Flavio
Cobolli
Data di nascita | 6 Maggio 2002 |
|---|---|
Età | 24 |
Nazionalità | Italia |
Disciplina | Tennis Singles |
In un tennis che premia il calcolo e la freddezza, Flavio Cobolli è l'eccezione che emoziona: l'interprete più istintivo e umano di un'intera generazione.
Nato a Firenze, cresciuto a Roma. Due anime, due terre, come una doppia eredità che si porta dentro: il garbo dell’una, il fuoco dell’altra.
C’è un bambino, da qualche parte tra le strade della capitale, che corre con un pallone tra i piedi e una racchetta nello zaino. Per anni le due passioni convivono gomito a gomito, finché a tredici anni arriva il bivio: il calcio o il tennis. Sceglie la strada più ripida, quella che spaventa di più, perché è nelle sfide più grandi che si sente vivo. È tutto qui, in fondo, l’istinto di chi non cerca la via più comoda, ma quella che mette alla prova.
Terzino destro nelle giovanili della Roma, la sua squadra del cuore, lascia il prato verde per la terra rossa senza voltarsi indietro. Ma il calcio non lo abbandona mai del tutto: resta nel modo di giocare, di esultare, di soffrire ogni punto come fosse l’ultimo. Resta nella fede giallorossa, cucita addosso come una seconda pelle.
Il tennis, per lui, è un affare di famiglia. A guidarlo c’è da sempre il padre Stefano, ex professionista e oggi suo allenatore: maestro, complice e primo metro di paragone. Una carriera costruita in casa, a quattro mani, con la pazienza di chi sa che le cose importanti arrivano tardi e si conquistano una ad una.
Il 2025 è l’anno in cui tutto prende forma. Cobolli scala il ranking, conquista il suo primo titolo, vola fino ai quarti di finale a Wimbledon. E poi arriva la notte che lo consacra. Novembre 2025, finale di Coppa Davis: l’Italia vince, e Flavio è tra i suoi eroi. In semifinale annulla sette match-point in un tie-break interminabile, chiuso 17-15 — uno dei più lunghi nella storia della competizione. Lì dentro c’è tutto di lui: il rifiuto di arrendersi, la testa che non molla, il cuore che batte più forte proprio quando il punto pesa di più.
Il 2026 lo proietta ancora più in alto.
A Parigi, sulla terra rossa del Roland Garros, Flavio si spinge fino all’ultimo atto e disputa la prima finale Slam della carriera. Davanti ad Alexander Zverev cede soltanto al quinto set, al termine di una battaglia di oltre quattro ore in cui rimonta lo svantaggio set dopo set: il sogno si ferma a un passo, ma quella cavalcata lo consegna per la prima volta tra i primi dieci del mondo.
Destro, rovescio a due mani, gioco aggressivo che vive di scambi lunghi e nervi saldi. Ma a distinguerlo non è la tecnica: è l’intensità. Una carica agonistica che si accende sotto pressione, una sincerità disarmante che fa di ogni sua partita un piccolo spettacolo emotivo. Per questo i tifosi lo amano — non per quello che vince soltanto, ma per come lo vive. Resta, in fondo, lo stesso ragazzo che ama le sfide più di ogni altra cosa. Oggi le affronta sui palcoscenici più importanti del mondo, con la stessa fame di sempre.
CHI È FLAVIO COBOLLI: Flavio Cobolli è un tennista italiano nato a Firenze il 6 maggio 2002. Introdotto al tennis dal padre Stefano, ex professionista e oggi suo allenatore, esordisce nel circuito ATP nel 2021 grazie a una wild card al torneo di Parma, dove nel 2025 conquista poi il suo primo titolo al Romanian Open di Bucarest. Nello stesso anno vince la Coppa Davis con l'Italia, mentre nel 2026 raggiunge la prima finale Slam della carriera al Roland Garros, risultato che lo consacra per la prima volta nella top 10 del ranking mondiale.
Palmarès
2026
- Roland Garros (Francia), Grande Slam – finalista
- Monaco di Baviera (Germania), ATP 500 – finalista
- Acapulco (Messico), ATP 500, cemento – titolo
2025
- Wimbledon (Regno Unito), Grande Slam – Quarti di Finale
- Coppa Davis – campione con l'Italia
- Amburgo (Germania), ATP 500, terra rossa - titolo
- Bucarest (Romania), ATP 250, terra rossa - titolo
2024
- Washington (USA), ATP 500 – finalista