Se c’è una persona che incarna per antonomasia il concetto rap di realness, quello è Redman. Il rapper e produttore, leggenda dell’East Cost Rap degli anni Novanta, nonostante i milioni di dischi venduti e i tour in tutto il mondo in più di 35 anni di carriera, ha mantenuto fede al valore cardine che per primo ha generato l’hip hop: la coerenza, la totale devozione al messaggio, il rap prima di qualsiasi cosa, anche dei soldi.
Rimane negli annali della Storia la sua puntata di MTV Cribs, il programma dove le celebrity accoglievano la troupe della TV musicale e facevano fare un tour della propria villa immensa, senza tralasciare saloni di marmo, Jacuzzi, garage grandi come hangar con dentro dozzine di supercar. L’episodio con protagonista Reginald “Redman” Noble invece è il più epico, perché con estrema fierezza e (anche sfottò) il nostro paladino delle rime apre le porte del suo duplex a Staten Island: una casetta popolare mezza scassata, tutta in disordine, con una scatola di scarpe piena di dollari stropicciati usata come cassaforte.
Alla fine Redman è sempre stato questo: un punk nel rap, uno che avrebbe potuto “tradire” il rap come hanno fatto un po’ tutti dandosi al pop ma che invece è rimasto fedele alle barre. Soltanto nel 2021, il suo freestyle “80 Barz” ha macinato milioni di visualizzazioni, perché il suo pubblico oceanico di adepti continua a seguirlo.
Tra l'altro, rimanendo a tema barre, Redman è tra i protagonisti annunciati del Red Bull 64 Bars Live 2026, il 3 ottobre a Taranto. Un bel traguardo, per una persona che è andata molto lontano grazie a un talento sopra le righe. Ma com’è iniziata e come si è evoluta la carriera di uno degli esemplari più rari di rapper? Scopriamolo.
Le origini
Reginald “Redman” Noble nasce il 17 aprile 1970 a Newark, New Jersey. Dopo l'espulsione dall'università e l'allontanamento da casa per qualche guaio di piccola entità con la legge, inizia la sua carriera come DJ e MC con il nome di "DJ Kut-Killa". La svolta arriva quando Erick Sermon degli EPMD lo scopre mentre lavora come DJ per i Lords of the Underground; Sermon lo invita a vivere con lui e lo porta in tour come freestyler. Il debutto ufficiale avviene nel 1990 nell'album degli EPMD Business as Usual, seguito dal primo acclamato lavoro solista, Whut? Thee Album, nel 1992. Nel 1994 pubblica il secondo album, Dare Iz a Darkside, prodotto in gran parte da lui stesso durante un periodo personale particolarmente difficile.
Muddy Waters e il successo
Il successo critico e commerciale si consolida nel 1996 con l'uscita di Muddy Waters, considerata la sua opera prima e uno dei suoi lavori migliori, certificato disco d'oro l'anno successivo. L'album contiene singoli di successo come "Whateva Man" e "It's Like That". In questo periodo, Redman stringe amicizie chiave con Method Man, già membro del Wu-Tang Clan, e Tupac Shakur, apparendo insieme a loro nel brano "Got my Mind Made Up" nell'album leggendario di di 2Pac, All Eyez on Me.
Blackout e la fine degli anni Novanta
Verso la fine dei gloriosi Novanta, Redman entra a far parte del gruppo Def Squad, con cui pubblica l'album El Niño nel 1998. Nello stesso anno rilascia Doc's Da Name 2000, che supera le vendite dei lavori precedenti ottenendo il disco di platino. La fine degli anni Novanta segna l'inizio del fortunato sodalizio con Method Man, che porta nel 1999 alla pubblicazione del loro primo album collaborativo di grande successo, Blackout! Da allora l’amicizia e il sodalizio artistico tra i due saranno sempre più consistenti.
Gli anni Duemila e Blackout II
Il nuovo millennio si apre con l'album solista Malpractice (2001) e un enorme successo internazionale grazie alla collaborazione con Christina Aguilera nel singolo Dirrty. Parallelamente, Redman intraprende una carriera cinematografica, recitando con Method Man nel film How High e nella sitcom Method & Red. Dopo una pausa dovuta ai rapidi cambiamenti nel panorama hip-hop, ritorna nel 2007 con Red Gone Wild. Nel 2009 esce finalmente il sequel Blackout! 2 con Method Man, seguito nel 2010 dall'album solista Reggie, un progetto che esplora ironicamente sonorità più vicine al pop.
Nonostante la sua notorietà. Redman ha sempre tenuto alla sua vita privata, e forse anche per questo non ha mai voluto compiere il grande passo da cui non si può più tornare indietro. Quello della fama e dei milioni di dollari. Quello che può distruggerti letteralmente se non sai gestirlo. «Adoro la libertà di muovermi senza guardie del corpo, o senza questo o senza quello, o di poter portare i miei figli in giro senza guardie del corpo, o di stare con la mia famiglia senza tutte quelle sciocchezze» ha raccontato nel 2014 a XXL Magazine. «Vengo riconosciuto come artista che ha venduto 50 milioni di dischi, ma è più un: «Sì, sei proprio tu quel tipo, Red».
Il presente
Negli ultimi anni, Redman rimane attivo con la pubblicazione di Mudface nel 2015 e dell'EP 3 Joints nel 2020 tramite la sua etichetta Gilla House. Nel 2021, il video musicale di "80 Barz" accumula milioni di visualizzazioni in breve tempo. Recentemente, dopo una lunga attesa e varie anticipazioni sui social media, completa il cerchio della sua discografia pubblicando ufficialmente, il 24 dicembre 2024, l'atteso album Muddy Waters Too. Il 3 ottobre 2026 partecipa al Red Bull 64 Bars Live a Taranto.