Il Red campione e le stagioni perfette nei motori

Redondi vince il Mondiale Enduro con 3 gare di anticipo e insegue il 100% di vittorie, come Ago
Giacomo Redondi, campione del mondo enduro 2016, festeggia durante il GP d'Italia a Fabriano
Redondi portato in trionfo dal team Honda RedMoto © Cristiano Morello/Red Bull Content Pool
di Giovanni Cortinovis

Anche a Fabriano, in occasione del GP d'Italia, Giacomo Redondi ha fatto valere la sua legge, aggiudicandosi già sabato, con 3 gare di anticipo sulla conclusione dell’annata, il Mondiale della Classe EJ. Un titolo che il 23enne bergamasco ha conquistato con merito, dopo averlo sfiorato nelle scorse due edizioni. Sabato Red ha vinto 7 delle 9 speciali in programma, piazzandosi secondo nelle altre 2: in meno di 57 minuti di gara è riuscito a distanziare Davide Soreca di un minuto e 14 secondi e lo spagnolo Josep Garcia di un minuto e 19 secondi.

Domenica, con il titolo già matematicamente suo, Redondi si è aggiudicato un’altra vittoria, la quattordicesima stagionale in 14 giornate di gara, vincendo 6 delle 9 speciali: fenomenale il suo rendimento nella quarta speciale, vinta con 18 secondi di vantaggio sugli inseguitori. Al termine di un’ora e 6 minuti di gara Redondi ha preceduto di un minuto e 24 secondi Garcia e di un minuto e 47 secondi Soreca. Se dovesse vincere anche le 2 giornate conclusive in Francia, a settembre, completerebbe una stagione perfetta.

Alla luce di quest’impresa diamo un’occhiata ai piloti che nelle diverse discipline motoristiche hanno fatto registrare le più alte percentuali di successi.

1) Giacomo Agostini 100% in 500

La carriera di Ago è infarcita di perle ma nel 1968 e 1969 si è superato, non sbagliando nulla nel Mondiale della 500, la classe regina dell’epoca: 10 le vittorie in altrettante gare del campionato 1968 ed altre 10 nella stagione seguente. Un filotto di 20 successi consecutivi, tutti con la MV Agusta. Agostini inoltre non si limitava a vincere ma voleva stravincere: nel 1968 ha vinto 3 gare (GP Germania Ovest, GP Germania Est e GP Finlandia) con un giro di vantaggio sul secondo mentre al Tourist Trophy ha trionfato con 8 minuti e mezzo di vantaggio e a Brno con oltre 5 minuti. Non contento, l’anno dopo ha ammazzato il campionato vincendo le prime 3 gare con un giro di vantaggio e la quarta, il TT, ancora con 8 minuti e mezzo di margine.

2) Fausto Gresini 90,9% in 125

Un anno dopo aver perso il Mondiale della ottavo di litro del 1986 per soli 8 punti, l’imolese si è riscattato conquistando il suo secondo titolo iridato con una prestazione indicibile: 10 vittorie nelle prime 10 gare stagionali, prima del ritiro nell’11° ed ultimo GP dell’anno, a Jarama (Spagna) per il GP Portogallo (stranezze dell’epoca). Quell’anno Gresini ha alternato fughe memorabili (a Le Mans ha trionfato con 43 secondi di vantaggio su Ezio Gianola e ad Assen ha preceduto Bruno Casanova di 37 secondi) a successi d’astuzia in volata. A Jerez ha beffato, infatti, Domenico Brigaglia, autore anche del giro più veloce, di 34 centesimi mentre a Monza ed Assen è arrivato davanti a Casanova rispettivamente di 16 e 29 centesimi.

3) Stefan Everts 90% in Mx1

Il re del cross ha concluso in maniera trionfale la sua carriera (10 Mondiali e 101 GP vinti) nel 2006: 12 doppiette in 15 GP e 27 manche vinte su 30 nella Mx1. E pensare che l’incipit della stagione non lasciava presagire nulla di simile: a Zolder, nella prima manche stagionale, Everts è giunto 2° dietro a Sebastien Tortelli e a Bellpuig (Spagna) nella prima manche del 2° GP è finito 3° dietro a Kevin Strijbos e Tanel Leok. Invece poi il belga ha vinto addirittura 22 manche consecutive, prima di inchinarsi a Joshua Coppins nella seconda manche del GP Irlanda. Resterà l’unico GP stagionale non vinto da Everts che concluderà anche con il formidabile record di punti: 739 su 750 disponibili, ossia il 98,53 per cento del totale.

4) Mike Hailwood ed Anton Mang 83,3% in 250

Nella quarto di litro la migliore stagione è detenuta a pari merito da Mike the Bike e dal tedesco, entrambi vincitori di 10 dei 12 GP stagionali. Il britannico ci è riuscito nel 1966 con la Honda, mettendo in cassaforte il titolo vincendo le prime 8 gare dell’anno. Saltato il GP Ulster, è tornato sul gradino più alto del podio al TT e a Monza, per poi disertare la costosa trasferta del GP Giappone al Fuji. Diverso il cammino di Mang che si è ritrovato ad inseguire in classifica dopo lo zero in Argentina: vinta la gara casalinga di Hockenheim, è però giunto solo 3° a Monza pur facendo segnare il giro veloce della gara. Ma poi, con 9 vittorie nelle ultime 9 gare dell’anno in sella alla Kawasaki, ha ristabilito la sua legge riconfermandosi campione del mondo.

5) Jeffrey Herlings 82,4% in Mx2

Il fenomeno olandese non è uno che si accontenta: o vince o si ferma per infortunio. Nel 2013 il suo avvio di stagione non lascia speranze ai rivali: 13 manche vinte di fila prima del 2° posto nella seconda manche di Beto Carrero (Brasile) dietro a José Butron. Poi altri 4 successi, quindi un 3° posto a Uddevalla (Svezia), preludio ad altri 9 trionfi. Ma nelle qualifiche della gara di casa cade lussandosi una spalla: l’incidente lo costringe a saltare 2 GP (Belgio e Gran Bretagna) ma al ritorno, a Lierop, per il GP Benelux riesce a stare nuovamente davanti a tutti in entrambe le manche. Il suo bilancio di 28 successi su 34 manche stagionali andrebbe quindi ricalibrato considerando le 30 manche corse: la percentuale sarebbe del 93,3 per cento.

6) Michael Schumacher 72,2% in Formula 1

In Formula 1 la percentuale più alta di successi appartiene ad Alberto Ascari che nel 1952 si aggiudicò 6 degli 8 GP stagionali con la Ferrari, dopo aver accumulato zero punti nelle prime 2 gare. Considerando però l’esiguo numero di GP, gli abbiamo preferito la migliore prestazione di Schumacher che nel 2004, anch’egli con il Cavallino, conquistò 13 dei 18 GP del campionato. Tredici successi li ha ottenuti con la Red Bull anche Sebastian Vettel nel 2013 ma quell’anno le gare erano 19 e quindi la sua percentuale è inferiore. Schumi partì alla grande vincendo i primi 5 GP, ma a Montecarlo fu fermato da un incidente. Riprese a macinare vittorie, mettendone in fila ben 7. Peccato solo per l’unico trionfo negli ultimi 5 GP.

7) Doug Polen 70,8% in Superbike

Nel Mondiale Superbike il più grande dominio di sempre porta la firma dello statunitense Doug Polen che nel 1991 in sella alla Ducati 888 sbaraglia la concorrenza, rifilando la bellezza di 150 punti di distacco in classifica. Polen cambia marcia a metà stagione, vincendo 7 manche di fila. Solo in Malesia va a vuoto (4° e 5°) perché in tutti gli altri 11 appuntamenti sale sul podio almeno una volta, infilando anche 6 doppiette. Con 17 vittorie su 24 manche disputate il pilota di Detroit ha fatto meglio di leggende come Carl Fogarty (13 vittorie nel 1995) e Troy Bayliss (14 nel 2002) e persino di Jonathan Rea che l’anno scorso con la Kawasaki ha colto 14 successi su 26 manche, complice un calo nel finale (2 vittorie in 7 manche).

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Giacomo Redondi
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