Cairoli può essere sconfitto solo quando è costretto a fermarsi per un infortunio.
Sia nel 2008 che quest’anno sono incappato purtroppo in due infortuni che sono sempre dietro l’angolo. Quindi bisogna sempre accettarli. Comunque vanno fatti i complimenti a Febvre che ha fatto davvero un’ottima stagione.

Hai nominato Febvre. E’ lui il favorito per il titolo?
Parte favorito perché ha fatto una stagione fantastica, quasi perfetta e senza infortuni. Ovviamente per l’anno prossimo è lui l’uomo da battere ma penso che saremmo in più di due a giocarci il Mondiale: tra loro ci sono anche Paulin (secondo quest’anno, ndr) e Desalle: sicuramente anche lui ha fatto una stagione mediocre costellata dagli infortuni. In questa stagione sono tanti i piloti che potevano finire davanti.

A Monza ci sarà anche Valentino Rossi del quale sei amico. Che finale di stagione è stato in MotoGP?
Rossi è stato il più costante, Lorenzo più veloce e ha vinto più Gran Premi. Vale ha fatto una stagione perfetta quasi fino alla fine. Doveva giocarsela con Lorenzo poi c’è stato Marc Marquez che si è inserito tra loro e ha un po’ scombussolato la situazione. L’amarezza rimane, ma lui è un pilota forte che si è già rialzato in diverse occasioni. Sono convinto che sarà in lotta anche per il prossimo Mondiale.

Qualcuno l’ha ribattezzata una MotoGP delle nazioni. Eppure il Motocross delle Nazioni esiste già e funziona alla grande. E’ un’idea che funzionerebbe anche su pista?
Mah, i piloti spagnoli sono comunque avvantaggiati. Sono tantissimi tra Moto3, Moto2 e MotoGP e sono tra i più forti interpreti in questo momento. Penso che il motocross sia una gara storica tra le nazioni (esiste dal 1947, ndr) ma per la MotoGP credo non sia fattibile.

Quali sono invece le idee di Cairoli per il futuro? Rallycross o magari la Dakar?
In questo momento non ci penso. Prima voglio vincere il prossimo Mondiale di motocross. Poi vedremo.

IN QUESTA STORIA
Antonio Cairoli
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