Cairoli pronto alla lotta: "Ma parto in difesa"

Intervista esclusiva a TC222, a caccia del 9° titolo. Nei primi GP la parola d'ordine è prudenza...
Il pilota di motocross Tony Cairoli durante la presentazione del Red Bull KTM Factory Racing
Cairoli, primi scatti ufficiali del 2016 © Juan Pablo Acevedo/KTM Images/Red Bull Content Pool
di Giovanni Cortinovis

Dopo 5 mesi di stop si riaprono i cancelletti del Mondiale motocross: questo weekend Losail (Qatar) ospita il primo di 18 Gran Premi stagionali. Una gara molto attesa, non solo per la disputa in notturna, ma anche per il ritorno in gara di Tony Cairoli, costretto a saltare le tre tappe degli Internazionali d’Italia.

Colpa della frattura di due costole patita in allenamento a Riola Sardo il 20 gennaio. Insomma, la serie di infortuni che ha bersagliato l’otto volte campione del mondo a partire dallo scorso giugno non si è esaurita con la fine del 2015. E anche per questo motivo Tony, che già di natura non è tipo di tante parole, ha poca voglia di esprimersi. Per gli amici di Red Bull ha però fatto un’eccezione.

Antonio come stai fisicamente?
Fisicamente non sto tanto bene, le costole non mi fanno tanto male però la compressione del nervo mi dà ancora problemi al braccio e al collo.

A che punto è la preparazione fisica?
Al 40%.

E l’umore invece?
Ogni tanto al 90%, ogni tanto al sessanta, dipende da come sto fisicamente in quel momento.

Nel frattempo ti sei tolto una grande soddisfazione. Il rinnovo con KTM fino al 2018…
Sono super felice di continuare la mia carriera con KTM, era quello che volevo. Sono onorato di far parte di una così grande squadra per i prossimi 3 anni. Dai colori KTM mi aspetto sicuramente dei bei risultati, stare sempre nei primi tre e vincere il Mondiale.

Dopo un anno con la 450 come ti senti? È cambiato il tuo modo di guidare?
No, sicuramente ho un po' più di esperienza sulla moto grossa anche se poca rispetto alle attese perché l’anno scorso ho fatto solo poche gare con la 450 (8 Gran Premi, ndr). Dovrò ancora imparare molto da questa moto però mi sento un po’ più sicuro.

Qual è il tuo obiettivo stagionale?
La conquista del campionato del mondo.

Quali saranno gli avversari più temibili?
Credo che i favoriti siano Romain Febvre, Clement Desalle e Maximilian Nagl. Un gradino più sotto ma comunque capaci di vincere il titolo vedo Jeremy Van Horebeek, Evgeny Bobryshev e Gautier Paulin che l’anno scorso non ha fatto un grandissimo campionato. E poi ci sono gli outsider come Tim Gajser e Glenn Coldenhoff.
 

Video: Tony Cairoli POV US MXGP 2015

© Ray Archer/KTM

Cosa ti aspetti dalla prima gara stagionale?
Spero di riuscire ad entrare nei primi dieci perché in questo momento non penso di poter fare benissimo anche se il mio impegno sarà sempre del 110%. Il programma di adesso è cercare di chiudere le prime due gare in difesa, visto le mie condizioni fisiche attuali. E poi dalla terza (GP Europa sulla pista amica di Valkenswaard) o quarta gara (GP Patagonia Argentina) vedere se sono un po’ più in forma per attaccare.

Da inizio anno vi siete fatti male tu, Febvre, Desalle, De Dycker e Gonçalves. È una semplice coincidenza?
Sinceramente alcune piste di oggi sono molto, molto veloci e la velocità non aiuta. Qualche anno fa le piste erano molto più bucate delle attuali, la velocità più bassa e anche la media sul giro. Con meno velocità, anche se le piste erano più difficili, ci si faceva meno male.

Anche il Mondiale 2015 è stato falcidiato dagli infortuni: tu, Villopoto, Nagl, Desalle, Van Horebeek, Strijbos. Colpa di cosa?
Un mix di tutto, sicuramente le piste sono bucate in modo strano. Il giorno della gara ci sono tante categorie al via e quindi poco tempo per sistemare i punti che andrebbero sistemati. Poi ci sono le moto che vanno fortissimo e noi piloti che abbiamo alzato il ritmo.

Come hai trascorso le vacanze invernali?
Ho fatto un po’ di vacanze forzate l’estate scorsa, quando ho saltato 5 gare. Invece negli ultimi mesi non ci sono state molte vacanze. Quando le ho preferisco stare a casa perché tutto il resto dell’anno sono sempre in giro per il mondo.

Quest’anno il Motocross delle Nazioni si corre a Maggiora. Qual è il tuo obiettivo?
A titolo personale è sempre lo stesso, vincere la mia categoria e l'assoluta. Come squadra conto di finire sul podio perché corriamo in Italia e questo ci aiuterà a dare il massimo. Giocare in casa è sicuramente importante per noi.

Ora che hai 30 anni pensi di correre fino a 37 come Valentino Rossi? È possibile nel motocross essere competitivi a quell’età?
Non si può dirlo adesso, sicuramente il motocross dipende tanto dagli infortuni che si patiscono durante la carriera. Quindi speriamo di averne pochi e di continuare ad essere competitivi.

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Antonio Cairoli
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