Cosa è successo nella prima settimana della Dakar
© Eric Vargiolu / DPPI
Rally Raid

Cosa è successo nella prima settimana della Dakar

La carovana della Dakar giunge al proprio giro di boa: sei Speciali disputate, altrettante da affrontare nella seconda settimana di gara. Ecco come si ripartirà dal bivacco di Ha’il
Di Stefano Nicoli
10 minuti di letturaPublished on
Si è esattamente nel mezzo. A sei giornate di distanza dalla partenza di Jeddah e a sei giornate di distanza dallo sventolare della bandiera scacchi lì dove la 43^ edizione della Dakar ha avuto inizio in questo 2021. Si è sospesi, intrappolati in un mare di dune che non sembra avere fine, alle prese con la stanchezza e i guasti meccanici, sempre con un occhio fisso sul cronometro per cercare di essere più veloci, più costanti, migliori di tutti i propri avversari. La Dakar 2021 concede il Rest Day nel bivacco di Ha’il, e regala ai protagonisti della corsa un breve sollievo prima di metterli di fronte alla tappa Marathon: quella al termine della quale solamente i piloti – e non anche i team di assistenza – potranno lavorare sui propri veicoli per effettuare eventuali riparazioni. In che stato si riprenderà la corsa da quel di Ha’il? Chi può dirsi favorito dopo le prime sei giornate di gara? Ve lo spiego qui.

Highlights Rest Day

MOTO

Toby Price è in testa dopo le prime sei Stage

Toby Price è in testa dopo le prime sei Stage

© Marcelo Maragni

Ecco, questa è forse la categoria dove, forse più che in ogni altra, utilizzare il termine “favorito” potrebbe essere decisamente fuori luogo. Non si era probabilmente mai vista, nella recente storia della Dakar, un’edizione dall’esito così incerto per quanto riguarda le due ruote.
Matthias Walkner e Andrew Short esclusi – l’austriaco ha perso oltre due ore per via di un guasto meccanico e lo statunitense è stato costretto a un assurdo ritiro causato da benzina contaminata con acqua –, i grandi favoriti sono infatti non solo tutti ancora in corsa, ma anche distanziati l’uno dall’altro da distacchi risibili. In più di una Stage si è giunti al traguardo con secondi (e non minuti) a separare i vari piloti, e forse mai come quest’anno il percorso della Dakar ha penalizzato coloro che dovevano ricoprire il ruolo di apripista: chi vinceva una Speciale era costretto a scattare davanti a tutti in quella del giorno successivo, con le insidie nascoste tra le pagine digitali del Roadbook che costringevano i primi della carovana a perdere parecchio tempo rispetto a chi invece prendeva il via più indietro in classifica.
La classifica generale è il risultato di questa costante altalena di prestazioni, con gli annunciati protagonisti della gara accerchiati anche da chi, solamente una settimana fa, non sembrava potesse ambire ai piani altissimi della classifica. Se la presenza di Toby Price davanti a tutti non desta poi così tanto stupore, lo stesso non può infatti dirsi per quella di Kevin Benavides e Jose Ignacio Cornejo Florimo: l’argentino e il cileno, piloti esperti e molto veloci, occupano ora la 2^ e 3^ posizione in classifica tenendo alto il vessillo di quella Honda che probabilmente aveva risposto più speranze in Joan Barreda (7° e comunque con la testa della classifica a portata di tiro) e in Ricky Brabec, vincitore della Dakar 2020 e attualmente 13°. Finora straordinaria è stata poi la Dakar di Xavier De Soultrait e Ross Branch: i due, che accusano dalla vetta della classifica il medesimo distacco, sono stati finora tra i più costanti, riuscendo nella non banale impresa di portare in top five una Husqvarna (che, lo ricordo, è comunque un marchio proprietà di KTM) e una Yamaha davanti a Sam Sunderland, 5°. Da sottolineare è infine la prestazione del rookie Daniel Sanders, ottimo 12°, mentre al di sotto delle aspettative è stata la prima settimana di Adrien Van Beveren: il francese della Casa dei Tre Diapason, sempre molto veloce nelle passate edizioni, sta faticando a trovare il giusto passo tra le dune e non sembra in grado di agganciare il trenino di testa. Che il suo rendimento sia destinato a crescere nella seconda settimana di gara?
Classifica “Moto” dopo la Stage 6:
  1. Toby Price (AUS) 24h 08m 43s
  2. Kevin Benavides (ARG) +02m 16s
  3. Jose Ignacio Cornejo Florimo (CHL) +02m 57s
  4. Xavier De Soultrait (FRA) +03m 41s
  5. Ross Branch (BWA) +03m 41s

AUTO

Stephan Peterhansel tiene a bada Nasser Al-Attiyah

Stephan Peterhansel tiene a bada Nasser Al-Attiyah

© Marcelo Maragni

Tra le auto la lotta al vertice sembra leggermente più definita. Stephane Peterhansel e Nasser Al-Attiyah, due tra i nomi più attesi di questa come di tante altre edizioni recenti della Dakar, hanno approfittato delle due giornate storte di Carlos Sainz per allungare sul pilota spagnolo e tenere così a debita distanza un potenziale avversario per la vittoria finale.
“Mr. Dakar” ha finora giocato d’astuzia: è primo in classifica generale, ma è l’unico dei “Magnifici Tre” a non avere finora conquistato neppure una vittoria di Stage. Dal canto suo, Nasser Al-Attiyah le ha tentate davvero tutte per scrollarsi di dosso l’ingombrante presenza del 13 volte vincitore della Dakar, ma non sono stati sufficienti tre sigilli consecutivi per dargli la possibilità di sopravanzarlo in classifica. Con Sainz intento sia a recriminare sulle due mezz’ore perdute tra le dune sia a polemizzare con gli organizzatori per un percorso a suo dire più adatto a una gymkhana che non a un Rally Raid, è da sottolineare la grande prestazione di Jakub Przygosnki: abbandonata la Mini Clubman ALL4 per salire a bordo della più aggiornata Toyota Hilux, il polacco è costantemente tra i primi dieci e meritatamente presente nella top five della classifica generale provvisoria.
Il distacco di Przygonski da Peterhansel è però superiore a un’ora, così come quello di Nani Roma: lo spagnolo sta comunque disputando un’ottima gara contando che lui – come Loeb – è alla guida del buggy Hunter del team Bahrain Raid Xtreme, una realtà all’esordio nel sabbioso e difficile mondo della Dakar. Settimana di gara dal sapore dolceamaro invece per Century, che porta sì Brian Baragwanath in 6^ posizione assoluta ma perde l’ottimo Mathieu Serradori: il francese è incappato in un guasto tecnico dopo aver messo in mostra un ottimo ritmo nelle prime giornate di gara, ed ha dovuto così abbandonare qualsiasi velleità di chiudere con un buon piazzamento questa edizione della Dakar. Tra coloro che sono stati costretti a rinunciare alle proprie speranze figura anche Sebastien Loeb, polemico prima e ritirato poi nel momento in cui un triangolo della sospensione posteriore del suo Hunter ha ceduto all’altezza del km 97 della Stage 6: l’alsaziano ha comunque dimostrato di non aver perso confidenza con il mondo del Rally Raid nonostante il periodo d’assenza, ed è verosimile che nel 2022 tenterà ancora una volta di aggiungere questa corsa al suo sconfinato palmarès.
Classifica “Auto” dopo la Stage 6:
  1. Stephane Peterhansel (FRA) 22h 14m 03s
  2. Nasser Al-Attiyah (QAT) +05m 53s
  3. Carlos Sainz (ESP) +40m 39s
  4. Jakub Przygonski (POL) +01h 11m 36s
  5. Nani Roma (ESP) +01h 36m 55s

CAMION

Dmitry Sotnikov guida l'armata KAMAZ

Dmitry Sotnikov guida l'armata KAMAZ

© Marcelo Maragni

È servito attendere qualche giorno in più del previsto, ma al termine della prima settimana di gara lo strapotere tecnico dell’armata KAMAZ è venuto prepotentemente alla luce.
I mastodonti russi dominano infatti il podio della categoria dopo le prime sei Stage, con Dmitry Sotnikov – già vincitore nel 2020 – che finora guida con ampio margine sui connazionali Anton Shibalov e Airat Mardeev, quest’ultimo protagonista peraltro di una crescita esponenziale nelle ultime giornate di gara. Anche quest’anno ci sono stati alcuni coraggiosi che hanno tentato di opporsi allo strapotere KAMAZ, ma anche quest’anno uno dopo l’altro sono stati costretti a farsi da parte: i vari Martin Macik, Ales Loprais e Aliaksei Vishneuski hanno infatti provato a tenere il passo dei russi, senza però riuscire in un’impresa che di edizione in edizione diventa più difficile.
Da segnalare poi, come ho fatto in tutti i vari articoli di recap, la straordinaria prestazione di Ignacio Casale, pilota che i più attenti di voi ricorderanno nel ruolo di dominatore assoluto tra i quad lo scorso anno. Il cileno si sta difendendo egregiamente in una categoria per lui del tutto nuova e sconosciuta, occupando al momento l’8° posto nella classifica generale e non sfigurando affatto nel confronto diretto con i ben più esperti piloti che lo circondano. Centrare una vittoria di Stage con tutti i KAMAZ in circolazione è pressoché impossibile, ma mai dire mai: sarebbe un modo davvero splendido per sugellare una prestazione finora da incorniciare.
Classifica “Camion” dopo la Stage 6:
  1. Dmitry Sotnikov (RUS) 24h 26m 18s
  2. Anton Shibalov (RUS) +37m 34s
  3. Airat Mardeev (RUS) +01h 01m 43s
  4. Martin Macik (CZE) +01h 02m 33s
  5. Ales Loprais (CZE) +01h 07m 00s

QUAD

Dopo Stage estremamente combattute e nelle quali si faceva fatica a scorgere un vero e proprio favorito per la vittoria finale, le ultime giornate di gara hanno consentito a Nicolas Cavigliasso di provare a ricoprire questo ruolo particolarmente scomodo in una corsa imprevedibile come la Dakar.
L’argentino sta imponendo il proprio ritmo alla gara senza rischiare troppo, eppure tanto basta quest’anno per godersi il Rest Day con oltre 30’ di vantaggio sul secondo classificato, quel Manuel Andujar in crescita ma comunque finora non in grado di impensierire davvero il connazionale. Chi invece ha avuto un andamento troppo altalenante nella parte centrale della prima settimana di gara è stato Alexandre Giroud: partito alla grandissima e subito in possesso di un grande ritmo, il francese è incappato in alcune Stage non particolarmente felici che gli sono costate gran parte dei 45’ di gap che ora si ritrova in classifica generale. Stesso discorso vale anche per Giovanni Enrico (4°), mentre ancora peggio è andata in queste prime sei Speciali a Pablo Copetti: l’americano in termini puramente velocistici è sembrato in grado di tenere il passo dei migliori, ma qualche errore di troppo e alcuni inghippi lo costringono ora a inseguire la prima posizione a oltre 2 ore di ritardo. Troppe, per poter effettivamente sperare in una rimonta fino al vertice.
Classifica “Quad” dopo la Stage 6:
  1. Nicolas Cavigliasso (ARG) 29h 15m 55s
  2. Manuel Andujar (ARG) +33m 18s
  3. Alexandre Giroud (FRA) +45m 22s
  4. Giovanni Enrico (CHL) +50m 19s
  5. Pablo Copetti (USA) +02h 24m 39s

SSV

Il vero colpo di scena, in questa categoria, lo si è avuto proprio quando sembrava che i risultati della prima settimana di gara fossero ormai cristallizzati. È stata infatti la Stage 6 a mandare in gravissima crisi Francisco Lopez Contardo, partito dal bivacco di Buraydah con un cospicuo vantaggio e giunto sul traguardo di Ha’il con un ritardo che ha letteralmente vanificato tutto il buono fatto nelle prime cinque Speciali.
Nessuno si sarebbe mai aspettato una simile caduta da parte del leader in classifica, neppure quell’Aron Domzala che ora si ritrova tra le mani la prima posizione assoluta provvisoria. Il polacco è stato finora abile a non commettere errori gravi, riuscendo così a gestire tanto Austin Jones quanto il giovanissimo – e debuttante – Seth Quintero: il californiano, primo tra i piloti del Red Bull Off Road Team USA, sta pian piano aumentando il proprio rendimento in questa Dakar riuscendo anche a centrare una vittoria nella Stage 6. Si difendono come possono Sergei Kariakin, Michal Goczal e Reinaldo Varela, mentre si sono infranti i sogni di gloria tanto di Kris Meeke quanto di Cristina Gutierrez Herrero: l’ex pilota del WRC, che in più di una Speciale ha dimostrato un ottimo passo, è stato costretto a perdere moltissimo tempo per via di una serie di guasti tecnici, mentre la pilota spagnola che ha centrato una meravigliosa e storica vittoria nella Stage 1 della Dakar 2021 ha progressivamente ceduto il passo ai suoi più esperti avversari. Resta però ancora una settimana di gara, e non è detto che non si possa replicare un risultato che le ha permesso di entrare di diritto nella storia del Rally Raid più famoso e iconico del mondo
Classifica “SSV” dopo la Stage 6:
Seth Quintero in azione

Seth Quintero in azione

© Flavien Duhamel

  1. Aron Domzala (POL) 27h 04m 29s
  2. Austin Jones (USA) +00m 40s
  3. Seth Quintero (USA) +08m 26s
  4. Francisco Lopez Contardo (CHL) +35m 51s
  5. Sergei Kariakin (RUS) +36m 37s