5 motivi per non perdersi il cross delle Nazioni

Il Mondiale a squadre torna a Maggiora: pista nuova, grandi sfide, Cairoli e le leggende del 1986
di Giovanni Cortinovis

Manca una sola settimana alla competizione di motocross più spettacolare dell’anno, il Motocross delle Nazioni. Un vero e proprio evento (10 milioni di euro di fatturato per la zona) che torna a Maggiora a distanza di 30 anni dalla storica edizione del 1986. Un’occasione per vedere in azione dal vivo Antonio Cairoli, i neocampioni del mondo Tim Gajser e Jeffrey Herlings e i fenomeni statunitensi. Liberati da vincoli di classifica e dal timore di compromettere l’annata con un infortunio, daranno il 100 per cento per mostrare il loro valore e far divertire il pubblico. I biglietti per la giornata di sabato costano 50 euro (40 le donne, 30 i ragazzi da 10 a 16 anni) e quelli della domenica 90 euro (80 le donne, 55 i ragazzi). Questa la nostra mini-guida in 5 punti.

1) IL FORMATO

Il Motocross delle Nazioni è l’unica competizione motoristica a squadre: le Olimpiadi del Motocross le ha definite Giuseppe Luongo, patron del Mondiale. Ciascun Paese è rappresentato da 3 atleti, uno per ogni classe: MXGP, Mx2 e Open (in quest’ultima il pilota può scegliere se usare una moto MxGP o una Mx2). L’evento prevede la disputa di 3 gare: una prima in cui scendono in pista le MXGP e le Mx2 insieme, una seconda con le Open e le Mx2 e quella conclusiva con MXGP e Open, tutte sulla distanza di 30 minuti più 2 giri. Quindi ciascun crossista disputa due gare. Ad ogni manche partecipano un massimo di 40 piloti (20 nazioni) e pertanto sulla base delle qualifiche le nazioni peggio piazzate vengono confinate nella finale B e nella finale C , su manche unica. Dei 6 piazzamenti di ogni nazione (2 per pilota) vengono contabilizzati i migliori 5, escludendo quello più indietro. Vince la competizione la nazione che totalizza meno punti: i punti equivalgono al piazzamento ottenuto in una manche (es. un primo posto vale 1, un quinto 5).

Tony Cairoli al GP d'Italia a Maggiora nel 2013
Tony Cairoli al GP d'Italia a Maggiora nel 2013 © Ray Archer / KTM / Red Bull Content Pool

2) LA STORIA

Il Motocross delle Nazioni è addirittura più vecchio del Motomondiale: la prima edizione si è infatti disputata il 20 luglio 1947 a The Hague (Olanda), cioè un paio d’anni prima del Tourist Trophy. La Gran Bretagna ebbe la meglio su Belgio ed Olanda. Negli anni Cinquanta e Sessanta i britannici annientarono la concorrenza aggiudicandosi 13 trionfi. A interrompere la loro serie fu l’Urss nel 1968 ma solo per l’albo d’oro perché Gran Bretagna, Belgio, Olanda ed altre nazioni restarono a casa per protestare contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Risale invece al 1974 il primo podio degli Stati Uniti, secondi dietro alla Svezia. Sette anni dopo, a Bielstein (Germania), gli Usa conquistarono il loro primo Nazioni con un punto di vantaggio sulla Gran Bretagna grazie a Danny Laporte, Donnie Hansen e Johnny O’Mara. Fu il primo di 13 trionfi consecutivi, nonostante il cambio di regolamento: fino al 1984, infatti, il Nazioni era riservato solo alle moto da 500 cc. Al 1999 e 2002 risalgono invece i successi italiani.

Il "muro" di Maggiora © Archer/KTM Images

3)  LA RIEVOCAZIONE

Il 21 settembre 1986 cinquantamila spettatori si presentarono a Maggiora per assistere al Motocross delle Nazioni: lo squadrone americano, un vero e proprio Dream Team, era composto da Johnny O’Mara in 125, Ricky Johnson in 250 e David Bailey in 500. Capitanati dal belga Roger De Coster, i tre assi statunitensi si mostrarono di un altro pianeta, conquistando 6 primi posti nelle 3 manche: all’epoca, infatti, per ciascuna gara, venivano stilate due classifica, una per cilindrata. Sul podio salì anche l’Italia, terza con Massimo Contini (125), Michele Rinaldi (250) e Corrado Maddii (500). Per festeggiare il trentennale di quella incredibile giornata di sport, O’Mara, Johnson e Bailey torneranno in sella alle 3 Honda di allora per una indimenticabile parata. Con loro anche altri campioni del calibro di Jean-Michel Bayle, il francese che in quell’edizione conquistò un 3° e un 5° posto nelle due manche della 125. Un evento nell’evento, per ricordare chi eravamo e soprattutto cos’era il motocross una volta.

4) LA PISTA

Un tempo noto come Mottaccio del Balmone, l’intero tracciato è stato rinnovato in chiave moderna per volere di Paolo Schneider e Stefano Avandero. I due amici hanno costituito la Schava srl, una società che ha rilevato l’intera area da tanti piccoli proprietari terrieri per ricostruire e rilanciare quello che ora è conosciuto come Maggiora Park. Il nuovo complesso, inaugurato nell’ottobre 2012, alla presenza di Tony Cairoli, si estende su una superficie di 150 mila metri quadrati ed è capace di accogliere oltre 60 mila persone. La nuova pista ha già ospitato 3 edizioni del Mondiale ma poi è stata rinnovata nel marzo 2016: in primis è stata modificata la raggiatura di diverse curve per aumentare le possibilità di sorpasso, poi è stata introdotta una nuova porzione di pista con nuove salite, discese e salti e una spettacolare parte ritmica. Il risultato finale è un tracciato che coniuga alcune sezioni del motocross di un tempo ad altre del cross moderno: il tempo sul giro è intorno ai 2 minuti, come nelle gare di una volta.

Maggiora Park
Veduta aerea del Maggiora Park © Maggiora Park

5) I PILOTI

A contendersi il titolo (38 nazioni presenti) saranno molto probabilmente la Francia, bicampione uscente, e gli Stati Uniti che però non si impongono dall’edizione del 2011, disputata a Saint-Jean d’Angely. Gautier Paulin è l’unico transalpino ad inseguire il tris consecutivo (l’ultimo a riuscirci è stato Ryan Dungey nel 2009-2011) perché Romain Febvre fu convocato solo un anno fa e Benoit Paturel è all’esordio. A rappresentare gli Usa saranno invece Cooper Webb, bicampione in carica della 250 Costa Ovest, Alex Martin e Jason Anderson: chi si aspettava grandi nomi resterà probabilmente deluso ma non è detto che questi piloti facciano rimpiangere colleghi più noti. Il Belgio è il terzo incomodo con Clement Desalle (Open), Kevin Strijbos (MXGP) e Jeremy Van Horebeek (che torna in Mx2). Da tenere d’occhio anche l’Olanda con Jeffrey Herlings, Glenn Coldenhoff e Brian Bogers. E poi c’è l’Italia che trascinata da Antonio Cairoli (numero 40) insegue l’ultimo gradino del podio. Gli daranno manforte Samuele Bernardini e Michele Cervellin.

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