Le 5 auto indimenticabili dell'era del Gruppo B

Le 5 macchine simbolo di quei formidabili anni in cui il rally insidiava per popolarità la F1
Henri Toivonen al volante della Lancia Delta S4 al6 Rally di Monte Carlo 1986
La feroce Lancia Delta S4 © McKlein Image Database
di Greg Stuart

Con la vittoria di Sébastien Ogier, la terza di fila, a Monte Carlo si è aperta la stagione 2016 del WRC. Gara spettacolare e macchine fantastiche, in una 3 giorni che ha visto il francese campione del mondo battagliare a lungo con la Citroen di Kris Meeke. Per poi, una volta uscito di scena il nordirlandese, controllare nel finale di gara sul compagno Mikkelsen, subito performante nonostante il cambio di navigatore, e sul belga Neuville, che ha messo il primo mattoncino per riscalare le gerarchie in casa Hyundai.

> Ordine d'arrivo Rally di Monte Carlo 2016

E poi tanti crash, tra cui quelli immancabili di Kubica; qualche gradita sorpresa, come il giovanissimo Lefebvre che pochi si aspettavano già su questi livelli (quinto posto finale); e un clamoroso incidente che ha visto Latvala, tra i protagonisti più attesi, investire un tifoso e rimediare un cartellino giallo: alla prossima penalità dovrà saltare un rally.
Insomma, grande spettacolo. Anche se...

Anche se, 30 anni fa, lo stesso rally di Monte Carlo dava il via a quella che sarebbe passata alla storia come l’ultima stagione del Gruppo B. Per molti fan del rally e del motorsport in generale, la breve era del Gruppo B rappresenta ancora l’irripetibile età dell’oro del WRC: un periodo di 4 anni, dal 1982 al 1986, in cui le auto potevano disporre di potenza illimitata, e il rally arrivò a rivaleggiare in popolarità con la F1.

Ma con quelle belve da 600 cavalli, pronte a scatenarsi su strade in cui i tifosi si ammassavano senza che ci si preoccupasse troppo (o affatto) della loro sicurezza (per non dire di quella dei piloti), il destino del Gruppo B era tristemente prevedibile. Così, quando il finlandese Henri Toivonen ebbe un incidente mortale durante il Tour de Corse 1986, il mondo del rally fu costretto a fare un passo indietro, decretando la fine della storia del Gruppo B.
Ma quelle auto feroci continuarono a vivere come mostri mitologici nell’inconscio collettivo degli appassionati di rally. Così, per celebrare il trentennale della loro scomparsa, abbiamo deciso di riesumare in questa hotlist le nostre 5 macchine Gruppo B preferite, tra le 56 che furono progettate per correre in quegli anni.

1) Audi Quattro

Momento da ricordare: Hannu Mikkola e Stig Blomqvist che vincono due titoli consecutivi al volante della Quattro, nel 1983 e 1984.
Momento da dimenticare: La decisione dell’Audi di ritirarsi dal Gruppo B subito dopo un incidente drammatico al Rally di Portogallo 1986 (3 spettatori morti e 30 feriti, cfr. infra).
Perché è qui: semplicemente, la Quattro è l’auto da rally per antonomasia, la più importante di sempre.

Ci sono state diverse auto che hanno cambiato le regole del gioco nel rally, ma nessuno l’ha fatto nella stessa misura della Quattro. I costruttori impegnati nel WRC erano inizialmente restii ad adottare le 4 ruote motrici sulla loro macchine, ritenendo che il peso extra e la complessità meccanica del sistema avrebbero annullato gli eventuali vantaggi. Ma quando la prima Quattro debuttò nel 1980, fuori dal Gruppo B, dimostrò a tutti che una trazione integrale ben progettata era un vero affare. Quando poi Audi produsse le versioni con specifiche Gruppo B, prima la A1 e la A2 e poi l’ancora più estrema Sport Quattro, la soluzione fu ulteriormente raffinata. Più potenza, fino a un massimo di 591 cavalli nel 1986, e tante soluzioni che diventarono il riferimento delle moderne auto da rally. Ma quel che più faceva, e fa, impazzire gli appassionati del WRC erano il grande alettone posteriore della Quattro S1 E2, e il timbro primordiale del 5 cilindri Audi spinto a pieni giri. Puro Paradiso del Rally.

Video: Walter Röhrl alla guida della Sport Quattro in mezzo a un muro di tiofsi, al Rally del Portogallo 1985

© Audi

2) Lancia Delta S4

Momento da ricordare: La vittoria di Henri Toivonen nella gara di debutto dell’auto, il Rally di Gran Bretagan 1985
Momento da dimenticare: l’incidente mortale di Toivonen al Tour de Corse 1986
Perché è qui: La Delta S4 incarnò perfettamente lo spirito brutale del Gruppo B.

Lancia aveva conquistato i cuori degli appassionati o già con la prima auto prodotta con specifiche del Gruppo, la meravigliosa 037 coupé. Ma nel 1985, la 037 con la sua trazione posteriore faticò parecchio contro le rivali a 4 ruote motrici. L’aggressiva Delta S4, turbocompressa, sovralimentata e a trazione integrale, fu la soluzione della Lancia. Henri Toivonen vinse subito i primi due eventi cui l’auto prese parte. Ma al Tour de Corse 1986, il finlandese perse il controllo della sua S4 da 550 cavali e precipitò giù per un dirupo, trovando la morte insieme al navigatore Sergio Cresto. Incidente che come detto pose fine alla storia del Gruppo B, con la FIA che decise di modificare il regolamento del WRC alla fine della stagione. La S4 fece in tempo a vincere altri 3 rally dopo la morte di Toivonen, mentre la sua erede, la Delta con specifiche del Gruppo A, ne avrebbe onorato la memoria diventando l’auto più vincente nella storia del rally

Video: il test di un prototipo della Delta S4 nel 1984

© Lancia

3) Peugeot 205 T16

Momento da ricordare: le due doppiette consecutive Piloti-Costruttori nel 1985 e 1986, con Timo Salonen e Juha Kankkunen
Momento da dimenticare: il grave incidente che mise fine alla carriera in WRC di Ari Vatanen, al Rally d’Argentina 1985
Perché è qui: la piccola Peugeot fu l’auto dominante negli ultimi anni dell’era Gruppo B.

Quando la Peugeot 205 T16 esordì nel Mondiale a metà della stagione 1984, divenne immediatamente l’auto da battere. Riuscì a vincere una Speciale già al debutto, nel Tour de Corse 1984, e da lì avrebbe continuato conquistando la metà dei rally cui prese parte fino a fine 1986. Con piloti leggendari come Ari Vatanen, Michèle Mouton e Juha Kankkunen al volante, e il futuro team principal (e attuale presidente FIA) Jean Todt in cabina di regia, Peugeot e la sua 205 T16 furono le vere superpotenze del WRC a metà anni ‘80.

Video: una compilation dei momenti salienti della breve carriera della 205 T16

© Peugeot

4) Ford RS 200

Momento da ricordare: il terzo posto di Kalle Grundel al debutto della RS200, al Rally di Svezia 1986
Momento da dimenticare: l’incidente di una RS200 di un team privato al successivo Rally del Portogallo, che coinvolse mortalmente alcuni spettatori.
Perché è qui: La RS200 è una delle protagoniste più iconoche dell’era del Gruppo B, e il fatto che si trattasse di una Ford la rese automaticamente “l’auto del popolo” tra tutte quelle del Gruppo B.

Dopo aver tentato e fallito l’assalto al Gruppo B con la Escort RS1700T a trazione posteriore del 1983, la Ford se ne uscì appunto alla fine del 1985 con questa RS200 a trazione integrale, appositamente costruita per gareggiare nei rally. Con una carrozzeria in fibra di vetro realizzata da Reliant, e un motore capace di sviluppare 400 cavalli in assetto da corsa, la RS200 pagava qualcosa a livello di potenza alle sue rivali - fatto ulteriormente aggravato dal cronico ritardo del turbocompressore unico a bassi giri. Nonostante questo, il suo design iconico (stupendo o orribile, questione di gusti) e il successo che avrebbe trovato poi nel rallycross, fan sì che la RS rimanga una vera eroina del Gruppo B, anche se nel WRC non riuscì mai a mostrare il suo potenziale.

Video: l’attuale boss del team M-Sport Malcolm Wilson in gara nel 1985 al Rally Lindisfarne su una RS200

© Ford

5) MG Metro 6R4

Momento da ricordare: il terzo posto di Tony Pond all’esordio della vettura nel Rally di Gran Bretagna 1985.
Momento da dimenticare: il Gruppo B dichiarato illegale dopo soli 6 mesi dalla nascita della 6R4.
Perché è qui: la minuscola 6R4 è l’auto più adorabile nella storia del Gruppo B.

La minuscola, folle MG Metro &R4 di Austin Rover fu tra le ultime arrivate alla festa del Gruppo B. Progettato con l’ausilio del team Williams di F1, il V6 da 2900 cc non turbocompresso della 6R4 dava sfogo a 410 cavalli, e in seguito fu utilizzato sulla supercar Jaguar XJ220. Pur terribilmente difficile da guidare ad alte velocità, a causa delle sue dimensioni troppo ridotte, e pur affliita da seri problemi di affidabilità, o forse in parte proprio grazie a queste “qualità”, la piccola Metro riuscì comunque a ritagliarsi un suo spazio nel cuore degli appassionati di rally nella sua breve carriera in WRC.

Video: Kris Meeke spinge al limite una Metro 6R4 sulle strade del Donegal

© Cholmondeley Pageant of Power
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