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Playlist: 5 icone della scena hip-hop giapponese

Non farti cogliere impreparato dallo sbarco in Giappone del Red Bull Bc One
Di Chris Parkin
3 minuti di letturaPublished on
DJ Krush performing at The Garden Beyond for Red Bull Music Academy.

DJ Krush

© Yusaku Aoki/Red Bull Content Pool

In Giappone la scena hip-hop ha avuto un periodo di gestazione molto più lungo rispetto agli altri paesi. Da Yellow Magic Orchestra di Rap Phenomena del 1981, passando per il film Wild Style e le diverse label fashion, la rivoluzione hip-hop ha contagiato lentamente tutto il Giappone. Ispirata dagli elementi visual della sottocultura - graffiti e streetwear – la giovane generazione giapponese è scesa in strada e con l’avvento del turntablist ha adattato il linguaggio al beat hip-hop. Prima che il Red Bull BC One World Finals arrivino a Nagoya, qui puoi scoprire i nomi più importanti della scena nipponica.
Il 3 dicembre non perderti il Red Bull BC One World Finals di Nagoya, Giappone, in diretta suRed Bull TV.
DJ Krush
Come molti dei capostipiti dell’hip-hop giapponese, DJ Krush ha fatto parte dei musicisti di strada che iniziarono a ballare breakdance allo Yoyogi Park. Ispirato da Wild Style, si è poi concentrato sul turntablism intorno alla metà degli anni '80 e nel decennio successivo è diventato una star globale, uscendo con Mo'Wax e Ninja Tune, lavorando con Guru e CL Smooth e collaborando con DJ Shadow su un classico come Duality. Non dimentichiamo inoltre il duo Krush Possee dei primi anni ’90.
Scha Dara Parr
Questo trio di veterani (MC Bose, Ani e DJ Shinco) è conosciuto per essere giocherellone e fare il verso a band come i Beastie Boys. Ma il loro stile è lentamente cambiato e la musica dei Scha Dara Parr ha avvicinato i giovani, molto più di altre, all’hip hop giapponese. La loro hit più famosa è del 1994, Kon'ya wa Boogie-Back, con Kenji Ozawa. Segnaliamo anche la loro comparsa in Long Island Wildin, estratta da Buhloone Mindstate (1993) di De La Soul.
King Giddra
Nati nel 1993 dall’unione di K Dub Shine, Zeebra e DJ Oasis, si sono ispirati nel nome al drago a tre teste di Godzilla, annunciando così un suono infuocato. Tutti e tre i membri hanno vissuto negli Stati Uniti e hanno portato con sé sonorità influenzate dalla furia dei Public Enemy. Sul suolo giapponese la loro ira si è poi trasformata in un attacco ai sistemi corrotti e nella diffusione di opinioni molto controverse, come in Bullet Of Truth.
Lamp Eye
Quando il J-pop ha abbandonato l’hip hop per dirigersi verso suoni più overground, avrebbe dovuto pagarne il prezzo. O almeno così pensavano gruppi underground come gli Lamp Eye, Rino Latina II, Gama e DJ Yas. A loro tutto ciò non è piaciuto e l’hanno espresso chiaramente in un loro classico, Shogen, che ha accumunato altri rapper inferociti come You The Rock, Twigy, GK Maryan, Dev Large e King Giddra's Zeebra. È rimasto un classico tra gli appassionati di hip-hop giapponesi.
Nujabes
I due produttori non hanno condiviso molto in termini di musica, ma come J Dilla a Detroit, a Tokyo Nujabes, morto giovane a 36 anni, ha lasciato un catalogo di nuovo influente e allettanti possibilità. Proprietario di un negozio di dischi, fondatore di un’etichetta (Hydeout Productions) e produttore che ha sperimentato beat jazz proponendoli al mondo rapper e a musicisti come Uyama Hiroto, Shing02 (ascolta la serie Luv (sic)), Minmi, CYNE, CL Smooth e Terry Callier: l’influenza di Nujabes sulla moderna scena hip-hop giapponese è incalcolabile.
The Red Bull BC One 2016 World Finals prenderà il via a Nagoya (Giappone), il 3 dicembre. Seguilo live su Red Bull TV
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