Dopo i primi 8 Gran Premi stagionali sono solo tre i piloti di Formula 1 a non aver preso nemmeno un punto: Roberto Merhi, Will Stevens e Fernando Alonso. Guidando la derelitta Marussia che in 62 GP ha raccolto la miseria di 2 punti i primi due sono tutto sommato giustificati. Nessuno invece poteva immaginare lo spagnolo ancora a secco a questo punto dell’annata. Fernando non sperimentava un calvario di questo genere dal 2001, sua annata d’esordio nel Mondiale. Continuando con questo ritmo potrebbe realizzare un record incredibile: mai nessun campione del mondo è infatti rimasto a quota zero in un campionato composto da almeno 14 gare. Al momento queste le sono le peggiori annate degli iridati.
1) Graham Hill: 1973 con la Shadow, 0 punti in 12 GP
Diciotto stagioni di Formula 1 sono tantissime per un pilota nato negli anni Venti: è naturale quindi che a fronte di picchi inarrivabili, come i Mondiali vinti nel 1962 con la Brm e nel 1968 con la Lotus, ci siano state anche annate disastrose. Come le prime due con la Lotus (1958-59) contrassegnate da 0 punti in complessivi 15 GP. Ma poiché qui parliamo di stagioni deludenti dopo la conquista del Mondiale, prendiamo in considerazione gli anni Settanta: nel 1973 con la Shadow l’inglese disputò 12 GP (dei 15 in calendario) ottenendo come miglior risultato il 9° posto (all’epoca i punti andavano ai primi 6) al GP Belgio. L’anno dopo passò alla Lola sperando di trovare miglior fortuna: invece in 15 gare si dovette accontentare di un solo punto, frutto del 6° posto al GP Svezia.
2) Mario Andretti: 1980 con la Lotus, 1 punto in 14 GP
Campione del mondo nel 1978 con la Lotus, Piedone restò fedele alla scuderia di Colin Chapman anche nelle stagioni successive. Dodicesimo nel Mondiale del 1979, Andretti visse un autentico calvario l’anno dopo: ritiro per l’iniezione in Argentina, incidente in Brasile, 12° posto in SudAfrica, incidente al GP Usa Ovest, cambio rotto in Belgio, 7° posto a Montecarlo, di nuovo il cambio saltato in Francia e Gran Bretagna. Un altro 7° posto in Germania, il motore KO in Austria, Italia e Canada, intramezzati dalla fine del carburante in Olanda. Riepilogando: 13 GP e zero punti. Restava solo il GP Usa Est, a Watkins Glen: scavalcando Arnoux a 4 giri dal termine, Andretti si garantì il 6° posto che gli valse l’unico punto stagionale.
3) Emerson Fittipaldi: 1979 con la Copersucar, 1 punto in 15 GP
Iridato nel 1972 con la Lotus e nel 1974 con la McLaren, nel 1976 ebbe la malaugurata idea di diventare pilota della Copersucar, la scuderia fondata dal fratello Wilson. Al primo anno Emerson portò a casa la miseria di 3 sesti posti, ma in quelli successivi il suo bottino continuò a crescere: 11 punti nel 1977 e 17 (con un podio) nel 1978. Quando però la scuderia sembrava pronta a sbocciare, nel 1979, si confrontò con due monoposto, la F5A e la F6, palesemente inaffidabili. Eppure Emerson iniziò l’annata con il 6° posto in Argentina. Ma nei successivi 14 GP fu fermato da ogni tipo di problema: 2 volte il motore, 2 l’iniezione, una a testa trasmissione, valvole e freni. Quando tagliò il traguardo incassò un 7° posto, due ottavi, un 9°, due undicesimi e un 13°.
4) Phil Hill: 1964 con la Cooper, 1 punto in 9 GP
Dopo essersi tolto soddisfazioni di ogni tipo con la Ferrari (fra cui tre 24 Ore di Le Mans nel 1958, 1961 e 1962), incluso il Mondiale di Formula 1 vinto nel 1961 (complice l’incidente mortale di Von Trips a Monza), l’americano seguì alcuni fuoriusciti del Cavallino nella neonata ATS. Una scelta pessima perché trascorse un anno patendo ogni tipo di problema, inclusa l’indisponibilità della monoposto per il week-end di gara. Così nel 1964 Hill si accordò con la Cooper, ma la sua sorte cambiò di poco: 6 ritiri, l’8° posto in Olanda, il 7° posto in Francia e il 6° in Gran Bretagna, ma a due giri dal vincitore. Rimarrà il suo ultimo punto in Formula 1.
5) Jody Scheckter: 1980 con la Ferrari, 2 punti in 13 GP
Più che per il suo titolo iridato, il sudafricano è ancora oggi ricordato per la peggiore stagione fatta segnare da un campione in carica. Nel 1979, supportato dalla Ferrari 312T4, Scheckter non diede scampo ai suoi avversari. La 312T5 dell’anno seguente incontrò invece problemi di ogni tipo: in primis di affidabilità perché nei primi 3 GP dell’anno nessuna delle due monoposto raggiunse il traguardo. Superato questo limite, i piloti si scontrarono con i limiti aerodinamici dell’auto. Scheckter ottenne il suo miglior risultato stagionale a Long Beach dove fu 5° poi annaspò con una sequenza di piazzamenti mediocri, dall’ottava piazza in giù. Chiuse l’annata e la sua carriera con l’11° posto a Watkins Glen.
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