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La storia dell’uomo che guidò dentro un tornado e ne uscì vivo

© Kyle Wheeler
Di Red Bull Team
Incontro con Ronan Nagle, che ha sfidato gli uragani per realizzare alcune delle immagini più incredibili mai catturate da una telecamera
Il produttore cinematografico Ronan Nagle e il cameraman IMAX Sean Casey si sono conosciuti a metà degli anni ‘90, alla scuola di cinema, e già a quei tempi Casey aveva in testa un’idea balzana: entrare con un veicolo a motore dentro il cuore di un tornado e filmarlo dall’interno.
Quando Casey ne parlò con Nagle, quest’ultimo aderì subito con entusiasmo. I due passarono quindi buona parte dei successivi 10 anni andando a caccia di tempeste nel loro TIV, acronimo di Tornado Intercept Vehicle, un mezzo appositamente costruito per quella folle missione. Ma nonostante tutti gli sforzi, per diversi anni mancarono l’obiettivo. Finché nel 2009, finalmente, non riuscirono a centrarlo in pieno.
Quelle riprese furono il clou del film "Tornado Alley", uscito nel 2011, e uno dei momenti più memorabili della fortunata serie Tv Stormchasers. Film e Serie Tv in cui Nagle, oltre a ricoprire il ruolo di produttore, era anche l’uomo al volante.
Per celebrare il decennale di quell’incredibile avventura, abbiamo incontrato Ronan per farci raccontare qualche dettaglio in più sulla storia dell’uomo che guidò dentro un tornado e ne uscì vivo.
Cosa vi ha spinto ad andare a caccia di tempeste?
Sean e io non eravamo scienziati, non sapevamo nulla di clima e meteo, volevamo solo catturare la bellezza dei tornado. Sono tra i fenomeni meteorologici più affascinanti al mondo, così inafferrabili, violenti e spettacolari, quelle grandi proboscidi che corrono a tutta velocità per i campi. Però non ci aspettavamo che quell’idea si trasformasse in questa gigantesca avventura.
La verità è che sono andato completamente in fissa. Amavo questo stile di vita, la paura, l’agitazione e l’adrenalina che si provano di fronte a un fenomeno naturale di quel tipo. Ci sono tante pause e momenti morti, nell’attesa che si verifichino le condizioni per una nuova tromba d’aria, ma quando poi succede e ti ritrovi faccia a faccia con quel fenomeno è tutto così intenso che ne vuoi sempre di più. Mi piace vivere sul filo del rasoio. Oggi tra le altre cose faccio il pompiere, il tecnico al pronto soccorso e guido l’ambulanza, è così che mi garantisco la mia dose di emozioni forti, ora che ho smesso di cacciare tempeste.
Ronan P. Nagle, una leggenda tra i cacciatori di tempeste
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Anche spiegata così, l’idea di guidare nel cuore di un tornado non sembra molto sensata…
Sì, sembra una follia. Personalmente l’ho fatto per 10 volte, ma ci ho messo un po’ a capire come farlo nel modo giusto. Così è nato il TIV, il nostro Tornado Intercept Vehicle, progettato per essere guidato sulla traiettoria del tornado, chiodi e flap utili ad ancorarlo al terreno e reggere l’impatto. L’idea era di mettersi in posizione, riuscire a resistere alla forza del tornado e avere il tempo per riprendere tutto. Sean diceva sempre: “Abbiamo una possibilità a stagione, non sprechiamola”, ma all’inizio fu esattamente quello che accadde, non facevamo che inseguire tempeste e vederle passare sopra le nostre teste senza riuscire a catturarle veramente. Ma non ci siamo arresi, volevamo spingerci oltre i limiti mai raggiunti dall’uomo.
Mad Max? No, TIV - Tornado Intercept Vehicle
Mad Max? No, TIV - Tornado Intercept Vehicle
Come ti sei sentito la prima volta in cui hai provato a guidare dentro un tornado?
La prima volta in cui ho realizzato che sarei finito dentro il tornado penso sia stata il momento più terrificante della mia vita. Ricordo di aver schiacciato al massimo il pedale dell’acceleratore, con le gambe che mi tremavano violentemente. In alcune occasioni ci siamo imbattuti in tempeste notturne, e anche quelle sono molto spaventose perchè non riesci a vedere nulla di quel che succede. Ma dopo quella prima volta mi sono messo in testa di affrontare l’incontro coi tornado senza pensarci troppo, se non a giochi fatti. È l’unico modo per riuscire a farlo.
Il cielo si oscura, tempo di entrare in azione per il TIV
Il cielo si oscura, tempo di entrare in azione per il TIV
Qual è stata la battuta di caccia migliore?
Quella a Goshen, nel Wyoming, quando eravamo insieme a un grande team di scienziati, all’interno del più grande progetto di ricerca mai messo in piedi nel campo dei fenomeni atmosferici estremi. Per realizzare “la ripresa” che avevamo sempre sognato servivano una grande distesa in pianura, idealmente con qualche fattoria o fienile in stato d’abbandono,dove nessuno potesse farsi male. Quel giorno eravamo per strada, in una pianura sconfinata, abbiamo visto la tromba d’aria, l’abbiamo vista avvicinarsi, siamo riusciti a prepararci al meglio e a fissare bene la camera sulla torretta del TIV per riprendere il tornado nel momento in cui ci ha colpiti.
E cos’hai provato quando ti sei reso conto che eravate riusciti a realizzare quella ripresa?
È stato grandioso perché ci sono volute 10 stagioni per riuscirci. Lungo il percorso abbiamo girato immagini incredibili, ma nessuna era davvero come quella che avevamo in mente. Quella che incontrammo quel giorno non era una tromba d’aria così incredibile, ma siamo riusciti a fare riprese molto nitide che rendono tutta l’intensità di quel momento, ed è stato davvero appagante perché ci siamo resi conto, in quel momento, di avere finalmente quel che ci serviva per realizzare il film. Al sollievo si è mischiato però il brivido, perché ci siamo salvati per un pelo - Sean ha dovuto sistemare l’attrezzatura fino all’ultimissimo momento e una fila di cavi elettrici ci ha mancato di poco.
Arriva il tornado e Nagle si prepara ad affrontarlo
Arriva il tornado e Nagle si prepara ad affrontarlo
Sembra piuttosto pericoloso...
Sì, abbastanza, anche se abbiamo sempre fatto molta attenzione alla sicurezza. Il TIV era un mezzo sicuro per quelle missioni, è stato testato in ogni modo, ad esempio attaccandolo dietro un jet che si muoveva a 440kmh, e rilevando quanto fosse stabile anche in quelle condizioni. In più avevamo mezzi di sostegno dotati di radar in grado di descrivere e prevedere l’evoluzione della tempesta.
Qual è stata la velocità massima del vento che hai dovuto affrontare?
Quella volta a Goshen la centralina sul TIV ha rilevato una velocità di 210kmh, prima di essere divelta. Non è una velocità mostruosa per un tornado, ma se si tratta di qualcosa dentro cui devi guidare non credo si possa andare molto oltre. Sean una volta ha intercettato venti da 280kmh, piuttosto epico.
Per andare a caccia di tornado serve anche un camion radar
Per andare a caccia di tornado serve anche un camion radar
Questi venti possono provocare immense devastazioni: quali sono state le scene più impressionanti di cui siete stati testimoni?
Nessun cacciatore di tempeste vuole imbattersi in persone ferite o peggio, vuoi solo osservare da vicino la potenza e la spaventosa bellezza di questi incredibili fenomeni naturali. Ma ovviamente scegliendo volontariamente di avvicinarci il più possibile a questi mostri, ci siamo ritrovati spesso a essere i primi a poter intervenire, a raggiungere case devastate dal passaggio di un tornado e a trovare persone disperate in mezzo alla macerie, dovendo provare ad aiutarle.
Mi ricordo di una volta in cui non ero nel TIV, stavo guidando un semplice camion, di notte, che non è mai l’ideale. Si formò una tromba d’aria proprio davanti a noi, ho fatto appena in tempo a spostare il camion dalla linea del tornado per evitare di essere colpito e l’abbiamo visto dirigersi verso nord-est, sollevare di peso una casa prefabbricata e farla letteralmente esplodere. Ci siamo immediatamente diretti col camion in quella direzione, c’era un fortissimo odore di gas, linee elettriche abbattute, e trovammo un’anziana signora che stava là, attonita, con la trave portante della casa caduta proprio dietro le sue spalle. Era ricoperta di polvere e detriti, ma era viva, quasi incredula di essere sopravvissuta. È stato un momento davvero intenso, forse uno degli episodi di soccorso più tremendi e complicati che mi sia toccato vivere.
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Un temporale a supercella, visto da vicino
Raccontata la storia attraverso le parole di uno dei due protagonisti principali, rimane da dire qualcosa sull’altro “personaggio” che ha reso possibile tutto questo: il TIV. Il mezzo usato da Ronan e Sean è di fatto un grande treppiede mobile per una fotocamera IMAX. Il primo modello era basato su un pickup Ford F450, mentre per il TIV 2 si è partiti da un Dodge 2500, conservandone cruscotto, sterzo e trasmissione. La trasformazione in TIV ha richiesto 3 mesi di incessante lavoro su telaio e scocca, con la creazione di un nuovo scheletro con base in lamiera d’acciaio da 4 millimetri, struttura in acciaio tubolare e piastre d’acciaio saldate tutto intorno, e finestrini in policarbonato. Il tutto sormontato da una torretta, un tubo periscopico di 10 metri su cui è montata la camera, la strumentazione meteo e i radar. E con un sistema idraulico a quattro “gambe” che permette di mantenere stabile il veicolo.
Inside the TIV shot of cockpit and instruments used to chase and track tornadoes.
L'avveniristico abitacolo del TIV
Peso complessivo: quasi 8 tonnellate, che non impedisce al veicolo di poter raggiungere i 140kmh, grazie a un motore Cummins turbodiesel da 6700cc.
Insomma, qualcosa che sembra uscito dritto dalle avventure di Mad Max, il minimo per potersi spingere là dove nessuno era mai entrato e riuscire anche a uscirne vivi.