Le corse in moto offroad, Supercross e Motocross, sono due mondi molto diversi. Le gare di motocross outdoor sono molto più lunghe e impegnative, per l’uomo e per il mezzo. Non sorprende che l’approccio fisico e mentale alle due discipline sia parecchio differente. Il punto è che i protagonisti nella scena della dirt-bike statunitense sono gli stessi. Il passaggio da indoor e outdoor richiede un adattamento non semplice e una preparazione specifica.
Per capirci qualcosa in più potete guardare questo video con Marvin Musquin e più sotto qualche dettaglio in più su come gestiscono questo passaggio il rider francese e il suo team.
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MX, come prepararsi alla stagione outdoor
Marvin Musquin spiega come affronta il passaggio dal Supercross a al Motocross
L’aspetto tecnico
Dal momento che il Motocross prevede velocità elevate (che possono superare i 110kmh), su superfici molto irregolari, è importante che il set-up della moto sia più morbido per permetterle di assorbire i colpi e affrontare con più agilità le grandi gobbe dei circuiti. Per rider che hanno trascorso gli ultimi 5 mesi correndo su moto molto rigide come quelle del Supercross può essere stressante saltare di colpo su qualcosa di più morbido. Immaginate di fissare il sole per poi cercare di farvi strada in una caverna buia.
Per aiutare i propri piloti i team spesso li preparano un passo alla volta con modifiche graduali che portano da un set-up da supercross a uno da motocross. Facilitare il passaggio di un pilota a un giusto set-up non è sempre garanzia di successo. In uno sport in cui i limiti tecnologici vengono continuamente spostati in avanti poche cose rimangono uguali anno dopo anno. Elementi come telaio, motore, sospensioni possono cambiare in maniera significativa, per cui i team non possono sempre fare affidamento sui dati raccolti nella stagione precedente e devono fare molti test prima dell’inizio della stagione. Alcuni ci riescono, mentre per altri è più difficile trovare l’assetto giusto prima di metà stagione. Sempre che ci riescano.
L’aspetto fisico
Una delle principali difficoltà per i rider è la maggior durata delle gare di Motocross. Da quest’anno le gare di Supercross durano 20 minuti più un giro (fino all’anno scorso erano 20 giri), mentre nel Motocross si sale a 30 minuti più due giri, con due manche in un giorno.
Le piste sono più irregolari e insidiose e le temperature molto più alte, con tante gare che si svolgono a più di 35ºc. La sfida fisica per i piloti è molto più impegnativa. Per superarla devono abituarsi a sopportare un battito cardiaco di 170bpm (che ovviamente può variare da pilota a pilota) per lunghi periodi di tempo.
L’allenatore di Musquin, Aldon Baker, spiega che l’allenamento aerobico di Marvin è dato in gran parte da lunghe sessioni in moto: il rider francese mette insieme circa 1000 giri al mese. L’allenamento aerobico non è però l’unica cosa che un rider deve curare per essere competitivo. Riposo e tempi di recupero, un regime alimentare sano e un allenamento sulla forza sono altrettanto importanti. La cosa più importante è trovare il giusto equilibrio tra tutti questi aspetti essenziali. Se i pezzi del puzzle non si incastrano tra loro l’immagine del titolo di campione non prenderà mai forma.
