Dominik
Paris
Data di nascita | 14 Aprile 1989 |
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Luogo di nascita | Merano |
Età | 36 |
Nazionalità | Italia |
Discipline | Sci Alpino |
Le montagne non si possono comprare.
Non si possono prendere in prestito.
Non si possono spostare.
Sono come giganti sonnacchiosi che il destino e la natura hanno messo lì, migliaia di anni fa, e che la mano dell’uomo ha trasformato, ha levigato, ha modellato, fino a rendere leggende.
Per questo ci sono titoli che da soli valgono un racconto, nomi che diventano metafora della lotta eterna tra l’atleta e gli elementi, che vengono sfidati nella loro espressione più feroce.
Lingue di neve adagiate sui monti di mezzo Mondo, con pendenze oltre la comprensione umana, con picchi di velocità insostenibili per chiunque, con il vuoto sotto agli sci sempre pronto a manifestarsi.
La Streif, a Kitzbuhel.
La Stelvio, a Bormio.
La Kandahar, a Garmisch.
Basterebbe questo.
Basterebbero queste tre medaglie al merito, già appuntate sul torace largo e forte di Dominik Paris, per capirne il valore assoluto.
Non sono in molti, nella storia, ad aver domato tutte le discese più ambite e rispettate dell’intero circuito, e il campione della Val d’Ultimo appartiene a questa ristrettissima cerchia di divinità della neve.
Ci sono le Olimpiadi, certo.
Ci sono i Mondiali, ai quali Domme ha vinto anche due medaglie.
Ma quello che fa davvero la differenza nella loro carriera è la capacità di incidere il proprio nome sulla corteccia dei pini secolari che contornano le discese più tecniche e complicate al Mondo, per entrare a far parte del club più esclusivo che ci sia.
Parlare della discesa e parlare dei discesisti vuol dire fare un viaggio alla scoperta di un universo parallelo, in cui paura e coraggio hanno sicuramente significati diversi da quelli che gli attribuiamo noi, comuni mortali.
La ricerca del limite diventa esiziale.
Il desiderio di spingersi oltre è la sola ricetta capace di sostenere il sogno di grandezza degli uomini jet, che senza alcun timore affrontano pezzi di parete verticale, aggrappati soltanto a sci che il tempo rende sempre più veloci, a gambe fatte di marmo e ad una volontà di ferro.
La pista va aggredita.
Con rispetto, ma bisogna attaccarla, perché altrimenti, se no, lo farà lei.
E parlare con Paris significa entrare dalla porta principale di un Mondo unico, fatto di salti, fatto di adrenalina e di amore per la montagna, che già il piccolo Domme, quando era solo un bambino, coltivava con passione.
Le leggende sulle sue innate qualità si sprecano, e narrano di un ragazzo talmente portato per la disciplina da riuscire a capire con quale paio di sci avesse fatto il tempo più basso, anche se la differenza finale era di centesimi, su una pista lunga chilometri.
Una sensibilità tecnica che ha dato spessore e profondità alla sua esuberanza fisica, regalandoci un campione eterno e senza tempo.
Dominik, ancora nel pieno del suo splendore tecnico e atletico, è già sul podio degli azzurri più titolati del secolo abbondante di storia del nostro sci. Davanti a lui soltanto Alberto Tomba e Gustav Thoni, che di mestiere, però, preferivano i paletti stretti e le velocità più contenute.
La neve e la fatica.
Le origini e la famiglia.
Il rock e la musica: tutto si comprime dentro la vita di uno degli sciatori più iconici del Terzo Millennio, restituendone un ritratto indimenticabile e poderoso.
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CHI È DOMINIK PARIS?Dominik Paris è uno Sciatore Italiano dato il 14 aprile 1989 a Merano in Trentino Alto Adige. All’età di 15 partecipa alle prime gare FIS mentre l’esordio in Coppa Europa avvenne nel 2007. La stagione 2012/2013 rappresenta un momento d’oro per Paris: a Bormio la sua prima vittoria nell’ambito della Coppa del Mondo per poi conquistare uno spettacolare 1° posto sulla famigerata pista di Streif a Kitzbühel e la medaglia d’argento ai Mondiali di Schladming. Complessivamente, Dominik Paris, ha conquistato 19 vittorie (15 in discesa libera e 4 in super gigante), una Coppa del Mondo di Super G e 35 podi totali in Coppa del Mondo.