Top 5 WRC in Sardegna = fattore Seb e sorprese

Tra edizioni meno combattute e arrivi in volata, prime volte e plurivittoriosi. E nel 2004…
Rally Italia Sardegna 2015, Henning Solberg e la Ford Fiesta RS WRC
Henning Solberg in volo © McKlein Image Database
di Giovanni Cortinovis

Mancano solo poche ore al via del Rally di Sardegna 2016, giunto alla tredicesima edizione. Si parte giovedì mattina con lo shakedown nei pressi di Alghero. Alle 18 invece è la volta della superspeciale di apertura, la Ittiri Arena Show: teatro dello show a coppie una pista di motocross ed autocross abbandonata di 2 km di lunghezza.

Venerdì il gioco si fa duro con 8 speciali per un totale di 100 km ma è solo l’antipasto del grande sforzo richiesto a piloti e mezzi meccanici sabato: 2 delle 3 speciali della giornata, da percorrere 2 volta ciascuna, misurano 22 km mentre la Monte Lerno, anch’essa da bissare, è addirittura di 44 km. Gran finale domenica mattina con 4 speciali (42 km), poco più di una passerella.

Stabilire a priori chi possa vincere il Rally di Sardegna 2016 non è un’impresa facile perché quest’anno nelle prime 5 gare del Mondiale ci sono già stati 4 vincitori. La Volkswagen sembrerebbe avere una marcia in più, forte delle 3 vittorie e dei 4 secondi posti stagionali.

In attesa di goderci lo spettacolo diamo un’occhiata ad alcune delle statistiche più curiose che hanno fatto la storia del Rally Italia Sardegna.

1) Le prime volte

Pur essendo una competizione giovane, il Rally di Sardegna è riuscita a regalare a molti piloti soddisfazioni che non avevano mai provato in precedenza: nel 2004 Andrea Navarra ottenne un memorabile 4° posto, suo miglior piazzamento di sempre in una gara del Mondiale, con una Subaru Impreza. Quattro anni fa, invece, l’estone Ott Tanak (Ford Fiesta RS) riuscì a conquistare il suo primo podio in WRC, con la terza posizione alle spalle di Mikko Hirvonen ed Evgeny Novikov. Due prime volte ci ha regalato invece il rally dell’anno scorso: primo podio nel Mondiale per Hayden Paddon (Hyundai i20), 2° al traguardo dopo aver dominato la prima giornata. Con l’8° posto finale, invece Paolo Andreucci (Peugeot 208) ha invece conquistato in una volta sola 4 punti, il suo più ricco bottino nel Mondiale.

Il pilota Volkswagen Jari-Matti Latvala in azione al Rally di Portogallo 2016
Latvala in azione al Rally di Portogallo © Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

2) I monopolisti

Ben 3 piloti sono riusciti nell’impresa di portarsi al comando del Rally di Sardegna alla prima speciale e di restarvi fino alla cerimonia del podio. Il primo a non lasciare sull’isola nemmeno le briciole ai rivali fu Petter Solberg nel 2004: con la sua Subaru Impreza fece valere la sua legge nella prima tappa (Tantariles) di 28,7 km e continuò a spingere, fino a trionfare con 2 minuti e 8 secondi su Sebastien Loeb dopo 19 speciali. Cinque anni dopo fu emulato da Jari-Matti Latvala (Ford Focus RS): al comando già al primo passaggio della Sa Conchedda (15 km) restò tranquillo di fronte alla rimonta del compagno Mikko Hirvonen che regolò per mezzo minuto. Tre anni fa, invece, il ruolo di cannibale fu interpretato da Ogier, davanti a tutti in generale dalla prima alla sedicesima ed ultima speciale.

Rally Italia 2015, Volkswagen show a ‘Monte Lerno’
La Volkswagen show a ‘Monte Lerno’ © Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

3) Le grandi sfide

Delle 12 edizioni del Rally di Sardegna valide per il Mondiale (nel 2010 la gara fu estromessa dal calendario iridato per il principio di rotazione in vigore all’epoca) due si sono concluse con uno scarto inferiore ai 12 secondi. Entrambe le volte ad uscire vincitore è stato Sébastien Loeb con la Citroën e in entrambi i casi ha beffato Hirvonen con la Ford. Nel 2008 il transalpino si è portato al comando già alla seconda speciale e non l’ha più mollato: eppure al traguardo ha preceduto di soli 10 secondi e 6 decimi Hirvonen e di 15 secondi Latvala. Tre anni dopo, invece, Loeb si è portato in testa alla quarta tappa e nonostante il forcing del finlandese, vincitore di 4 speciali, è riuscito ad aggiudicarsi la gara con 11 secondi e 2 decimi di vantaggio.

Dani Sordo, il più veloce allo shakedown nel Rally d'Italia 2015
Dani Sordo, il più veloce allo shakedown nel 2015 © Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

4) L'ecatombe

Quando il Rally di Sardegna fu organizzato per la prima volta, nel 2004, molti piloti si iscrissero a cuor leggero, senza immaginare cosa li avrebbe attesi. Quell’anno infatti tagliarono il traguardo solo 29 dei 67 partenti, cioè il 43,3% del totale. Una quindicina di vetture dovettero alzare bandiera bianca dopo un’uscita di strada mentre tutti gli altri, fatta eccezione per la Peugeot 307 di Harri Rovanpera che lamentò un problema elettronico, furono fermati da cedimenti meccanici. Memori della vicenda gli organizzatori diminuirono già l’anno dopo il chilometraggio, portandolo dai 383 km del 2004 a 350. La minora distanza e la maggiore preparazione degli equipaggi ha fatto impennare il numero degli arrivi al traguardo: addirittura l’81,7% nel 2007. Quando però, nel 2011, la gara è tornata nel Mondiale dopo un anno di stop il valore è ridisceso al 50,8%.

5) I plurivittoriosi

Vincendo l’edizione del Rally di Sardegna 2016, Sébastien Ogier potrebbe eguagliare il primato del connazionale Loeb, impostosi in 4 occasioni, sempre con auto marchiate Citroën: nel 2005 e 2006 con la XSara, nel 2008 con la C4 e nel 2011 con la DS3. Ogier invece ha infilato la tripletta nelle ultime 3 edizioni con la Volkswagen Polo R WRC. E pensare che nelle precedenti apparizioni in Sardegna non era mai salito sul podio: era stato 4° nel 2011 con la DS3 e 5° l’anno dopo con la Skoda Fabia Super 2000. Due invece le vittorie Ford, nel 2007 con Marcus Gronholm e nel 2009 con Jari-Matti Latvala. La prima edizione è invece stata vinta dalla Subaru di Petter Solberg mentre Hirvonen ha conquistato quella del 2012 con la DS3, dopo aver infilato addirittura 5 secondi posti consecutivi.

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