Martina all'Australia Zoo con un simpatico koala
© Martina Califano
Exploration

Action in Pink: quando la vita è un viaggio

Da architetto a travel blogger, la coraggiosa scelta di Martina Califano: “Lascio tutto e parto”
Di Denise Dellagiacoma
Pubblicato il
Martina Califano ha solo 26 anni e ha già girato e visto tanto. Brava e giovane architetto di Milano con tante passioni, la più grande proprio il viaggio, o meglio, i viaggi: un amore che l’ha spinta a lasciare la sicurezza, quindi a licenziarsi e fare di tutte queste esperienze un blog, con tanto di racconti e, soprattutto, video straordinari.

Video: Australia, one year in 3 minutes

Hai lasciato il lavoro di architetto per viaggiare. Che cosa ti dicono? E che cosa rispondi?
Fin dal primo giorno dopo l’assunzione, tutti sapevano quale fosse il fine del mio lavoro, mettere da parte i soldi per partire; ma nessuno immaginava rimanessi fedele al mio piano con un lavoro "stabile" tra le mani. Lo studio, per di più, era davvero bello e sia i miei colleghi sia i capi erano persone fantastiche. Ma io volevo partire! Ricordo che c'era chi diceva: “Be’, se trovi un buon posto, magari non devi più partire...”. Sembrava che il mio sogno fosse “un’ultima spiaggia” e, infatti, quando ho detto “la settimana prossima parto”, sono rimasti tutti sorpresi, anche se la data era stata fissata già da mesi! “Tu sei pazza” era l’affermazione più ricorrente. Io rispondevo semplicemente che avevo lavorato per quello, che era il mio sogno, e che una volta tornata avrei trovato un altro lavoro senza nessun’ansia particolare. Ma sapevo che se non facevo questo viaggio subito non l'avrei più fatto, perché sarei rimasta incastrata in un lavoro fisso (che per molti è un sogno, ma per me è una prigione), poi in un mutuo e in tante altre “trappole”. Quando rimangono così basiti basta chiedere: “Se ci fosse qualcosa che desideri con tutto il cuore, lo faresti oppure no?”. C’è chi dice sì, chi comincia con i “se”, chi non risponde, quindi ciò che conta, alla fine, è solo la mia di risposta: “Be’, io sì! Tutto vale se segui il cuore”.
Martina Califano a Hutt Lagoon, Western Australia
Martina a Hutt Lagoon, Western Australia
Dammi la tua definizione della parola “viaggio”.
Il viaggio è una scoperta, un'avventura. In un viaggio si possono scoprire immagini già viste centinaia di volte o arrivare in posti nuovi e sconosciuti. A volte si rimane delusi, più spesso affascinati. Ogni viaggio è una scoperta e, oltre a scoprire un pezzo di mondo, scopri un pezzo di te stesso.
Hai sempre avuto questa “vocazione”?
Ho sempre avuto la passione per i viaggi, ma la mia famiglia e gli amici hanno sempre preferito vacanze al mare e vita da spiaggia. Ho iniziato a viaggiare come si deve a diciotto anni, col mio ragazzo, che per fortuna ha la mia stessa passione. All'inizio erano viaggi brevi: prima un weekend a Barcellona, poi una settimana a Dublino e altre capitali europee. L'Olanda è stato il mio primo “on the road”, con macchina affittata e tour degli ostelli del Paese.
Martina Califano a Uluru, Northern Territory, Australia
Sabbia rossa a Uluru, Australia
Poi l’Australia, il viaggio in furgone, quello che più ti è rimasto nel cuore?
Un Paese così grande, così lontano. L'Australia è un viaggio che non pensavo di poter fare finché non ho scoperto la “Working Holiday Visa”. Sapere di questo visto ha cambiato tutto: ovvero la possibilità di rimanere un anno e poter lavorare per finanziare il tutto. Era una grande opportunità, proprio quello che serviva per trasformare il sogno in realtà. Due anni solo per progettare. Due anni in cui ho finito l'università e lavorato, in cui passavo ogni minuto libero a guardare documentari, leggere guide e spulciare siti per pianificare le tappe del mio viaggio senza rischiare di perdermi qualcosa. Avevo già viaggiato in passato, ma l'Australia è stato qualcosa di diverso. Non è stato un viaggio, è stato il viaggio, un'esperienza di vita che sarà difficile ripetere altrove: vivere in un furgone, non avere una tabella di marcia, vedere cose e posti unici. A volte è stato difficile, come quando si è rotto il motore dl mio van "Vanilla", o quando non si riusciva a dormire per il freddo in Tasmania o per il caldo nel Northen Territory, ma ogni difficoltà è stata ripagata mille volte da esperienze positive.
Il titolo del tuo viaggio è quindi “L’Australia con Van-illa”?
Esatto, anche se i primi tre mesi sono rimasta fissa a Melbourne, primo per migliorare il mio inglese, poi alla ricerca di un mezzo di trasporto che mi accompagnasse nel mio viaggio intorno al Paese. Non pensavo potesse essere così difficile trovare un buon van, considerata la quantità di persone che viaggiano in questo modo, ma mi sbagliavo. Forse perché sono un architetto e nessuno dei van mi soddisfaceva. Alla fine ho comprato un van da lavoro e ho costruito io i mobili usando del cartone. Viaggiare in un furgone è il modo migliore per vedere l'Australia, perché molte zone non sono raggiungibili con mezzi pubblici e perché puoi decidere il tuo itinerario e prenderti i tuoi tempi. Non oso neppure immaginare quante cose mi sarei persa senza la mia adorata Van-illa (devi dare un nome al tuo van da viaggio!) anche se mi ha lasciata a piedi più di una volta. Certo, puoi fare l'autostop, ma ci sono strade che non sono molto trafficate e l'idea di passare un anno intero con lo zaino sulle spalle non mi attrae. C'è chi sceglie la combinazione auto-tenda, ma lo reputo troppo faticoso e stressante: montare una tenda ogni sera e smontarla ogni mattina, senza considerare pioggia, vento, il freddo, il caldo e i ragni. Il furgone è il compromesso migliore: molto meno costoso di un camper, ma comunque comodo, hai tutto quello che ti serve sempre con te e, se ti stanchi, puoi accostare e sul retro c'è un letto pronto che ti aspetta. Con Vanilla ho percorso 42.000 chilometri girando l'Australia partendo da sud, risalendo la costa est, passando per il centro e scendendo la costa ovest.
Martina Califano e il van Vanilla
Vanilla, il van di Martina
L'ultimo viaggio?
L'ultimo viaggio è stato l'Andalusia: un “on the road” tra le città, la cultura e la storia più che nella natura. Sono arrivata a Malaga durante la Feria: un'esplosione di suoni e colori. Ho visitato ciò che rimane degli edifici moreschi, inglobati e modificati dalle costruzioni dei secoli successivi, ma comunque affascinanti. Ho camminato tra le vie di una città che sembrava uscita da un film western. Sul mio canale Youtube faccio vedere tutte queste esperienze, condividendo le mie esperienze, dando consigli e cercando di far capire alle persone tutto quello che ti può regalare un viaggio. Quello che voglio comunicare è che tutti possono viaggiare, c'è una meta adatta per ognuno di noi (anzi, molte di più) e che il mondo è pieno di posti meravigliosi che aspettano di essere visti, piatti che meritano di essere assaggiati e persone conosciute.
Martina Califano a Gunlom Falls, Northern Territory, Australia
Martina in cima alle Gunlom Falls, in Australia
Che cosa sogni a occhi aperti?
Sogno di girare gli Stati uniti come ho fatto con l'Australia. Poi la Nuova Zelanda, fare la crociera in Antartide. Sogno il Vietnam e il Sud Africa, i Paesi del nord Europa e il Giappone, la Cina, il Perù. Sogno viaggi. Punto. Vorrei poter vedere il mondo e raccontarlo, quindi trasformare tutto questo in un lavoro. “Travel blogger” suona bene: dare consigli attraverso i miei video e diari di bordo. L'Australia mi ha insegnato che posso farlo e, soprattutto, che è quello che voglio.