Desert Wings 2016

Le 6 grandi novità della Dakar 2016

C'è chi prepara il debutto nel deserto, chi ha cambiato veste e chi porterà in gara il Lesotho
Alla Dakar 2016 ci sarà anche Iván Cervantes con l'HIMOINSA Racing Team
Iván Cervantes, nuovo volto al bivacco © HIMOINSA Racing Team
di Red Bull Team

La Dakar 2016 è pronta ad alzare il sipario. E’ risaputo che alcuni aspetti del rally raid più difficile del mondo sono sempre parte integrante di qualsiasi edizione della corsa. Ad esempio, gli organizzatori si pongono l’obiettivo di portare i concorrenti e i loro mezzi verso un limite assoluto durante tutte e due le settimane di corsa. E non è un caso che durante i 10.000 chilometri in terra sudamericana i piloti affronteranno ogni tipo di terreno, soprattutto i più impervi e inimmaginabili. Ma cosa c'è di nuovo per la Dakar 2016? Vi proponiamo una piccola guida in sei punti sulle più interessanti novità.

1. Iván Cervantes nella battaglia delle moto

Quattro titoli mondiali enduro dicono tutto su Ivan Cervantes: il pilota spagnolo fa la differenza alla guida e nella lettrua del percorso ma soprattutto è un maestro nel mantenere l'equilibrio. Cervantes, classe 1982, ha gareggiato su moto endurance per anni ma questa è la sua prima Dakar, un evento che sogna fin da quando era bambino. Sarà lui a guidare l’Himoinsa KTM Racing Team, ma è realistico circa la sfida che deve affrontare. Quest'anno conta solo arrivare: la prossima volta, con un po’ di esperienza alle spalle, punterà alla vittoria.

Marc Coma celebra la sua vittoria alla Dakar 2015 a Baradero, Argentina
Coma è ora Direttore Sportivo della Dakar © Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool

2. Marc Coma dietro una scrivania

Marc Coma ha vinto la Dakar per cinque volte e ogni successo lo ha ottenuto con la KTM. Il pilota spagnolo ha trionfato anche nella gara dello scorso anno e nel 2014. Ma non potrà puntare alla tripletta perché ora Coma sarà Direttore Sportivo della Dakar 2016. La sua esperienza sarà preziosa: ha trascorso mesi in Argentina e Bolivia per trovare il percorso migliore e cercare alcune trappole per i suoi ex compagni di gara. La vendetta, si dice, è un piatto che va servito freddo.

3. La prima volta del Lesotho

Il Lesotho ha una popolazione di due milioni di abitanti ed è circondato interamente dal Sudafrica. Ma per la prima volta, il Paese sarà rappresentato alla Dakar 2016 dal motociclista sudafricano Wessel Bosman. Ostacolista sui 110m negli anni '80, Bosman è riuscito a qualificarsi per quattro edizioni dei Giochi Olimpici senza mai poter partecipare a causa dell'apartheid. Ha poi costruito una stazione sciistica in Lesotho chiamato Afriski. Per promuoverlo, lui e suo figlio hanno fatto in moto da Città del Capo a Il Cairo, un lungo viaggio di 19 giorni che è stato un primo passo inconscio verso la Dakar. Le prove generali le ha fatte al Rally dei Faraoni e, una volta ottenuto l’accordo con gli organizzatori della Dakar, ha preso parte al rally raid sudamericano sotto la bandiera del Sudafrica, ma si è dovuto ritirare dopo sei giorni a causa dello sfinimento. Ora si è preparato meglio e a 56 anni tornerà in gara con il sostegno del governo del Lesotho, che è stata la sua casa per 16 anni.

4. Il debutto del più grande pilota di rally

Sébastien Loeb ha demolito il libro dei record nel campionato del mondo di rally. Il francese ha conquistato nove titoli iridati, frutto di 78 rally vinti e di 905 successi di tappa. Primati che probabilmente rimarranno imbattuti ancora per molto tempo se non per sempre. Questo 905 è un numero fortunato, perché è il nome del modello della Peugeot che ha vinto per la prima volta la 24 Ore di Le Mans nel 1992 ed è proprio con la casa francese che Loeb si appresta a vivere la sua prima avventura alla Dakar.

5. Attesa per un altro eroe del WRC

Era veloce nel WRC, e ora Mikko Hirvonen proverà a essere competitivo anche alla Dakar 2016. Il pilota finlandese non può vantare un palmares come quello di Loeb: Hirvonen ha infatti vinto 15 rally nel Mondiale e buona parte della sua carriera l’ha trascorsa a mangiare la polvere che usciva dalle Citroën del rivale francese. Ma stavolta i due sono di fronte a una nuova e grande sfida, e finalmente partiranno alla pari. Hirvonen punterà a prendersi la sua piccola rivincita sul nove volte campione WRC.

Giniel de Villiers al Rally Dakar 2015 da Termas de Rio Hondo a Rosario, Argentina
Le condizioni alla Dakar cambiano velocemente © Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool

6. Perù tagliato fuori per colpa di El Niño

Come per i Mondiali di calcio e i Giochi Olimpici, il fenomeno meteorologico El Niño si manifesta in cicli. Scalda l'Oceano Pacifico portando vento e pioggia devastanti ma le perturbazioni variano a ogni manifestazione. El Niño significa "il bimbo", in riferimento al Bambino Gesù, dato che il fenomeno si manifesta solitamente durante il periodo natalizio. Quest’anno le autorità peruviane hanno deciso di non ospitare la gara perché tutti i servizi di emergenza erano già in allerta. La Dakar 2016 si svolgerà solo in Argentina e Bolivia. Il Perù tornerà nel 2017.

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