Cairoli, obiettivo rimonta: gli esempi del passato

Gli esempi di grandi ribaltoni non mancano, nella storia del motocross. Uno stimolo in più per Tony
Tony Cairoli in azione nella vittoriosa tappa svizzera del MXGP 2016
Tony in azione nel vittorioso GP di Svizzera © KTM Images/Red Bull Content Pool
di Giovanni Cortinovis

Non è finita finché non è finita, amava dire Yogi Berra, leggendario ricevitore e manager dei New York Yankees. Sembra crederci anche Antonio Cairoli dopo il risultato del terz’ultimo appuntamento del Mondiale Cross. Domenica scorsa ad Assen (Olanda) il siciliano ha recuperato in una volta sola 34 punti a Tim Gajser, vittima di una giornata storta. Un risultato inatteso perché anche nelle giornate di scarsa vena quest’anno lo sloveno del Team Gariboldi aveva comunque raccolto almeno una trentina di punti: 31 in Belgio e 36 in Thailandia. Così ora, con 2 GP da disputare, Cairoli deve recuperare “solo” 65 punti a Gajser.

Tutto è possibile perché restano da assegnare ancora 100 punti. Sappiamo che è difficile ma vogliamo vincere per vedere cosa faranno gli altri. È tutto ciò che possiamo fare.

Antonio Cairoli

 

Per giocarsi tutto all’ultima gara, a Glen Helen, il messinese dovrà recuperare al rivale questo week-end a Charlotte almeno 16 punti. Difficile ma non impossibile considerando le grandi rimonti verificatesi negli ultimi 3 decenni nel Mondiale Cross. Guardiamo le più incredibili.

1)Mondiale Mx2 2014

Il più incredibile Mondiale perso di tutti i tempi vede protagonista Jeffrey Herlings: 2 anni fa si è ritrovato a 4 GP dalla conclusione (200 punti da assegnare) con 145 punti di vantaggio su Jordi Tixier. L’olandese era reduce da 9 doppiette consecutive, altre 4 vittorie di manche e 2 secondi posti. Ma a metà luglio, durante l’evento benefico Everts and Friends riuscì nell’impresa di rompersi il femore con una moto da 85 cc due tempi. Operato dal dottor Driessen, il pilota della Ktm forzò il recupero dopo aver saltato 3 GP che avevano permesso a Tixier di portarsi a soli 23 punti. Per riconfermarsi campione, in caso di doppietta del rivale, Herlings avrebbe dovuto ottenere un 7° e un 8° posto di manche nell’ultima gara in Messico. Invece menomato dal dolore, l’olandese ha chiuso 14°e 10°, perdendo il titolo a vantaggio di Tixier per 4 punti.

Jeffrey Herlings nel GP del Messico 2014
Jeffrey Herlings nel GP del Messico 2014 © Red Bull Content Pool

2) Mondiale Mx1 2007

Centosette punti di vantaggio a 5 GP dalla fine sembrano un vantaggio enorme: eppure 9 anni fa non sono bastati a Joshua Coppins. Il neozelandese del team Yamaha Rinaldi era stato un rullo compressore nei primi 10 GP: 9 manche vinte, 5 secondi posti e 2 terzi. Con 445 punti, guidava la classifica mentre Steve Ramon era a 338. Ma nella gara seguente, in Repubblica Ceca, rimediò un duplice zero: ritiro per rottura del freno posteriore e una caduta che gli ha procurato un problema alla spalla. Quest’ultima l’ha tenuto fermo per 2 GP (Belgio e Irlanda del Nord), grazie ai quali il belga della Suzuki si è avvicinato a sole 12 lunghezze. A Donington, al rientro, il dolore ha limitato le prestazioni di Coppins: 14° in Gara1 e ritirato nella seconda dopo soli 3 giri. Inutile presentarsi all’ultimo GP: titolo a Ramon e Coppins 3° dietro anche a Strijbos.

Steve Ramon al GP Francia 2007
Steve Ramon vinse in rimonta il Mondiale MX1 2007

3) Mondiale Mx2 2015

Un anno fa il titolo della Mx2 sembrava già assegnato a metà campionato: dopo 9 GP infatti Jeffrey Herlings, forte dei 398 punti conquistati, godeva di un vantaggio di 139 punti su Valentin Guillod e Pauls Jonass, di 142 su Aleksandr Tonkov e di 147 su Tim Gajser. Ma in Germania l’olandese si fratturò una clavicola, rimediando un doppio zero. Parzialmente ripresosi, riuscì a vincere la prima manche in Svezia, salvo infortunarsi al dito della mano nella seconda. Poteva bastare come sfortuna ma a Loket Herlings ha patito una frattura all’anca dopo essere stato investito da Jordi Tixier: operato in Belgio, è tornato in sella solo a Mondiale concluso. Così non si è più mosso da quota 423, scivolando in classifica al settimo posto. Ad approfittarne è stato Gajser, diventato campione con 25 lunghezze di vantaggio su Jonass.

4) Mondiale 250 1991

Alessandro Puzar non dimentica ancora oggi la delusione per il titolo sfumato un quarto di secolo fa in 250. Il cuneese controllava i rivali dall’alto della sua classe: dopo 8 GP aveva in saccoccia 204 punti (la vittoria ne pagava 20) mentre i rivali Trampas Parker e Mike Healey erano a 169. Insomma, godeva di quasi 2 manche di vantaggio quando ne restavano da disputare 6. Ma a Unadilla (Usa) l’italiano si ritirò entrambe le volte mentre Parker raggranellò 24 punti e Healey 10. In Svezia, il mese dopo andò anche peggio: all’atterraggio di un salto Puzar perse l’appoggio rompendosi menisco e legamenti del ginocchio. Parker passò quindi a condurre la classifica alla vigilia dell’ultimo GP che Puzar disputò con il menisco appena operato: malgrado i 28 punti presi, Puzar concluse l’annata al 3° posto, preceduto da Parker e pure da Healey.

Trampas Parker
Un'immaginen di archivio di Trampas Parker

5) Mondiale 250 1985

Trentuno anni fa, con un ottimo avvio Jacky Vimond sembrava vicino a sconfiggere il rivale Heinz Kinigadner che l’aveva battuto l’anno prima. A due terzi della stagione (8 gare su 12), il francese della Yamaha comandava la graduatoria con 220 punti con 35 lunghezze sull’austriaco della Ktm (la vittoria dava 20 punti). Con pazienza certosina Kinigadner iniziò ad accorciare le distanze: a Unanilla recuperò 13 punti e altri 9 li mangiò al collega in Svezia. A Leningrado, nel GP Urss, i due furono fenomenali: 33 punti per Kini, 32 per il transalpino. Alla vigilia del GP finale, Vimond conservava 12 punti di vantaggio, non pochi. Ma a Goldbach (Germania Ovest) incappò in una giornata no: 12° in Gara1 si trovò scavalcato di un punto. Nell’ultima manche doveva precedere Kinigadner che invece gli arrivò davanti beffandolo di 2 punti.
In seguito agli incidenti che lasciarono paralizzati il fratello più giovane e il figlio, Heinz Kinigadner è stato poi co-fondatore insieme a Dietrich Mateschitz della Fondazione Wings for Life, per la ricerca sulle lesioni del midollo spinale, Fondazione che ogni anno organizza la Wings for Life World Run. Le iscrizioni per la prossima edizione, 17 maggio, sono aperte. Prima, però, c'è da fare il tifo per Tony.

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