Il fascino delle cartucce
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Games

I giochi per SNES da recuperare assolutamente

Quali sono i classici del passato di Nintendo che dovresti (ri)giocare
Di Damien McFerran
7 minuti di letturaPublished on
Per molti è stato il NES ad aver reso Nintendo un vero e proprio colosso del gaming, ma fu in realtà il suo successore a portare l'azienda a un nuovo livello. Non c'è alcun dubbio: il primo, una piccola gemma in 8-bit, poteva vantare un parco titoli eccellente, ma venne rapidamente surclassato dalle possenti SNES e Mega Drive e dai loro 16-bit, e non solo dal punto di vista puramente tecnico.
Grafica migliore, idem il comparto sonoro, per non parlare di tante chicche tecnologiche più o meno nascoste che rendevano i giochi molto più ricchi e complessi. Se sei un completo neofita e vuoi riscoprire la storia di questa splendida console nel migliore dei modi, ecco i 10 titoli della sua vasta libreria che devi recuperare assolutamente. Alcuni li troverai nello SNES Mini, altri sulla Virtual Console di Nintendo Switch (quando sarà finalmente disponibile): inizia a prendere appunti.

Super Tennis

Il tennis non godrà della stessa fama del calcio, ma in compenso di gran bei giochi della disciplina ne abbiamo provati un bel po' nel corso degli anni, a partire dallo splendido Virtua Tennis targato Sega, tra i più apprezzati e realistici. Nonostante l'aspetto sia decisamente meno “strabiliante” questo Super Tennis era tranquillamente in grado di batterlo in termini di gameplay: merito della sua profondità, con quattro tipi di tiro, servizi a effetto e tanto altro ancora. Per non parlare della velocità e precisione dei comandi che lo rendevano un piacere da giocare.

Super Mario Kart

Di certo Mario Kart non necessita di alcuna presentazione, trattandosi di una serie che ha incassato milioni. L'ultimo Mario Kart 8 (sia l'originale sia la riedizione per Switch) è incredibile anche graficamente. Dal punto di vista puramente ludico questo “antenato” riesce ancora a farsi rispettare pad alla mano, tra armi, boost di velocità, gusci verdi e rossi, e anche la celebre modalità “Battaglia” scomparsa e poi riapparsa nell'ultimo capitolo. Insomma, l'abito non fa necessariamente il monaco e come ampiamente dimostrato il gameplay è ciò che conta, in grado com'è di resistere allo scorrere del tempo.

Cybernator

Il primo giro su questo (in realtà eccelso) action/platform a base di mech è sempre un gran casino per chiunque: è lento, macchinoso, privo di quella velocità di un Gunstar Heroes o di un Contra. Il fatto è che non ci si trova al comando di uno scattante supereroe, ma di una massiccia macchina da guerra d'acciaio armata fino ai denti. Il movimento è volutamente “pesante”, per rendere bene l'idea di cosa si sta guidando: potrai schivare i colpi nemici con razzi che ti fanno compiere salti altissimi e schivate laterali. Tutti ingredienti che offrono una piccola gemma, difficile (anche per via di queste trovate di design) ma non per questo noiosa. E anche i livelli sono davvero ben fatti, idem le musiche. Un piccolo capolavoro del catalogo SNES.

The Legend of Zelda: A Link To The Past

Considerato (e giustamente) uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi, rappresenta l'apice di questa amata e leggendaria serie Nintendo. Dopo il primo capitolo e il suo seguito (un po' meno brillante), questo terzo capitolo proiettò Link e le sue avventure su tutto un altro livello. Un mondo interamente esplorabile, vasto, non lineare e stracolmo di segreti, ma anche di personaggi e di zone pericolose. Il colpo di scena a metà della trama (che non sveleremo per chi non lo ha ancora giocato) rimane uno dei momenti “shock” più celebri del gaming, mentre il comparto artistico ha retto benissimo il peso dei suoi 25 anni. Se sei uno dei pochissimi che non lo ha mai provato recuperalo il prima possibile. Lo trovi un po' ovunque, dal Game Boy Advance al Wii, passando per Wii U e 3DS.

Super Castlevania IV

La serie di Konami a base di ammazza-vampiri raggiunse il suo apice con il leggendario Castlevania: Symphony of the Night nel 1997, ma il debutto su SNES resta forse tra i più popolari della saga. Era molto più cupo e malvagio dei colorati Super Mario World e soci, e la sua grafica più “realistica” contribuiva a rendere l'atmosfera ancora più nera e inquietante. Complice anche la maestosa colonna sonora, di una qualità tale da far dubitare che provenisse da una semplice cartuccia. L'inizio è molto lento, ma piano piano si trasforma in un vero capolavoro.

Super Mario World

Sarà una scelta ovvia, ma Super Mario World è in cima alla lista dei titoli che meglio rappresentano lo SNES. È assurdo, ma questo vero monumento del genere platform 2D era disponibile già dal lancio della console, ovvero quella fase in cui i giochi non riescono ancora a sfruttare pienamente tutte le potenzialità tecniche. Eppure in pochi riuscirono a eguagliarlo: tonnellate di livelli e segreti, personaggi, c'era tutto. Una vera pietra miliare, la migliore tra le avventure bidimensionali di Mario.

Axelay

Lo SNES non era celebre per i suoi shoot-em-up (lo strapotere era del Mega Drive, merito della sua CPU più veloce), ma di esponenti del genere ce ne erano eccome. Axelay di Konami era forse il più spettacolare di tutti in quanto sfruttava la potenza del Mode 7 della console per creare degli effetti visivi strabilianti. L'azione si alternava tra sezioni in verticale e altre in orizzontale (come Life Force/Salamander, sempre di Konami). Raggiungere la fine del gioco non era un'impresa così semplice. È un vero classico ed è un peccato che non abbia mai visto la luce un seguito, promesso nei titoli di coda ma mai arrivato.

Secret of Mana

Quando si parla di avventure/GDR su SNES sono due i nomi che vengono immediatamente in mente: Zelda e Secret of Mana. Il secondo è opera di Squaresoft (ora Square-Enix), il team di sviluppo di Final Fantasy. Pur non raggiungendo i picchi di A Link to the Past resta comunque uno dei migliori GDR mai creati. Il suo mix di azione in tempo reale, la gestione del party e la colonna sonora ne fecero un gioiello. L'unico rimpianto è che il non esaltante seguito, uscito solo in Giappone, segnò la fine della serie. Consoliamoci rigiocando il primo e indimenticabile capitolo.

Super Metroid

Metroid è una delle serie Nintendo più amate e venerate da un numero spaventoso di adepti grazie a questo fenomenale capitolo. Super Metroid arrivò abbastanza tardi nel ciclo vitale dello SNES, ma lasciò il segno grazie alla sua capacità di infrangere ogni regola. A prima vista sembrava un classico mix di action e platform, ma invece di adottare il solito approccio a livelli offriva una vastissima mappa da esplorare in completa libertà. Gli unici limiti erano imposti da aree nelle quali era possibile entrare solamente recuperando specifici oggetti. Da quelle intuizioni nacque il già citato Castlevania: Symphony of the Night. Ecco perché ancora oggi si parla di “Metroidvania” quando ci si riferisce a giochi che seguono questo approccio non lineare.

ActRaiser

Solitamente quando un gioco mescola due generi agli antipodi il risultato finale è un gran pastrocchio, ma con ActRaiser filò tutto liscio. Era per metà un platform di stampo fantasy e per metà un simulatore “divino” in stile Populous: poneva il giocatore nei panni di una divinità il cui obiettivo era quello di spazzare via i nemici da varie zone del mondo per farle popolare dalla propria gente. Dopo aver concluso una sezione action bisognava attendere che la popolazione crescesse e impartirgli compiti di ogni genere come abbattere mostri volanti. Inoltre, bisognava contribuire all'espansione delle singole città. Ci fu un seguito, privo però della componente simulativa che lo rese decisamente meno interessante.