Carl Brave
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Musica

Vocabolario Carl Brave

6 frasi per imparare a conoscere meglio la storia, la musica e le ispirazioni di Carl Brave
Di Francesco Abazia
6 minuti di letturaPubblicato il
L’arrivo nel mercato discografico di un nuovo artista - in particolare, l’arrivo di un nuovo artista che fa il botto - viene spesso salutato con un paragone: si paragona il nuovo a qualcuno arrivato prima di lui, “il nuovo…” è una delle espressioni più utilizzate dai media di settore per parlare di newcomer. Quando “Polaroid” di Carl Brave e Franco126 è diventato il caso discografico dell’anno, non è stato possibile associarlo a quasi nulla di già presente. Non esisteva un Carl Brave prima di Carl Brave, e la controprova sono stati i goffi tentativi di paragoni col passato (tra cui gli Zeroassoluto). «Non ci siamo detti “bene, da ora facciamo i cantautori”. Abbiamo cominciato a fare i pezzi in questa maniera, abbiamo scoperto che c’era quella vena lì nel nostro modo di fare. Non credo ci sia mai stato nulla di preparato, ecco», aveva detto una volta Franco126 in una intervista su queste stesse pagine.
Era da poco uscito “Polaroid”, un disco che aveva cambiato il modo di fare rap in Italia, con un approccio che è stato poi replicato più e più volte e che ha fornito il ponte ideale tra il rap e l’indie, andandosi a proporre come naturale alternativa alla trap che dominava le classifiche. Da quel momento, la carriera di Carl Brave ha subito una impennata: dalle grosse collaborazioni ai palazzetti, arrivando al pop e ai tormentoni estivi (e, il 23 novembre, al Red Bull SoundClash con Frah Quintale). Oggi Carl Brave è, a ragione, una delle migliori pop star italiane, grazie, soprattutto all’uso “visivo” delle parole, della capacità di richiamare ricordi con poche, immediate frasi.

Solo Guai

Squaglio le ciocie sui sampietrini / amici desaparecidi / americane alla John Cabot
da Solo Guai
La romanità e il racconto di scene di vita tipicamente romane sono, da sempre, state al centro della poetica di Carl Brave. Fin dagli esordi, in particolare da “Solo Guai” - primo singolo della serie “Polaroid” comparso su Youtube - che mette in musica scena di un momento molto particolare a Roma, l’estate, quando il caldo diventa torrido e la città deserta. Il gioco di Carl Brave e Franco126 è sempre stato quello di strizzare l’occhio alla romanità sollecitando l’attenzione degli ascoltatori verso temi e immagini tipicamente romane, come le ciocie (le infradito in dialetto romano) o la John Cabot, la scuola americana al centro di Trastevere, il quartiere di Carl Brave, riuscendo a far rivivere ai fan scene e momenti che non per forza gli appartengono.

Barceloneta

Barceloneta che famo emigratis / Italianos? / Zompiamo la fila dei taxi ('nnamo)
da Barceloneta
L’estetica richiamata da Carl Brave è sempre stata immediatamente riconoscibile, figlia della capacità di utilizzare frasi semplici e comuni che possano generare ricordi e immedesimazione. In “Barceloneta” ad esempio - uno dei primi brani rilasciati dopo il successo di “Polaroid”, Carl Brave insieme con Franco126 e al featuring di Coez, descrive una vacanza a Barcellona - dove i tre si erano incontrati per il Primavera Sound - attraverso immagini e momenti familiari ai ragazzi in vacanza a Barcellona, in Spagna e chissà in quale altra parte del mondo. In questa frase, Carl Brave utilizza riferimenti “bassi” e molto popolari - gli Emigratis di Pio e Amedeo, così come la storpiatura delle parole spagnole in italiano - per costruire un racconto.

Fotografia

Lei fa "M'ama non m'ama" con un quadrifoglio / Noi testardi come onde su uno scoglio
da Fotografie
C’è un altro tema che torna spesso nei testi di Carl Brave: l’amore. Spesso i riferimenti all’amore sono un po’ malinconici, è un modo singolare di parlare d’amore, molto intimo eppure disilluso, come chi sa già come quella relazione andrà a finire, male. In “Fotografia” si rivive questa sensazione, a partire dalla prima frase: un m’ama non m’ama con un quadrifoglio si concluderà, ovviamente, con un non m’ama. “Fotografia” è anche il sigolo che anticipa il primo album solista di Carl Brave, “Notti Brave”, quello della sua consacrazione. Il singolo, con i feat di Francesca Michielin e Fabri Fibra diventa un tormentone estivo, finendo in rotazione in radio e iscrivendo forse per la prima volta, il nome di Carl Brave nel pop italiano.

E10

Carl Brave
Carl Brave
Dai ti prego accanna amo' con il pianto gre-co / non ti reggo proprio poi lo sai che non mi regolo
da E10
Nell’intervista rilasciata qualche anno fa qui su RedBull.com, parlando delle sue produzioni ha detto: «Sono suoni scelti tra cose che non vanno particolarmente di moda, almeno qui, tipo il sax, violoncello e cose del genere. Sono leggeri, come le parole». Anche il mood produttivo di Carl Brave infatti è arrivato come un piccolo fulmine a ciel sereno nel rap italiano caratterizzato dall’esplosione della trap. Un suono perfettamente studiato non solo per sposarsi con l’ambientazione delle tracce, ma anche con le sue parole, in modo da creare un bel contrasto creativo tra le due dimensioni. In E10 ad esempio, brano realizzato in collaborazione con due membri della Love Gang, Pretty Solero e Ugo Borghetti, Brave utilizza una produzione molto armoniosa e allegra per parlare di un amore finito, come in questa frase, che non manca di mettere in risalto la sua romanità.

Posso

Ho fatto il vento dall'hotel / che mi porta sempre fino là da te
da Posso
Il successo solista di Carl Brave è stato folgorante, improvviso per quanto preventivabile. Un successo che l’ha spinto a pieno titolo nel pop-game italiano, e l’ha visto accompagnarsi a tanti nomi dello stesso. Una delle caratteristiche di Carl Brave infatti, resta la sua naturale predisposizione alle collaborazioni, durante le quali riesce comunque a non snaturare la sua scrittura, restando fedele alla sua idea di musica. “Posso” è uno degli esempi più eclatanti di questa direzione intrapresa da Carl Brave: con il featuring di Max Gazzè, il brano è stato una delle hit della scorsa stagione musicale italiana, accompagnato dalle solite frasi ironiche e iconiche di Carl Brave. Come questa, in cui utilizza un’espressione tipicamente romana “fare il vento” (e cioè andar via da un esercizio commerciale senza pagare il conto), per restituire l’idea di essere sempre lo stesso Carl Brave.

Vivere tutte le vite

Ti sta una crema il tuo dialetto di Cremona / S'abbina bene bene a quello mio di Roma
da Vivere tutte le vite
Uno dei pezzi dell’estate 2019, in Italia, è stato certamente “Vivere tutte le vite”, di Elisa e Carl Brave. Parlando della collaborazione, Carl Brave ha detto: [Elisa] mi ha contattato e mi ha chiesto di farci una strofa e rifarci la base. L'ho prodotta più reaggeton, ho aumentato i bpm de pezzo, l'ho resa più hit estiva». Il trademark musicale di Carl Brave lo ha reso uno degli artisti più riconoscibili del panorama musicale italiano, per le abilità da produttore, certo, ma soprattutto per la sue caratteristiche liriche, che testimonia anche in questa frase, dove ancora una volta gioca con la romanità, e con Roma, rendendo la Città Eterna un po’ più familiare a tutti i suoi fan.