Anatomia dei voli dell'X-Fighters

Tutto quel che avreste sempre voluto sapere sul motocross freestyle, svelato dal data-tracking
Tom Pagès al Red Bull X-Fighters di Madrid
Tom Pagès all'arena Las Ventas © Red Bull Content Pool
di Guido Guenci

Front Flip, Backflip, Shaolin Flip, e poi Flair, Volt, Superman Grab e Cliffhnager, per arrivare al suggestivo Paris Hilton Flip e all’ultimissimo Front Flair con cui Tom Pagès ha trionfato al Red Bull X-Fighters 2016.
Nomi noti agli appassionati di Freestyle Motocross, che in questi anni hanno imparato a conoscere e riconoscere tutti questi trick e probabilmente, se interrogati, sarebbero in grado di descriverli alla perfezione.
Paradossalmente, ci sono domande apparentemente più semplici cui è molto più difficile rispondere con precisione. Quanto salta ad esempio un rider di FMX? E quanto tempo sta in aria? Quanto di questo tempo viene usato per l’acrobazia vera e propria? O a che velocità vengono eseguiti i vari trick?

A rispondere, con precisione millimetrica, ci hanno pensato proprio all’ultimo X-Fighters di Madrid Intel e Red Bull Media House, implementando una tecnologia di data-tracking in tempo reale che ha offerto a tutti, atleti e spettatori, un punto di vista nuovo e mai così ricco di informazioni sulla competizione.

© Sebastian Marko/Red Bull Content Pool

Il sistema si basa su centraline Intel Curie, grandi come una scatola di fiammiferi, posizionate sia sulle moto che sulle tute degli atleti, e dotate di sensori - accelerometro, giroscopio, magnetometro, sensore di posizione - che lavorano insieme per rilevare e calcolare in tempo reale i dati delle performance di ogni atleta.
Nel caso dell’X-Fighters questi dati venivano poi trasmessi a dei ricevitori, piazzati in giro per l’arena di Las Ventas, che a loro volta li inviavano a un server centrale in grado di elaborarli e presentarli graficamente sia al pubblico on site, sui megaschermi piazzati in arena, che agli spettatori che da casa seguivano il livestream su RedBull Tv.
“E’ la prova delle incredibili possibilità offerte oggi dalle tecnologie indossabili” ha commentato Jimmy Hall, ricercatore del Gruppo New Devices di Intel, e responsabile dell’ideazione degli algoritmi capaci di tradurre quanto rilevato dal sistema in dati sensati e intellegibili. “Tutto può essere gestito con tempi così ridotti da consentire di trasmettere i risultati su degli schermi in tempo praticamenete reale, mentre l’azione è in pieno svolgimento”.

“Vogliamo unire performance atletica e tecnologia in modi mai visti prima, e nemmeno immaginati”, ha chiosato Andreas Gall, CTO di Red Bull Media House. “Questo avrà un impatto profondo da un lato sul modo in cui gli atleti si allenano e si preparano per le loro performance, dall’altro sul modo in cui gli spettatori possono seguire e immergersi in quelle stesse performance”.

Qualcosa di simile a dire il vero si era già visto, e l’avevamo fatto noi, nel senso Red Bull Italia, con il progetto Tony Cairoli Connected Rider. Se te l’eri perso lo puoi recuperare nei primi due link qui sotto. Se invece il tuo sogno è passare dal ruolo di spettatore a quello di attore nelle arene dell’X-Fighters, il link che fa per te è il terzo, con la nostra guida per iniziare a correre nel motocross freestyle. Il quarto link? Bonus.

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