WRC 2016, i 10 piloti da tenere d'occhio

Scatta nel weekend da Monte Carlo il Mondiale WRC 2016: tutti contro Ogier e la Volkswagen
La presentazione della nuova Polo WRC 2016
La presentazione della nuova Polo WRC 2016 © Volkswagen Motorsport
di Guido Guenci

Prende il via nel weekend con il tradizionale Rally di Monte Carlo il Mondiale WRC 2016. Il primo appuntamento della Stagione WRC sulle strade attorno al Principato scatta giovedì 21 con la partenza fuori dal Casinò e le prime 2 Speciali, e termina domenica riportando gli equipaggi a Monaco dopo il secondo passaggio sul leggendario Col de Turini.

Una stagione interlocutoria per il WRC, in attesa dei grandi cambiamenti del 2017 che porterà in gara macchine più potenti (da 300 a 380 cavalli) e spettacolari (grazie anche a una maggior libertà nel disegno aerodinamico), e che rivedrà in azione un marchio storico dei rally come Toyota.

Non per questo meno interessante, il WRC 2016, che qualche novità comunque la regala. A cominciare da un calendario che dai 13 eventi della passata stagione ne presenta ora 14, grazie all’ingresso del Rally di Cina.
Abbiamo deciso di presentarvi questo nuovo Mondiale proponendovi la nostra personalissima lista dei 10 piloti da tenere d’occhio. Pronti ovviamente a essere malamente smentiti quando i motori inizieranno a ringhiare su e giù per le strade del mondo.

[Video - Rally di Monte Carlo, la preview]

© Volkswagen Motorsport/Red Bull Content Pool

10. Robert Kubica

Diciamo la verità, in questa lista non dovrebbe starci. Per delusioni (sue e nostre) ripetute, e perchè al momento il Rally di Monte Carlo e quello di Svezia sono le uniche uscita programmate dal polacco nel WRC 2016. Uscite che non saranno nemmeno più supportata dal potente team M-Sport: Robert sarà infatti al via su una Ford Focus RS preparata dal Team italiano BRC Racing.
Ma come non avere un occhio di riguardo per lui? Popolarità e visibilità sui media del Mondiale Rally in questi ultimi anni devono qualcosa (tanto?) anche alla sua presenza. E in fondo, al di là dei risultati, lo show lo ha comunque garantito spesso, negli ultimi campionati, con performance parziali di valore assoluto, purtroppo sempre rovinate da errori subito dopo (e che show, pure quelli). Quindi forza Robert, gas (senza strafare) a Monte Carlo e un sedile per le tappe successive lo troviamo.

09. Lorenzo Bertelli

Altra scelta di parte, ma è la nostra lista, cosa volete? Stagione in ogni caso decisiva per l’unico italiano del WRC, anche lui reduce da un’annata altalenante i cui acuti hanno comunque convinto M-Sport, sempre loro, ad affiancare il suo team privato nella preparazione della Ford Fiesta RS WRC. Il 28enne rampollo di casa Prada sarà al via in 13 dei 14 rally, saltando solo la Cina, e affiancato dal nuovo navigatore Simone Scattolin dovrà puntare a una maggior costanza per confermare più spesso la presenza finale in Top 10 raggiunta nel 2015 in Finlandia e Galles. Con M-Sport alle spalle si può, forse si deve.

Lorenzo Bertelli durnate il Rally di Gran Bretagna 2015
Lorenzo Bertelli, la speranza italiana © Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

08. Stéphane Lefebvre

La stellina ormai nata e battezzata del rally francese sarà al volante di una delle Citroen DS3 WRC che non correranno più sotto l’egida del team ufficiale, ma con le insegne del Abu Dhabi Total World Rally Team. Citroen si prende infatti un anno di pausa, rinunciando alla lotta nel Mondiale Costruttori, per preparare la nuova vettura in vista del 2017. Il programma del team WRT prevede la partecipazione ad alcuni rally europei (per ora confermati Monte Carlo e Svezia, ma molti altri ne seguiranno sicuramente, i soldi non mancano) con un numero variabile di auto, su cui ruoteranno, oltre a Lefebvre, Kris Meeke, il patron Khalid Al Qassim e l’irlandese Craig Breen. Una situazione che sembra ideale più per favorire la tranquilla crescita del 23enne francese, dopo le ottime performance 2015 (1 vittoria in WRC2 e il decimo posto in Germania al debutto in WRC), che non per soddisfare la fame immediata di vittorie del ben più anziano (36) Meeke, su cui inevitabilmente graverà gran parte della responsabilità di sviluppare la vettura per il 2017.

07. Dani Sordo

Le diatribe in casa Hyundai sono state tra i grandi temi dell’off-season. Thierry Neuville ha pagato caro, più che il calo di rendimento nel finale di stagione, i contrasti con il management del team coreano, legati alla decisione di rinviare al 2016 l’esordio della nuova i20. Il belga ha così perso il ruolo di punta principale a favore di Dani Sordo, scelto come “nominated driver” (il pilota che, da regolamento FIA, sarà al via per almeno 10 dei 14 rally in calendario). Cambia poco, s’è affrettato a spiegare il team manager Michel Nandan, perché i tre i piloti Hyundai saranno comunque al via di tutti i rally (due sulle auto ufficiali e uno su quella del satellite Hyundai Motorsport N). In ogni caso, l’indicazione di un cambio di gerarchie. E una bella responsabilità per lo spagnolo, che vanta 1 sola vittoria in 10 stagioni a tempo pieno in WRC. Ora o mai più?

Hayden Paddon in azione sulla Hyundai al Rally di Gran Bretagna 2015
Hayden Paddon avrà più spazio sulla Hyundai © @World / Red Bull Content Pool

06. Hayden Paddon

La piccola rivoluzione Hyundai gioverà soprattutto al 28enne kiwi, che l’anno scorso fu al volante di una delle 2 auto del team principale solo in 3 occasioni. Se lo merita ampiamente Hayden, dopo l’incredibile 2015 che l’ha visto secondo in Sardegna e sempre in Top 10 (con tre Top 5) nelle ultime 5 prove, dando puntualmente la paga ai due più illusri compagni. Se poi pensiamo che nel 2014 aveva corso solo 6 rally, con un sesto posto come miglior piazzamento, i progressi appaiono ancora più clamorosi. Certo il difficile arriva ora, perché di sorpresa non si potrà più parlare, e anzi tutti attendono da lui un ulteriore passo avanti. E se la minaccia principale per la Volkswagen venisse proprio dalla Nuova Zelanda?

05. Mads Ostberg

Abbandonata al suo destino di sviluppo la Citroen, il norvegese torna alla Ford come pilota di punta di M-Sport. I 3 podi e il quarto posto finale del 2015 sono un buon viatico per il nuovo anno, il cambio di macchina e di co-pilota le incognite. La seconda potrebbe anche essere un plus, perché Ostberg sarà navigato da Ola Flone che tanto bene ha fatto negli ultimi due anni con Mikkelsen. Da valutare la prima, perché M-Sport rimane un team ricco e ben organizzato, si presenta al via con 30 cavalli in più nel motore rispetto all’auto 2015, ma appare un po’ in fase di ripiego. Lo dice il fatto che la conferma ufficiale dell’iscrizione al Mondiale Costruttori 2016 è arrivata solo 2 settimane fa, a ridosso della scadenza. Senza dimenticare che lo stesso Ostberg, arrivato in Citroen con grandi premesse, nei suoi due anni francesi non ha vinto un rally, impresa riuscita invece l’anno scorso al suo compagno Meeke. In queste ultime stagioni, è stato piuttosto continuo, ma nel complesso un po' anonimo. Vogliamo di più, Mads, lo vogliamo quest'anno.

04. Thierry Neuville

Non l'abbiamo ancora detto, lo diciamo ora: la scelta Hyundai ci convince poco. Perché Neuville è più forte di Sordo, parere personale, e più giovane di Paddon, dato di fatto. E perché meritava un altro trattamento, alla luce del 2’ posto assoluto con la Citroen nel 2013 (Sordo vanta due terzi posti nel 2008 e 2009) e della vittoria nel Rally Germania 2014, la prima (e finora unica) per la Hyundai dal rientro nel WRC. Poco importa contestare o sostenere le scelte del team, che comunque sembrano più una punizione per le critiche pubbliche di Thierry che non il frutto di una valutazione tecnica. Conta di più la strada: e noi siamo convinti che, dopo un 2015 opaco, la strada del 2016 vedrà un Neuville di nuovo competitivo anche ai massimi livelli. Troppo presto per imboccare la fase del declino, per il ragazzo che solo due anni fa era considerato il futuro del WRC. Poi, molto dipenderà da quanto la Hyundai i20 di nuova generazione sarà riuscita a ridurre o colmare il gap con la terribile Polo

03. Andreas Mikkelsen

Siamo stati molto tentati dal mettere Mikkelsen, il giovane (27) di casa Volkswagen, davanti a Latvala. E l’avremmo probabilmente fatto, se non fosse stato per l’inatteso divorzio dal fido co-pilota Ola Flone arrivato a inizio dicembre. Per l’evento in sé, di Flone parlano tutti molto bene, e per il timing. Cambiare navigatore a un mese e mezzo dall’inizio della stagione non è davvero una passeggiata. Tanto più se il prescelto, Anders Jaeger, è un giovane di bellissime speranze (reduce dal titolo di vice-campione del mondo Junior al fianco di Ole Christian Veiby), ma per forza di cose e d’età di limitata esperienza. Lo stesso Mikkelsen nelle ultime interviste ha ammesso incognite e preoccupazioni per il poco tempo avuto a disposizione.
A suo vantaggio, due fattori. Uno, correrà cone meno pressioni di Latvala, perché nessuno (tranne forse noi) si aspetta che l’attacco al dominio di Ogier debba arrivare principalmente da lui. Due, un rendimento in costante crescita delle ultime stagioni: dai 5 podi del 2014 ai 9 del 2015, con la prima vittoria in Spagna e la capacità, in diverse tappe, di insidiare sua maestà Ogier e stare ben davanti a Latvala, che nella classifica finale l’ha preceduto di soli 12 punti. La strada è quella giiusta, la macchina pure, riuscirà Andreas a fare un altro salto in avanti?

02. Jari-Matti Latvala

A 31 anni, nel WRC non si può certo parlare di ultima spiaggia. Ma un po’ questa stagione ci assomiglia, per il finlandese che vanta 5 piazzamenti a podio in classifica finale nelle ultime 6 stagioni. Manca appunto la vittoria, la consacrazione utile a non essere ricordato come uno dei più grandi runner-up della storia. Anche perché a differenza di tutti i colleghi di cui abbiamo parlato fin qui Latvala non può nemmeno nascondersi dietro la macchina, che è la stessa Volkswagen del tricampione Ogier. Perdere il confronto per il quarto anno sarebbe una mazzata in capo difficile da assorbire, ammesso che non lo sia già stata la terza sconfitta. E potrebbe soprattutto spingere il team a rivedere i piani, visto che il contratto scade a fine stagione.
Serve di sicuro una partenza migliore dell’anno scorso (secondo a Monte Carlo, poi tre 0), e sperare in qualche distrazione di Ogier. No a 31 anni non si è troppo vecchi per il Wrc, ma per l’uomo che ancora detiene il record di più giovane vincitore di un rally (Svezia 2008, a 22 anni e 313 giorni) la campanella dell’ultimo giro (di quelli utili a vincere il titolo) potrebbe iniziare a suonare da un momento all’altro.

01. Sébastien Ogier

Ovviamente, banalmente, stancamente, l’uomo da battere. Serve dare una ripassata ai numeri? 3 Mondiali consecutivi, 25 rally vinti su 39 disputati in queste ultime 3 stagioni, una percentuale di successi superiore a quella di Monsieur Loeb. Sarà sazio e appagato? Difficile capiti ai cannibali. Soprattutto se, come Ogier, sono orma chiamati a rincorrere, oltre ai titoli e agli avversari, anche la storia. Vincendo il quarto, il francese raggiungerebbe Kankkunen e Mäkinen al secondo posto nella classifica dei piloti più vincenti di sempre, e terrebbe vivo l’inseguimento a Loeb a quota 9.
Punti deboli? Ancora da trovare: Sébastien ha dimostrato di essere competitivo su qualunque superficie, e abbastanza lucido da capire quando è il caso di accontentarsi senza rischiare troppo (2 soli ritiri e 3 volte non a punti su 39 rally dal 2013, contro ad esempio i quattro ritiri e i cinque 0 in casella di Latvala e i 5 ritiri+2 rally senza punti di Mikkelsen, per tornare ai numeri). Quindi? Quindi niente, è il WRC e può succedere di tutto. Ma certo i nostri poveri 10 euro noi li mettiamo comodi comodi ancora sulla Volkswagen nr. 1.

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