L'Audi RS Q e-tron si prepara ad affrontare la Dakar
© Kin Marcin/Red Bull Content Pool
Rally Raid

Dakar 2022: ecco tutti i dietro le quinte da conoscere prima del via

La gara più epica del mondo è molto difficile da seguire: persino chi vi partecipa non sa esattamente dove finirà. Ecco alcuni retroscena che vi permetteranno di sentirvi parte dell'edizione 2022
Di Josh Sampiero
8 minuti di letturaPubblicato il
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Non c'è una sola grande storia a essere raccontata, dentro ciascuna edizione della Dakar. Ce ne sono moltissime: avventurose, sfortunate, esaltanti, piccole, tutte loro contribuiscono a rendere unica la gara più epica del Motorsport mondiale. Non potrebbe essere altrimenti, dato che sono oltre 1.000 le persone (con annessi equipaggi al seguito) che a inizio gennaio si schiereranno sulla linea di partenza di Jeddah pronti per affrontare oltre 8.000 km di deserto. Ciascuno dei partecipanti ha dedicato un anno della propria vita - o, in alcuni casi, la vita intera - solo per poter essere lì in quel momento, e nessuno di loro è disposto a non scrivere la propria storia.
Non importa se si sia nelle prime posizioni dello schieramento - lì dove si sfidano mostri sacri del calibro di Sebastien Loeb, Stéphane Peterhansel e Carlos Sainz - o nelle retrovie, dove una gara nella gara viene disputata da coloro che sfidano cronometro, avversari e se stessi solamente con l'obiettivo di giungere al traguardo: tutti coloro che prendono parte a un'edizione della Dakar vogliono lasciare il proprio marchio sulla sabbia. Tra questa moltitudine di storie ne abbiamo scelte alcune - tanto piccole quanto grandi - che potrebbero interessarvi. E iniziare a farvi sentire le dune della Dakar sotto ai piedi.
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La lotta per la vittoria finale sarà affare della nuova classe T1+

Nelle passate edizioni a sfidarsi per il successo, tra le auto, sono state le Mini dello squadrone X-Raid e gli Hilux dei team Overdrive e Toyota Gazoo Racing. Le due auto erano diverse al punto da rispettare due regolamenti tecnici differenti: quello dedicato alle vetture a due ruote motrici nel caso dei Buggy di Mini, quello pensato per le macchine a trazione integrale nel caso dei pick-up Toyota. Negli scorsi anni le auto 4WD avevano a disposizione pneumatici più piccoli, più inclini alle forature e con una minore impronta a terra. Quest'anno, con l'introduzione di questa nuova classe di veicoli, potranno invece utilizzare gomme più grandi, un telaio di dimensioni maggiori e una più elevata escursione delle sospensioni.
Rimarrà invece prerogativa dei Buggy a due ruote motrici la possibilità di sgonfiare o gonfiare i pneumatici direttamente dall'abitacolo, in modo tale da massimizzare trazione, efficienza e consumo di carburante. Sarà invece la FIA a decidere, per quanto riguarda la differenza di potenza erogata, le dimensioni dei restrittori d'aria che dovranno essere installati sulle varie vetture.
In sostanza, questa modifica al regolamento mette i poco più sopra citati team alle prese con dei mezzi totalmente nuovi: i valori in campo potrebbero essere rimescolati, e non sono esclusi clamorosi cambiamenti in cima alla classifica. La Mini ha trionfato nelle ultime due edizioni della Dakar, ma Nasser Al-Attiyah e la sua Toyota hanno accusato oltre 80 forature in queste due corse. Questa nuova classe permetterà al qatariota di fare la differenza e conquistare così il suo quarto sigillo alla Dakar?
Nasser Al-Attiyah and Mathieu Baumel racing at Hail Rally during stage three in Hail, Saudi Arabia on December 10, 2021.
Nasser Al-Attiyah spera di vincere la Dakar per la quarta volta
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La nuova Audi RS Q e-tron

In questi ultimi mesi ha generato davvero molta curiosità la nuovissima Audi RS Q e-tron, il prototipo da 671 CV con cui la Casa dei Quattro Anelli si presenterà ai blocchi di partenza dell'edizione 2022 della Dakar. Questo ibrido, non del tutto elettrico e allo stesso tempo non del tutto a combustione interna, rappresenta un enorme passo avanti nello sviluppo di vetture totalmente elettriche che possano competere al più alto livello di gare off-road. La RS Q e-tron non ha ancora disputato la sua prima gara, ma chi l'ha vista in azione nel corso dei test sostiene che sia davvero velocissima una volta messa nelle condizioni di liberare la propria potenza. Non importa cosa accadrà sui percorsi delle Stage: la sua presenza, unita al fatto che al volante dei tre prototipi ci saranno Carlos Sainz, Stéphane Peterhansel e Matthias Ekström, basterà a elettrizzare i fan di tutto il mondo.
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Laia Sanz, pilota di moto finita dietro al volante portando con sé un bagaglio di abilità e determinazione

A Laia Sainz appartiene uno dei record più impressionanti della storia della Dakar. La spagnola è infatti riuscita nella tutt'altro che facile impresa di completare ogni singola Speciale a cui abbia preso parte dalla sua prima partecipazione (datata 2011) a oggi. Al termine della passata edizione Laia Sanz ha deciso di smontare di sella e di sedersi dietro a un volante: probabilmente avrà bisogno di qualche km in più degli altri per trovare il giusto ritmo a bordo del suo nuovo mezzo, ma siamo sicuri che a livello di navigazione e di resistenza non abbia nulla da invidiare a piloti molto più esperti di lei. Tenetela d'occhio, saprà sicuramente dire la sua!
Laia Sanz posing at the finish line of the Hail Rally in Hail, Saudi Arabia on December 11, 2021.
Laia Sanz passerà dalle due alle quattro ruote
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I giovani alla riscossa

La partecipazione alla Dakar non è alla portata di tutti, non c'è da nascondersi dietro a un dito. Sono necessarie risorse economiche importanti anche solo per potersi presentare al via, ed è questo uno dei motivi per cui moltissimi giovani piloti non sono mai riusciti a prendere parte alla corsa. Negli ultimi anni si è assistito però a un cambio di rotta, ed è stata la stessa Dakar a rendersi conto della necessità di nuove leve. A chi fare dunque particolare attenzione nel corso dell'edizione 2022? Nei side-by-side occhi puntati su Seth Quintero e Mitch Guthrie Jr, punte di diamante del Red Bull Off-Road Junior Team: entrambi hanno alle spalle una Dakar, e nel 2021 tutti e due sono stati capaci di mettere a segno tempi velocissimi. Tra le moto, invece, attenzione al giovane americano Mason Klein: assieme al suo compagno di squadra Bradley Cox - figlio di una leggenda della Dakar, Alfie Cox - si è dimostrato abile nella navigazione e costante nel rendimento. Tanto Klein quanto Cox faranno parte del team Bas Dakar, spesso utilizzato per svezzare talenti poi finiti nei team ufficiali.
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La navigazione e la prudenza nella guida regneranno sovrane

All'aumentare del livello della competizione, nella Dakar, spesso corrisponde anche un aumento delle velocità e - conseguentemente - anche dei rischi. Gli organizzatori hanno fatto del proprio meglio per limitare le velocità massime grazie a un roadbook tortuoso e complicato che nasconde diverse insidie a livello di navigazione. Non ci sono dubbi sul fatto che giungere per primi al traguardo sarà ancora la cosa fondamentale, ma mai come quest'anno diventerà importantissimo leggere e interpretare in fretta il roadbook. Essendo quest'ultimo consegnato in formato digitale, nessuno avrà tempo di prepararsi studiandolo in anticipo: si tratterà di scendere lungo il percorso della Stage e trovare la strada giusta. Il tutto in tempo reale.
Matthias Walkner performs during testing in Dubai, UAE on October 30th, 2021.
Matthias Walkner ha vinto la Dakar nel 2018
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Tra le moto sarà la gara di... chiunque

Le ultime 5 edizioni della Dakar hanno visto trionfare tra le moto 5 differenti piloti, tutti presenti al via anche di questa edizione. Questi cinque, assieme a diversi altri talentuosi piloti tanto giovani (come Daniel Sanders) quanto più esperti (come Nacho Cornejo), avranno la possibilità di lottare per la vittoria finale. I dati dicono questo: Red Bull KTM Factory Racing e le sue nuove moto potranno contare su quattro vincitori della Dakar, inclusi il vincitore della passata edizione Kevin Benavides e il Campione del Mondo 2021 del Mondiale Cross Country, Matthias Walkner. Basta questo per garantirsi la vittoria? Mai, in una corsa come la Dakar.
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Cosa invece è garantito: l'avventura

Poche sono le cose di cui siamo assolutamente certi. Che la gara scatterà l'1 gennaio, ad esempio; o che ci sarà parecchia sabbia; o che sarà molto lunga; o che sarà particolarmente impegnativa. Dopotutto, il fascino della Dakar è rappresentato proprio dal fatto che non si sia di fronte a piloti che gareggiano all'interno di un circuito con un rigido sistema di regole e controllati da una Direzione Gara, ma esattamente l'opposto di tutto ciò. È la gara del dove-andrai e del cosa-farai. Se qualcosa dovesse rompersi, di come lo riparerai: anche questo fa parte dell'avventura! È un viaggio verso l'ignoto non solo dal punto di vista del dove, ma anche del perché e in alcuni casi, durante il percorso, anche del come. Non importa quali siano i tuoi impegni, resta sintonizzato e segui la corsa: sarà un'edizione epica!